L’ingegneria genetica può far diventare le zanzare sterili e farle estinguere

Le zanzare non sono mai state tra gli insetti preferiti dal genere umano. D’estate, specialmente, ci si ritrova con delle fastidiose punture, con il prurito che non lascia rilassarsi, e con il terrorre quando ci si addormenta di sentire quel ronzio vicino all’orecchio  che non fa chiudere occhio. Eppure i problemi legati a questi animaletti sono ben altri, e di portata molto maggiore.

Le punture delle zanzare

Anzitutto, Le zanzare sono vettori di malattie anche mortali, tra cui la malaria o la più recente Zika. Il che significa che nell’atto di colpire con il loro pungiglione non solamente succhiano il sangue, ma iniettano anche un liquido che le favorisce in questa operazione. Ciò accade normalmente, ma quando nel sangue degli insetti è presente un patogeno, sia esso un batterio od un virus, la situazione cambia. È da anni che si pensa ad una soluzione per queste malattie, ed ad esempio contro la malaria è stato sviluppato già da qualche tempo un vaccino. Questo non ha però impedito a 445.000 persone di morire, e a 216 milioni di esserne infettati, nel solo 2016.

Lo studio sull’Anophele

In quest’ottica, risulta di grande interesse uno studio pubblicato su Nature Biotechnology dal ricercatore italiano Andrea Crisanti dell’Imperial College di Londra. In questo articolo viene analizzato il ruolo di un particolare gene (Agdsx) nella filiazione da parte delle zanzare della specie Anopheles gambiaeuno dei principali vettori della malaria. Questo gene è particolarmente conservato (ovvero si trova in maniera praticamente identica) tra le femmine delle varie specie del genere Anopheles, cosa che invece non succede nei maschi. Ciò, naturalmente, rende questo gene particolarmente adatto ad essere target specifico ma a spettro suffiecientemente ampio. È stato osservato che questo gene, presente in doppia copia negli individui femmina, se mutato porta ad un fenotipo (ovvero ad uncarattere manifestato fisicamente) cosiddetto inter-sex, e quindi a completa sterilità. La mutazione inoltre, inserita grazie all’ormai celebre sistema CRISPR-Cas9 per l’editing genetico, conduce al completo azzeramento della popolazione di zanzare in esame nell’arco di 7-11 generazioni (i dati si riferiscono a differenti gruppii sui quali è stato effettuato il medesimo studio).

Le conseguenze

Risulta abbastanza semplice comprendere a che cosa possa portare una ricerca di questo tipo. La capacità di ridurre notevolmente il numero di zanzare di una determinata specie è, naturalmente, molto conveniente, sopratutto se si tratta del vettore di una patologia grave e diffusa come la malaria. D’altro canto, però, alcune domande devono essere poste. Perchè invece di ridurne il numero, non facciamo semplicemente estinguere le Anopheles? Quali effetti collaterali potrebbero presentarsi? Hanno questi animali un ruolo nel mondo, ad esempio nella catena alimentare, che le rende importanti? Cosa succederá nel caso in cui venga sviluppata una resistenza a questo trattamento con CRISPR-Cas9? Lo studio deve ancora essere migliorato, le basi dovranno essere molto più solide, ma la discussione rimane aperta.

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