Il Superuovo

Livio Andronico e De Gregori considerano la traduzione come un atto poetico

Livio Andronico e De Gregori considerano la traduzione come un atto poetico

Il concetto di traduzione, intesa come atto poetico, è proprio dell’Odusia di Livio Andronico. Questa accezione verrà poi ripresa da De Gregori e De Andre i quali si cimentarono nella traduzione di alcuni brani di Bob Dylan.

Livio Andronico inaugurò la tradizione epica romana con l’Odusia, una traduzione dell’Odissea di Omero nel verso tradizionale latino, il saturnio. Al di là dell’enorme portata storica dell’opera, è importante sottolineare che l’autore stesso concepì la traduzione come un vero e proprio atto letterario. Tale concezione, fatte le dovute proporzioni, è presente anche nell’album “De Gregori canta Bob Dylan”.

Livio Andronico: l’Odusia

L’unica opera di Livio Andronico della quale possiamo farci un’idea compiuta è l’Odusia. Come avevo precedentemente accennato si tratta di una traduzione dell’Odissea di Omero. È importante innanzitutto sottolineare l’intento didascalico dell’opera, che peraltro ebbe un vastissimo successo a livello scolastico. Oltre alle finalità culturali però, la caratteristica che rende l’Odusia come uno dei capolavori dell’età arcaica, è l’autonomia rispetto al modello omerico. Livio Andronico infatti concepì la traduzione come un atto letterario e si propose di costruire un testo che stesse accanto all’originale e che, da un lato fosse fruibile come un’opera autonoma, dall’altro si sforzasse di conservare la qualità dell’originale. Bisogna infine ricordare che l’autore apportò alcune modifiche in quelle zone di testo che sarebbero risultate inaccettabili alla mentalità dei romani di quel tempo.

De Gregori canta Bob Dylan

Il concetto di traduzione, intesa come atto poetico, è riscontrabile anche nel cantautorato italiano. L’esempio più evidente è l’album “De Gregori canta Bob Dylan –Amore e Furto- “pubblicato dallo stesso De Gregori nel 2015. Contiene undici brani, i quali sono traduzioni in italiano di alcune canzoni di Bob Dylan. Il cantautore romano sceglie volutamente alcuni dei brani meno noti di Dylan e li arrangia in una maniera personale ma coerente con le tracce originali. è interessante sottolineare che, come in Livio Andronico, le singole canzoni sono opere autonome. Difatti De Gregori stesso affermò che avrebbe dovuto fare qualche cambiamento per mantenere la bellezza e la gradevolezza dell’originale. A livello di arrangiamento musicale l’aderenza al modello di Dylan è quasi massima, però a livello testuale, dovendo De Gregori utilizzare una lingua differente per raccontare i medesimi fatti, vi sono alcune modifiche, al fine di non perdere il filo logico della storia.

Desolation raw/ Via della povertà

La traccia n° 4 dell’album di De Gregori si intitola Via della povertà ed è la traduzione del brano Desolation Raw di Bob Dylan. La versione pubblicata nel 2015 però non è l’unica versione del brano di Dylan, infatti De André, nel 1974, insieme allo stesso De Gregori, aveva inciso questo brano, il quale era uscito all’interno dell’album Canzoni. Il cantautore genovese si divertì a giocare con le storie narrate dai personaggi di Bob Dylan, trasferendole nel mondo del suo tempo. Analizzando il testo di De André risulta anche qui evidente l’autonomia rispetto al modello di partenza. Vengono infatti raccontati gli eventi narrati dal cantautore statunitense, ma con uno stile diretto e allo stesso tempo vocativo che ha sempre contraddistinto Faber.

 

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