L’individuo degli Shaka Ponk e del postumanesimo supera i confini delle categorie sociali

I’m Stain è una canzone degli Shaka Ponk e uno dei temi trattati è quello dell’accoglienza del diverso, del soggetto nomade postumano.

Il protagonista del brano è Macchia, così chiamato per poter rappresentare in sé una molteplicità colori, metafora delle caratteristiche personali, senza necessariamente sceglierne uno escludendo gli altri.

Non è cattiveria, ma paura: aiutiamo gli altri

L’estate del 2011 suonava un ritmo particolare, rock elettronico e ballabile. La canzone è I’m Stain degli Shaka Ponk, una band francese giovane e accattivante. Se si pone la giusta attenzione al testo si scorge, al di là dell’attraente sound, dei temi particolarmente attuali e toccanti. Lo stesso titolo riprende una frase del ritornello, in cui il soggetto della canzone si presenta con il nome Macchia (dall’inglese, “Stain”), nome datogli dal padre per evitare le identificazioni con determinati colori e varie mode. Macchia si rende conto di vivere in un mondo di guerra, violenza e ingiustizie e inizialmente quanto vede sembra giustificare le raccomandazioni della madre: “Devi essere forte per vivere là fuori, devi fare attenzione o essere cattivo”. Ma una nuova consapevolezza permette al protagonista di rifiutare questi consigli, perché si è accorto che gli altri sono fratelli e non sono poi così crudeli: se compiono violenze è a causa di una loro paura. Non bisogna combatterli, ma comprenderli. Gli Shaka Ponk descrivono dunque la capacità di accogliere l’altro, di prenderlo per mano, per far brillare di nuovo il mondo. “My little friend we’ve got to start again/ […] and to give some comprend”.

Ogni soggetto è unico e non può ridursi a categorie specifiche

Per quanto la conoscenza di sé implichi un inserimento in alcune categorie caratteriali e identitarie, essa dovrebbe prevedere uno sguardo acuto e introspettivo, capace di captare quelle sfumature che sfuggono alla definizione. La presa di coscienza di essere un singolo, formato dall’interferenza di molteplici esperienze e relazioni, fa sì che l’unicità che ne deriva ponga in confronto tante unità differenziate. Nel rapporto reciproco, nel superamento di confini fatti di pregiudizi e categorizzazioni, l’identità singola non si trova persa nella moltitudine, indistinta e annichilita. Al contrario, con la perdita dell’identità nazionale, partitica, di genere, etnia e tradizioni viene rafforzata un’identità politica onnicomprensiva, capace di accogliere e valorizzare il diverso. Il soggetto nomade non è quello disperso, ma è colui che si apre a nuove relazioni con gli altri e con se stesso in un’ottica di identità multipla e plurale. Al fine di pervenire a questo scenario inclusivo è necessario ricalibrare idee e linguaggi, che siano capaci di stare al passo con interventi radicali che partono da una concezione umana tutta nuova. Il soggetto nomade nasce dalla crisi, ma risorse dalle ceneri come una fenice, ed è in grado di delineare una nuova prospettiva di dialogo tra persone che non vengono inquadrate in particolari categorie ma che vengono valutate per la propria impronta personale e unica nel mondo.

“Differenza” è un concetto che prende le mosse dal femminismo

Il soggetto post-identitario è definito a partire dalla differenza di genere. La stessa teorica dell’identità nomade, Rosi Braidotti, prende le mosse dal pensiero femminista, poiché è dall’individuazione del sistema fallocentrico che si originano i concetti di differenza. Non più percepita come una privazione, il soggetto nomade vive la sua identità diversa concependo formalmente la situazione femminile. Egli sarà dunque capace di esprimersi liberamente, compiere le proprie scelte senza sentirsi costretto in categorie identitarie, sociali e politiche. Si spiega in questo modo l’inno alla diversità degli Shaka Ponk. La loro capacità di intuire la relazione fra la sistematizzazione e la violenza è sintomatica di un’approvazione potenzialmente universale, al di là del discorso accademico, nei confronti dell’idea del soggetto nomade, della post-identità, del soggetto definito in quanto unico portatore di una particolare composizione di capacità e caratteristiche.

 

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