Il Superuovo

L’opera di Shakespeare si fa fumetto: l’arte di Gianni De Luca

L’opera di Shakespeare si fa fumetto: l’arte di Gianni De Luca

Il fumetto è arte o non è arte? Questo è il dilemma

Asterix e il grande fossato, adattamento a fumetti della tragedia di Shakespeare Romeo e Giulietta

Secoli fa era Shakespeare a intrattenere il popolo con i suoi meravigliosi drammi accessibili a tutti, ricchi e poveri, colti e non istruiti, al prezzo di un solo penny a biglietto. Al giorno d’oggi sono i fumetti a trasportare un vastissimo e variegato pubblico di lettori in mondi fantastici e lontani, fino a diventare talvolta pura arte come nel caso dei fumetti dedicati all’opera di Shakespeare di Gianni De Luca.

Innanzitutto, cos’è il fumetto?

Il fumetto è specchio dell’epoca che l’ha creato, di una cultura postmoderna, multiforme, irrefrenabile, fatta di echi e rimandi al passato e al futuro. Il fumetto è unità di parola e immagine, che si completano l’una con l’altra, in un intreccio. Ed è questo abbraccio che  genera un’immagine dinamica e simbolica del mondo che si vuole affrescare, rappresentare.

Inventato in America dall’illustratore Richard Felton Outcault nel 1895 con l’ideazione del personaggio Yellow Kid, il fumetto si diffonde nel Novecento in tutta Europa: il suo  successo è straordinario.

varie copertine dei celebri fumetti Disney italiani/ventennipaperoni.com

Shakespeare e i fumetti

E ora il lettore  si chiederà che cosa c’entra Shakespeare e i suoi drammi per il teatro con il fumetto.

Innanzitutto, sono accumunati da una serie di elementi. Il linguaggio accessibile a tutti, il pubblico variegato, oltre all’incredibile capacità di parlare attraverso storie inventate della vita vera, della gioia, dei tormenti dell’umano.

Perché sì, le opere di Shakespeare all’epoca erano opere modernissime, che utilizzavano l’inglese parlato dal popolo tutti i giorni.

Inoltre, quasi tutta l’opera Shakespeare è stata e continua ad essere citata e adattata continuamente nei fumetti. Ad oggi solo 12 su 38 lavori teatrali Shakespeariani non hanno avuto contatti con il fumetto.

A partire dalla prima citazione da Shakespeare in un fumetto, dal celebre Amleto,  nel 1906, i fumetti che rimandano all’opera del Bardo si susseguono senza fine.

copertina del numero di Topolino del 24 giugno 2014 con Paperino nei panni di Amleto/issuu.com

Il capolavoro: i fumetti dedicati a Shakespeare di Gianni De Luca

I fumetti dedicati a Shakespeare prendono due strade diverse. La prima è  quella dei fumetti parodici (ad esempio quelli di Asterix o della Disney) con la deformazione di intere opere e un disegno divertente. La seconda quella dei fumetti realistici, caratterizzati da un disegno appunto realistico e ricco di particolari.

E in quest’ultima categoria, capolavoro in cui il fumetto diventa pura arte è la trilogia di fumetti di Gianni De Luca. Trilogia perché il fumettista si dedica a tre opere in particolare: La Tempesta, Amleto, Romeo e Giulietta.  Il grandissimo illustratore adotta una tecnica innovativa e straordinaria: quella del fermo-immagine, ovvero di rappresentare una figura ripetutamente per rendere i movimenti teatrali. Il disegno è finissimo, si ha una cura maniacale per la prospettiva e un uso simbolico, concettuale del colore, che riesce a parlare tanto quanto le parole.

È così che il fumetto diventa arte, un raffinatissimo affresco, in cui le l’immagine e il testo si completano, creando un incredibile gioco di echi con le opere originali, che nel fumetto rivivono, che nel fumetto rinascono.

Amleto dalla Trilogia Shakespeariana di Gianni De Luca/lambiek.net

 

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