Il Superuovo

Lo stato d’eccezione e lo stato d’emergenza spiegati dalla riflessione di Giorgio Agamben

Lo stato d’eccezione e lo stato d’emergenza spiegati dalla riflessione di Giorgio Agamben

Lo stato di eccezione e lo stato d’emergenza sono due concetti simili e mai opposti anche in filosofia.

Lo stato d’emergenza in cui viviamo da un anno è noto a tutti, ma esistono delle norme giuridiche che lo regolamentano che forse non tutti conoscono. In questo ci viene in aiuto anche Giorgio Agamben che ha teorizzato lo stato d’eccezione in filosofia. Ma questi due concetti sono analoghi o diversi? Scopriamolo insieme analizzandoli

L’emergenza covid in Italia

vi siete mai chiesti che cova vuol dire stato d’emergenza? ecco ora ve lo scrivo: “Lo stato di emergenza è una particolare situazione all’interno di uno Stato che comporta l’emanazione di norme e/o restrizioni per fronteggiare una particolare emergenza da parte del governo”.  Data questa spiegazione ora potete capire perché siamo soggetti a restrizioni da quasi un anno a causa della pandemia data dal Covid. La legge che prevede lo stato d’emergenza è la legge n. 225/1992 che prevede la proclamazione in casi estremi di questo status, come una guerra o una pandemia. Ora non sta a me darvi lezioni di diritto, ma finché non sarà finita l’emergenza covid-19 sono sicura che dovremo familiarizzare ancora con questo status. Per ora l’emergenza in Italia è stata prorogata fino al 5 Marzo e si spera di non dovervi ricorrere più e tornare a vivere.

Lo stato d’eccezione

Stato di eccezione, nelle scienza politica una particolare situazione all’interno di uno Stato che comporta la sospensione delle caratteristiche tipiche di uno Stato di diritto” è da qui che Giorgio Agamben parte con la sua riflessione su questo stato che è un tema molto caldo della politica e della Filosofia Politica. Il filosofo nel suo testo Lo stato d’eccezione del 2003 analizza dal lato filosofico questo particolare concetto del diritto. L’eccezione viene vista come un vuoto giuridico, una sospensione del diritto paradossalmente legalizzata per dover affrontare un preciso status di difficoltà. Agamben riprende anche le teorie di Schmitt e Benjamin intorno al concetto di sovranità e di violenza per spiegarci meglio il suo pensiero. La questione dello stato d’eccezione è iniziata nel 1995 con il suo testo Homo Sacer dove il filosofo analizza la condizione della nuda vita umana. Qui egli vede l’essere umano quando bandito sacrificabile per un periodo di tempo. Il rischio di questo stato è il suo prolungamento permanente, il suo sospendere i diritti degli uomini a lungo e iniziare a vedere nel governante un Desposta che non pensa alla societas, come quelli conosciuti nelle grandi dittature del 1900. Il filosofo ci ricorda anche che il termine eccezione si muove in quella terra di nessuno fra la politica e il diritto, fra l’ordine giuridico e la vita.

 

L’eccezione, l’emergenza e il covid-19

Nell’ultimo anno siamo ormai stati abituati a sentire continuamente la parola emergenza. Ma l’emergenza in teoria non dovrebbe essere un’eccezione? Ebbene si queste due parole sono sorelle e di solito anche confuse. L’eccezione data dalla pandemia ci ha buttato nell’emergenza che si cerca di contrastare con il vaccino anti covid. Nello stato d’eccezione le norme sono sospese ed é qui che entrano in gioco i DPCM, che non sono delle leggi veri e proprie. Questo status non può essere prorogato all’infinito perché diventerebbe norma. La norma è lo status di normalità che non dovrebbe coincidere con lo stato d’eccezione/emergenza. Agamben è tornato nell’ultimo anno su queste tematiche e ha dato anche una sua personale lettura della pandemia. Nel marzo 2020, dando una sua visione dello stato d’emergenza della pandemia, ha dichiarato:

È evidente che gli italiani sono disposti a sacrificare praticamente tutto, le condizioni normali di vita, i rapporti sociali, il lavoro, perfino le amicizie, gli affetti e le convinzioni religiose e politiche al pericolo di ammalarsi. La nuda vita – e la paura di perderla – non è qualcosa che unisce gli uomini, ma li acceca e separa“.

Come possiamo dargli torto? In fondo è vero che stiamo rinunciando a queste cose da quasi un ano, con la speranza di un ritorno alla normalità.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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