Mi Copernico nel medioevo e Kant nel 1800 cambiano le prospettive dell’uomo, non ci stupiremmo se accadesse di nuovo.

Nell’anniversario della morte di Niccolò Copernico ripercorriamo come i suoi studi di astronomia, riassunti poi nella cosiddetta rivoluzione copernicana, siano stati di fondamentale importanza nella vita dell’uomo moderno e come Immanuel Kant lo abbia, diciamo, imitato.
Cosa è la rivoluzione copernicana
Tutti noi abbiamo sentito parlare della rivoluzione copernicana: Niccolò Copernico, matematico, astronomo polacco (anche se laureato in diritto canonico in realtà) è conosciuto per aver sostenuto una nuova tesi astronomica nella sua opera De revolutionibus orbium coelestium, letteralmente Sulle rivoluzioni delle sfere celesti. In quest’opera, pubblicata nell’anno della sua morte, viene esplicitata la sua dottrina più importante: egli era infatti sostenitore di un sistema eliocentrico, ovvero un sistema in cui il Sole si trova al centro de è la Terra a girare attorno al Sole, proprio il contrario di ciò che con il sistema geocentrico si era creduto fino a quel momento. La Terra non era più il centro dell’universo, essa era subordinata al suo movimento attorno al Sole e questo valeva per tutti gli altri pianeti, in completa contraddizione con le teorie fino ad allora accettate, quelle dell’astronomo Tolomeo.
Non una semplice rivoluzione scientifica
Ovviamente vi furono svariate obiezioni alla teoria copernicana: alcuni cercarono di provarne la sua infondatezza, altri di compiere una sorta di crasi fra la teoria geocentrica e quella eliocentrica, ma ormai il dado era stato tratto e la teoria copernicana aveva sconvolto gli animi del mondo cristiano. Ritenere che sia la Terra a girare intorno al Sole significa dare meno rilevanza al pianeta dell’essere umano e dunque di conseguenza anche all’essere umano stesso, sferrando un colpo molto forte nei confronti dell’antropocentrismo. Secondo le parole di Thomas Kuhn: “quando fu presa sul serio, la porposta di Copernico, suscitò nel cristiano militante enormi problemi”, non si trattava semplicemente di una rivoluzione a livello teorico-scientifico, ma di qualcosa che da lì in poi avrebbe cambiato la visione dell’uomo sul mondo intero e anche su sè stesso e sul suo modo di vedere le cose. Similmente nell’800 il filosofo Immanuel Kant si pone in contraddizione con il pensiero tradizionale e compie quella che è conosciuta come la rivoluzione copernicana kantiana.
Una rivoluzione controcorrente
Il motivo per cui Kant si pone controcorrente consiste nel non accettare le rigide regole del razionalismo: la conoscenza secondo Kant non dipende dall’oggetto ma dal soggetto e così anche le leggi di natura, esse appaiono universali e necessarie ma in realtà lo sono solamente per noi in quanto soggetti, dunque risolve il problema di dover dimostrare l’indubidabilità delle leggi naturali, in quanto esse sono fondamentalmente qualcosa di soggettivo. Così come Copernico sposta l’attenzione dalla Terra al Sole, Kant sposta l’attenzione dall’oggetto al soggetto: ciò che vedo dipende da me, ciò che percepisco anche, se per esempio indossassi degli occhiali on lenti rosse allora affermerei che il mondo è rosso e tale affermazione secondo kant è vera perchè la conoscenza dipende da me come soggetto conoscitivo.