Lo scandalo Nixon e l’impeachment a Trump: la storia pre elezioni che si ripete

Negli states la storia si ripete, dopo Nixon e Clinton, anche Trump rischia di perdere la poltrona prima del tempo.

A breve, anzi brevissimo, mercoledì per la precisione, verrà votato l’impeachment contro Donald Trump, ma sarà assolto dal Senato degli states grazie alla maggioranza dei conservatori. Ma gli USA non sono nuovi a questo tipo di scandali o rischi: uno su tutti è il noto scandalo sulla guerra del Vietnam negli anni ’70 che colpì Richard Nixon, poco prima delle elezioni.

 Donald Trump verso l’assoluzione, l’accusa di impeachment sarà bloccata dal Senato

La partita dell’impeachment negli Stati Uniti si sta per chiudere e Donald Trump già assapora la vittoria. Quella che nelle sue speranze può catapultarlo verso un nuovo trionfo alle elezioni presidenziali di novembre, con la riconferma alla Casa Bianca. Oramai siamo ai titoli di coda e il tycoon, salvo clamorose sorprese, ha l’assoluzione in tasca: il fronte dei senatori repubblicani ha retto, con la richiesta dei democratici di ascoltare nuovi testimoni e di ammettere nuove prove, allungando così i tempi del processo, che è stata respinta. E pazienza se il presidente dovrà aspettare fino a mercoledì per sentire pronunciato il suo proscioglimento dalle accuse di abuso di potere e ostruzione al Congresso.Ma nell’unica decisione bipartisan di questo processo si è deciso di rinviare tutto alla prossima settimana, anche per permettere ai tre senatori democratici candidati alla Casa Bianca (Bernie Sanders, Elizabeth Warren e Amy Klobuchar) di tornare nel weekend a fare campagna elettorale in Iowa, lo stato da dove lunedì partirà la stagione delle primarie. “E’ una vergogna. Nessun testimone, nessun documento, il Senato si è sottratto alle sue responsabilità. E nel momento più delicato, quello in cui dietro le quinte dell’aula del Senato si compattava definitivamente il muro repubblicano, il tycoon si è sentito tanto sicuro che ha deciso di imbarcarsi sull’Air Force One e partire per la Florida, prima ancora che si votasse. Per godersi, lui, un weekend di sole nella sua Casa Bianca d’Inverno di Mar-a-Lago e sul green del golf club di West Palm Beach. Aspettando con pazienza il momento in cui potrà postare il tweet più bello: “Game Over”, come fece quando uscì indenne dalle indagini sul Russiagate del procuratore Robert Mueller. I voti finali mercoledì saranno due, uno per ogni capo di accusa, e sono stati fissati per il pomeriggio a partire dalle 4 (le 22 in Italia). I senatori dovranno decidere se rimuovere o meno il presidente dal suo incarico. Nei giorni prima, lunedì e martedì, le arringhe conclusive di accusa e difesa. Poi sul terzo impeachment della storia americana potrà calare il sipario.

Lo scandalo del Vietnam o Watergate e l’impeachment a Richard Nixon.

Lo scandalo Watergate, o semplicemente il Watergate, fu uno scandalo politico scoppiato negli Stati Uniti nel 1972, innescato dalla scoperta di alcune intercettazioni illegali effettuate nel quartier generale del Comitato nazionale democratico, a opera di uomini legati al Partito Repubblicano. Lo scandalo – che portò alla richiesta di impeachment e alle dimissioni di Richard Nixon, allora Presidente degli Stati Uniti – prese il nome dal Watergate Complex, un complesso edilizio di Washington che ospita il Watergate Hotel, l’albergo in cui furono effettuate le intercettazioni che diedero il via allo scandalo. Lo scandalo si sviluppò nel contesto della crisi politico-sociale presente da anni negli Stati Uniti a seguito soprattutto delle vicende della guerra del Vietnam, che sin dalla presidenza di Lyndon B. Johnson era sempre più impopolare fra il popolo americano e le stesse élite economiche. Lo scandalo interessò una serie di eventi che durò circa due anni (1972-1974) e nacque dalle pratiche e dalle attività studiate e organizzate dall’amministrazione Nixon per consolidare il proprio sistema di potere e indebolire l’opposizione politica dei movimenti pacifisti e del Partito democratico. Importanti atti d’accusa furono i documenti del Pentagono (Pentagon papers), uno studio top-secret del Dipartimento della Difesa sul coinvolgimento degli Stati Uniti nella guerra del Vietnam e su precedenti conflitti politici o militari nel Sud-Est asiatico, alla vigilia della fine dell’occupazione coloniale francese in Indocina. Nixon resse a due anni di montanti difficoltà politiche, ma la pubblicazione del nastro noto come “la pistola fumante” (smoking gun) nell’agosto 1974 portò con sé la prospettiva di un sicuro impeachment per il presidente, che infatti diede le dimissioni quattro giorni dopo, l’8 agosto. Lo scandalo Watergate costituì uno dei più grandi scandali politici della storia americana ed ebbe vasta eco internazionale su tutti i quotidiani. La stessa parola “Watergate” è diventata linguisticamente produttiva nel linguaggio giornalistico americano: il suffisso -gate compare regolarmente (oramai scisso dal suo etimo originario) col significato di “scandalo” in molti neologismi quali Irangate, Whitewatergate, Datagate e altri.

Che cos’è l’impeachment? Ecco la sua breve storia.

L’Impeachment (termine dalla lingua inglese in italiano traducibile come messa in stato di accusa) è un istituto giuridico, presente in diversi Stati del mondo, col quale si prevede il rinvio a giudizio di titolari di cariche pubbliche qualora si ritenga che abbiano commesso determinati illeciti nell’esercizio delle loro funzioni. L’impeachment è un antico istituto della common law, sviluppatosi dapprima in Inghilterra in un arco di tempo che va dal 1376, anno in cui il Parlamento inglese mise in stato d’accusa alcuni ministri di Edoardo III e la sua amante Alice Perrers per corruzione e incapacità, al XVIII secolo, quando è evoluto nella responsabilità ministeriale del gabinetto del Re: a loro volta i ministri, in ragione del rischio derivante dall’esercizio della sovranità parlamentare nei loro confronti, si sono legati alla Camera dei comuni mediante il nesso fiduciario proprio del modello Westminster.

 

Nel Regno Unito, l’impeachment era una procedura in base alla quale un membro della Camera dei Comuni poteva accusare qualcuno di un crimine. Se i membri della Camera dei Comuni avessero votato per l’impeachment, si sarebbe tenuto un processo nella Camera dei Lord. A differenza di un atto di legge (una legge che dichiara cioè qualcuno colpevole di un crimine), gli impeachment non richiedevano l’assenso reale, quindi potevano essere usati per destituire i fastidiosi ufficiali della Corona nonostante la protezione del monarca. Negli U. S. A. l’istituto dell’impeachment, nella maggior parte dei casi, è stato utilizzato per rimuovere membri del potere giudiziario. Da questo punto di vista, il primo episodio è stato quello del giudice federale Timothy Pickering (1804). L’impeachment dei giudici è necessario perché la Costituzione statunitense fissa il principio della lifetime tenure (durata vitalizia della carica), perciò l’impeachment è l’unico modo per destituirli. Prima del caso Pickering, il Congresso aveva discusso la possibilità di sottoporre a impeachment un senatore, William Blount (nel 1797), accusato di aver tramato contro gli interessi del Paese in alcune trattative diplomatiche con la Francia da un lato e con alcune nazioni pellerossa dall’altro. Il Congresso degli Stati Uniti però decise di non procedere con l’impeachment; da quel momento si esclude che un parlamentare rientri fra i soggetti passivi, dato che i due rami del Parlamento statunitense dispongono di altri strumenti per rimuovere un suo membro e la costituzione si riferisce chiaramente ai membri dell’esecutivo, non del corpo legislativo.

 

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