L’antintellettualismo di ieri e di oggi: le materie scientifiche sono superiori di quelle umanistiche? L’esempio di Lisa Simpson

Oggi la condizione degli intellettuali è molto diversa rispetto al passato e Lisa Simpson rappresenta perfettamente questa situazione.

La secondogenita della famiglia Simpson rappresenta appieno l’immagine degli intellettuali nel mondo moderno: messi da parte, disprezzati e cercati solo nel bisogno.

Lisa Simpson come personaggio

La figlia di otto anni di Marge e Homer Simpson è forse uno dei personaggi più discussi dell’intera sitcom americana: appassionata di musica, vegetariana, ambientalista ed estremamente acculturata. Tutte queste caratteristiche la rendono profondamente diversa non solo dalla sua famiglia ma anche dai suoi stessi coetanei che tendono ad escluderla ed isolarla: in diverse puntate Lisa prova di inserirsi all’interno di qualche gruppo di bambini cercando di non mostrare la vera se stessa e di uniformarsi agli altri, ma puntualmente decide di tornare sui suoi passi. Perché? Il motivo è semplice: preferisce stare da sola piuttosto che dover nascondere, o addirittura negare, la sua natura e le sue passioni. Questa sua diversità le viene anche spesso fatta notare all’interno della famiglia: non poche volte la madre Marge le ripete che non troverà mai marito a causa delle sue idee e delle sue posizioni, alcune volte troppo dogmatiche, come se sposarsi fosse la cosa più importante nella vita della bambina.  A Lisa piace studiare, leggere, suonare il Sax e vorrebbe frequentare il college: tutti elementi che, nella società moderna, vengono considerati strani e obsoleti. Il prodigio di casa Simpson ha sempre la risposta giusta ad ogni problema e riesce ad analizzare attentamente ogni situazione risultando, quando ascoltata, una preziosa risorsa, ma molto spesso il suo intellettualismo viene canzonato come se fosse qualcosa di “troppo”: la sua saggezza viene considerata a volte degna di valore,  altre presentata come segno di ipocrisia o di accondiscendenza. La comunità non riesce ad accettare e comprendere Lisa, una piccola intellettuale collocata all’interno di una società ormai completamente volta all’ignoranza.

L’antintellettualismo americano

Il personaggio nasce da un’attenta analisi di ciò che gli intellettuali rappresentano oggi: se nel mondo antico, greco, romano e medievale, quest’ultimi erano persone degne di fama e nota, spesso implicate anche nella gestione della vita politica, oggi dire di essere un intellettuale porta a derisione e disapprovazione; la società vede gli studiosi come persone dedite all’ozio e non socialmente utili, come invece potrebbe essere un ingegnere o un avvocato: le conoscenze degli intellettuali sembrano fini a loro stesse e non applicabili a nessun ambito concreto. Così come Lisa, dunque, anche gli intellettuali oggi vengono emarginati e isolati: questa tendenza è nota come antintellettualismo, un movimento diffuso soprattutto in ambito americano, che vede con diffidenza ed ostilità l’intellettualismo e, di conseguenza, gli intellettuali. Non è difficile vedere anche nella nostra società tendenze di questo tipo, già presenti anche in giovane età: spesso i cosiddetti “nerd”, ossia bambini, adolescenti o adulti stessi appassionati di una qualche forma di cultura, vengono derisi o, addirittura, sono vittima di bullismo proprio a causa di questa loro passione considerata inferiore, diversa e fuori moda.

Il prezioso ruolo della cultura

Perché tutto ciò è possibile? Per quale motivo gli intellettuali hanno perso loro ruolo nella società? Oggi viviamo in un mondo sempre più legato alla tecnologia, un mondo dove i libri hanno perso il loro interesse, la poesia la sua magia e la cultura il suo valore: ignorantia docet. La scuola sta perdendo progressivamente la sua importanza e le nuove generazioni sembrano sempre meno interessate alla lettura, alla musica e al passato, ciò che importa sono solo i follower e i like su Instagram. Piogge di critiche piovono sugli intellettuali, ma i commenti negativi e dispregiativi, spesso avanzati da persone che non conoscono nemmeno i termini in causa, non valgono più di una singola goccia di pioggia che cade nell’oceano.

Il mio messaggio è rivolto a tutti i coloro i quali amano ancora la letteratura, la filosofia, la scienza, la storia e il sapere in generale; il nostro Paese è sempre stato un grande centro culturale su tutti i campi da quello filosofico, con Pitagora, Parmenide, Empedocle, Gorgia, Seneca e Marco Aurelio, a quello letterario, con Manzoni, Leopardi, Foscolo, Pirandello, Quasimodo e Montale, e ancora in quello scientifico, con Archimede, Galileo Galilei e Golgi. Ho nominato solo pochissime delle personalità che hanno reso grande la nostra Italia, ma oggi, come dimostrano le statistiche, sembriamo sprofondare sempre di più nell’abisso dell’ignoranza. La cultura ci aiuta a sviluppare una coscienza critica capace di farci vedere le cose come stanno e che ci aiuta a non farci soggiogare dalla tirannia. Non lasciamo che il buio prenda il sopravvento: nutriamoci di conoscenza, di libri, di filosofia, di poesia e facciamo in modo che la nostra patria ritorni al suo antico splendore!

 

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