Lo strano caso di Kaspar Hauser: opinioni, scienza e cultura spiegano il mistero

Misteri, inganni, intrighi, morti misteriose. Questa è la storia di Kaspar Hauser, il fanciullo d’Europa dalle origini nascoste nell’ignoto.

Carl Kreul, Ritratto di Kaspar Hauser, dettaglio, 1830.

Norimberga, 26 maggio 1828, per le strade della città tedesca si aggira con goffaggine un ragazzo sui 16 anni. Portava con sé due lettere scritte da due mittenti diversi ma che stranamente sembravano provenire dalla stessa mano.

L’inizio dell’intrigo

Nella prima, scritta dalla “madre”, si riportava il suo nome, Kaspar, con tanto di data di nascita e indicazione della discendenza paterna. Si trattava del fu capitano von Wessing, del sesto reggimento di cavalleria, deceduto anni addietro. L’autore della seconda lettera invece, svelava dettagli macabri del passato del ragazzo. Fino a quel momento avrebbe vissuto in una stanza buia, in totale isolamento, tenuto in vita solo con pane e acqua. Dalle parole del trovatello saltò fuori che periodicamente venisse drogato, e al suo risveglio la paglia dove dormiva era stata cambiata e i suoi capelli tagliati. 

Si pensò che fosse un Tarzan ante litteram, si credeva che fosse cresciuto in natura data la sua difficoltà a vivere in una società. Non distingueva un quadro da una finestra, i rumori lo terrorizzavano, non sapeva rispondere a nessuna delle domande che gli erano poste. Il mistero aumentava così come la curiosità dei cittadini di Norimberga e non solo. La sua storia sconfinò il perimetro cittadino, Kaspar divenne il fanciullo d’Europa. Da quel momento la sua custodia passò di casa in casa, di famiglia in famiglia. Ma questo certo non per il suo bene, piuttosto per una necessità di chi lo ospitava. 

Infatti la sua tendenza a mentire, spesso cadente nella mendacità più evidente, portarono chi si occupava di lui all’esasperazione. A peggiorare la situazione intervennero gli incidenti/attentati alla sua vita. Già nel 1829 il ragazzo venne ritrovato in cantina con una ferita sulla fronte, dicendo di essere stato attaccato in casa da un uomo mascherato, lo stesso che lo avrebbe tenuto prigioniero. Ma a testimoniare l’accaduto fu solo il ragazzo. Poi ancora, la famiglia ospitante sentì uno sparo provenire dalla stanza di Kaspar, ritrovandolo a terra con una ferita superficiale alla testa. Questa volta disse che fosse capitato accidentalmente mentre stava cercando di afferrare un libro troppo in alto e inciampando sull’arma usata come ornamento. 

Nel dicembre 1833 il giovane rincasò con una brutta ferita da pugnale al pettorale destro, giustificandola come un’aggressione avvenuta al parco cittadino. Secondo il suo racconto, uno sconosciuto l’aveva colpito per poi lasciare una borsa sul luogo del delitto. Infatti da lì a qualche giorno la ferità si rivelò fatale e Kaspar Hauser tirò le cuoia a soli 21 anni.

Fonte: https://it.wikipedia.org/wiki/Kaspar_Hauser#/media/File:Kaspar_hauser.jpg

Opinioni e scienza

Già all’epoca le teorie sull’infondatezza delle parole del giovane la facevano da padrone, a partire proprio da quelle due lettere ritrovategli in mano. La lettera del suo sequestratore informava che fu lui ad avergli insegnato a scrivere, per questo le due grafie si somigliavano. Idea già di per sé sbagliata se ci pensiamo. Ma come motivare la lettera lasciata dalla sua ipotetica madre? Come era possibile che anche lei scrivesse come suo figlio, il quale scriveva come il suo sequestratore? 

Che dire poi dei famigerati attentati. L’aggressione in casa del 1829 non convinse tutti, la cosa puzzava. Le macchie di sangue partivano dal bagno, per cui bisogna ipotizzare che sia avvenuto qui l’attacco. Un diciassettenne aggredito in casa sua dovrebbe correre al riparo al più presto, oppure chiedere aiuto. Ma non è questo il caso. Seguendo il sangue sul pavimento, gli indizi portavano prima in camera di Kaspar, poi scendendo al piano inferiore, in cantina attraverso una botola. E perché nessuno oltre al ragazzo ha visto o sentito niente? 

Lo stesso attentato che gli costò la vita sembra essere frutto di un inganno. Il giovane alla notizia del ritrovamento della borsa non appariva interessato al suo contenuto, ma piuttosto si premurava solo che fosse scoperta. Il messaggio al suo interno riportava le iniziali del nome dell’aggressore e dove trovarlo, che senso poteva avere?

Si è tentato anche di spiegare la sua vicenda da un punto di vista medicopsicologico. Già dagli esami dell’autopsia si è ipotizzata un’atrofia corticale o che soffrisse di epilessia, sebbene dai rapporti ufficiali non siano riportate anomalie. Inoltre nel 1970 lo psicologo Karl Leonhard si espose meravigliandosi che molte persone credano ancora alla veridicità dei racconti di Kaspar. Non solo includono numerose contraddizioni ma è anche difficile pensare che la clausura non abbia riportato i danni che si sarebbe soliti vedere in questi casi. Che la sua personalità fosse influenzata da isterismo o tendenze paranoiche?

Caspar David Friedrich, Le tre età dell’uomo, 1834 ca., Museum der bildenden Künste, Leipzig, Germania.

Il Romanticismo e il bisogno del mistero

Potrà sembrare un caso fortuito ma il fatto che tutto ciò fosse successo in Germania potrebbe avere una spiegazione. Non sto parlando del fantomatico sequestro di Kaspar, né tantomeno dei reali o meno attentati alla sua vita. Il punto centrale di questa storia sta tutto nel fattore mediatico se così si può dire. Il caso del trovatello di Norimberga, come già detto, appassionò tutta Europa, l’ignoto acuiva la curiosità. 

Siamo d’altronde nella culla del Romanticismo, laddove un sentimento generalizzato era più diffuso che altrove, il bisogno del mistero attanagliava la società. La ragione dell’Illuminismo era da tempo stata rigettata, definita incapace di spiegare la realtà nella sua complessità. Adesso invece i temi di interesse erano altri: i sentimenti, la follia, il sogno, le visioni. In una parola, l’irrazionale. Il caso di Kaspar Hauser fu simbolo dell’irrazionalità, si era del tutto incapaci di trovare una spiegazione diffusamente convincente. 

Ecco che teorie fantasiose si susseguirono, a partire dagli intrighi di palazzo visti come la causa dell’illegittimità del giovane. Oppure con una vena di esotismo, l’origine di Kaspar veniva individuata nella natura, come una sorta di fuga dalla realtà, lontano dalla società capitalista del tempo, come se si avesse bisogno idealmente di evadere. 

Caspar David Friedrich, Paesaggio montano con arcobaleno, 1809-181 ca., Museum Folkwang, Essen, Germania.

 

Lascia un commento