L’incontro di Gorgia e Rick Sanchez: bene e male esistono davvero?

Da una parte un filosofo eccentrico, pronto a sconvolgere la filosofia stessa e a suscitare scalpore; dall’altra un personaggio spregiudicato, geniale e senza principi. Il pensiero che li guida è comune: la morale non ha valore. 

Negli ultimi mesi del 2019 sono stati rilasciati i primi episodi della quarta stagione di Rick & Morty, celebre serie animata prodotta da Adult Swim, e restano ancora attesissimi i prossimi. Le avventure vissute dai due protagonisti sono sempre imprevedibili, sempre più assurde, ma nel variare della trama c’è una costante: il personaggio di Rick. Il suo nichilismo e il suo estremo relativismo, sebbene talvolta sembrino vacillare, tornano sempre a riaffermarsi. Nulla può cambiare la filosofia di Rick: solo la scienza ha un senso.

Tra nichilismo e relativismo

Rick Sanchez è un personaggio singolare, sapientemente costruito per rappresentare una commistione di genio e follia che gli spettatori, sebbene non sempre capiscano, non possono fare a meno di ammirare. Fin dal primissimo episodio, dove fa la sua entrata in scena con una bottiglia in mano e una navicella spaziale costruita con dei rottami, esprimendo il proposito di voler annientare l’umanità, il suo personaggio appare controverso, destabilizzante. Le sue parole  e le sue azioni lo rendono la personificazione del nichilismo più estremo: nulla ha senso per Rick Sanchez, è tutto costituito da eventi e reazioni casuali, nell’universo non vige alcuna regola se non quelle della scienza, e nemmeno queste sono senza eccezioni. Nell’universo della serie, composto da infinite dimensioni con infinite possibilità e infinite versioni di ogni singola cosa, è inutile cercare un ordine. Non c’è un fondamento o un fine alla base delle azioni di Rick, le avventure che intraprende con il nipote Morty non hanno alcuno scopo se non il puro piacere di servire la scienza. Il nichilismo così accentuato di questo personaggio lo rende talvolta antipatico, addirittura appare malvagio agli occhi degli spettatori, avvezzi a vivere in un ambiente regolato da norme morali date per scontato. Ma Rick è scettico nei loro confronti: non si può credere che ogni cosa sia ovvia, anzi, tutto è da sottoporre a dubbi e questioni, che per lui non hanno una definitiva risposta. Possiamo certo provare a fornire una soluzione personale, ma altre molteplici versioni di noi, là fuori nell’universo, troveranno risposte diverse, e non si può affermare che una di esse sia la verità. L’unico assunto che possiamo dare per certo è che a governare tutto è solo il caso. Per citare Morty: “Nessuno esiste di proposito, nessuno appartiene a un posto, tutti quanti moriranno. Vieni a guardare la TV?”

La morale? Una convenzione

Alla sua visione così anti-deterministica dell’universo, Rick non può che affiancare un totale disprezzo per le norme vigenti. In un episodio della terza stagione, dove compare la versione cartoon dell’ex presidente americano, questo dice: “Infrangete mille leggi federali al giorno, salvate il mondo ogni tanto e l’America ricambia il favore non chiedendovi il conto del vostri crimini“. Manipolazioni e uccisioni, sia di esseri umani sia di creature aliene, sono presenti in quasi ogni episodio, e se talvolta Rick sembra provare rimorso per le sue azioni, finisce sempre per accantonarlo in modo cinico. Il male, così come il bene, per lo scienziato non sono altro che concetti definiti dall’essere umano per autoconservarsi: in un’altra dimensione il loro significato potrebbe essere completamente diverso.  Di fatto, secondo il suo pensiero, tali principi impediscono lo sviluppo della libertà individuale, convincendo ciascuno di noi di essere vincolato a regole infrangibili. Ma per Rick, in modo del tutto anticonformista, queste regole non possono avere un valore assoluto, e proprio per questo  le trascura completamente, agendo molto spesso anche solo in base al suo egoismo. La totale insignificanza della dimensione morale, nella serie, è dimostrata anche dalle sconfitte del coprotagonista Morty: spinto da un forte senso di giustizia, infatti, il ragazzo cerca sempre di comportarsi al meglio, provando ad aiutare i personaggi in difficoltà che il duo incontra durante le avventure, ma finendo puntualmente per fallire nei suoi buoni propositi. Questo show, attraverso i suoi contenuti apparentemente superficiali, ci dimostra quanto sia fragile la struttura di convenzioni che chiamiamo etica.

 

 

Il relativismo etico sofistico

In una dimensione molto più concreta del mondo animato di Rick & Morty, ovvero l’antica Grecia, è esistito un gruppo di personaggi che, per la prima volta, hanno messo in dubbio i principi morali vigenti, suscitando fin da subito scandali e disprezzo. Erano i sofisti, pensatori molto criticati nei secoli successivi proprio per questo loro atteggiamento anticonvenzionale, ma con il grande merito di aver posto domande che per anni sono state oggetto di discussione filosofica. Per prima cosa, essi misero in dubbio i concetti di “bene” e “male” per come allora erano intesi, e stravolsero del tutto il significato della parola “giustizia”. Questi originali filosofi riuscivano a dimostrare, riguardo ad una stessa questione, che poteva essere vera sia una certa affermazione sia il suo contrario, ovvero come tutto fosse relativo. A portare la sofistica al suo apice fu Gorgia, un personaggio il cui pensiero non sembra essere affatto distante da quello del geniale scienziato protagonista della serie. Il suo scritto principale, infatti, l’Encomio di Elena, risulta essere nient’altro che un esercizio dialettico per dimostrare quanto il linguaggio sia arbitrario e come un’opinione così diffusa, di cui tutti erano convinti, come appunto quella della colpevolezza di Elena di Troia, fosse in realtà fragilissima. I criteri su cui si basa la realtà, secondo Gorgia, sono sostanzialmente nulli: quelli che noi crediamo essere i principi base sono in realtà invenzioni dell’uomo stesso, si può dimostrare che siano senza valore. Si trova d’accordo con Rick nell’affermare che a governare il mondo non sia nient’altro che il caso, che le azioni “morali” umane non abbiano in fondo alcun significato. Ciò di cui Gorgia è consapevole, e ciò che ci ha spinto di fatto a rifiutare la sua filosofia, è che se l’uomo si convincesse davvero dell’insensatezza del cosmo, ne conseguirebbe solo la sua rovina. Il totale nichilismo non può essere infatti un fattore produttivo. Meglio perciò che questo pensiero rimanga confinato nel cervello di Rick Sanchez, in uno show televisivo.

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