Libero arbitrio o predestinazione? Agostino e Spinoza ci aiutano a comprendere la ribellione di Lucifer

“In principio l’angelo Lucifer fu esiliato dal Paradiso e condannato a dominare l’Inferno per l’eternità… Finché non decise di prendersi una vacanza.”

La serie Lucifer, prodotta da Netflix nel 2016, racconta la storia dell’angelo Lucifero: il ribelle figlio di Dio in costante lotta contro la “mania del controllo” del padre.

Lucifer Morningstar

Dopo secoli passati ad impartire punizioni all’Inferno, Lucifer si stanca, e per disobbedire un’ennesima volta al volere del padre, decide di abbandonare il suo compito divino per prendersi una vacanza a Los Angeles.

Spinto da sempre da un animo sovversivo, cerca in tutti i modi di agire infastidendo il padre, scombinandogli i piani e scegliendo strade che neanche lui poteva aver previsto. Intento non semplice, considerando che “le vie del Signore sono misteriose”, anche ai propri figli.

Una volta scoperto di soffrire degli svantaggi della mortalità nelle vicinanze di Chloe, una detective del LAPD, sceglie di vivere una vita pericolosa, usufruendo al massimo del proprio libero arbitrio. Tutto cambia però quando ne scopre la causa: Dio stesso, molti anni prima, aveva mandato Amenadiel, il suo primogenito, a benedire una coppia che non poteva avere figli. I due erano ovviamente i genitori di Chloe, la quale risulta essere, agli occhi di Lucifer, l’ennesima pedina posizionata dal padre per controllarlo.

La seconda stagione si conclude con un enorme dubbio: sottomettersi al volere e al controllo divino o continuare a lottare per il proprio libero arbitrio?

Sant Agostino

Dio creò l’uomo a sua immagine e somiglianza”, e dotato di libero arbitrio. Dunque per quanto il disegno divino fosse perfetto, aveva, insita, un incognita incontrollabile.

Il problema della teodicea (il tentativo di giustificare l’esistenza del male in un mondo creato da un Dio necessariamente e completamente buono) applicato alla religione cristiana è affrontato in primo luogo dal filosofo e teologo Sant Agostino, tra il IV e il V secolo. Egli sosteneva che il male fosse nato dal cattivo uso del libero arbitrio, riferendosi al peccato originale compiuto da Adamo ed Eva. I due, disprezzando il volere divino e seguendo il proprio animo corrotto, avrebbero fatto un passo falso al primo tentativo di esercitare la propria libertà: perfetta punizione per loro e per tutti i loro figli sarebbe stata lasciarli convivere con questo male insito nel loro animo.

Per la teodicea agostiniana, in conclusione, il male è necessario e indispensabile, se si vuole salvare l’esistenza del libero arbitrio: Eva, per essere libera di scegliere se mangiare o meno la mela, deve essere dotata di due possibilità, di bene e male.

Spinoza

Molto più radicale è la visione del filosofo olandese del XVII secolo: il libero arbitrio non esiste, è una semplice illusione nata dall’ignoranza delle vere cause che provocano un effetto. Spinoza è il filosofo della razionalità e non può permettere l’esistenza di azioni irrazionali o incausate. Secondo il suo pensiero, infatti, l’uomo è come “una pietra fornita di coscienza che, lasciata cadere, crederà di precipitare liberamente”.

Questa filosofia deterministica e della pura necessità, iniziatrice dell’ateismo moderno, avrebbe fatto rabbrividire Sant Agostino, in quanto, una volta eliminato il libero arbitrio, l’uomo non avrebbe neanche ragione di essere giudicato per le proprie azioni, e le concezioni stesse di bene e male, giusto e sbagliato, merito e peccato, non avrebbero ragione di esistere. Si lascerebbe dunque spazio ad un’esistenza perfetta sotto ogni punto di vista, seppur predestinata.

Eliminando di netto la possibilità di essere liberi, il filosofo risolve il problema della teodicea, forse il quesito in assoluto più discusso e complesso dell’intera riflessione religiosa.

Libertà o predestinazione?

Lucifer può davvero ribellarsi? Può in qualche modo sfuggire al volere del Padre più potente di tutti? È davvero dotato, come vuole la tradizione cristiana, di una piccola incognita, insita nella sua equazione, che gli permette di sviare dalla via del Signore? Oppure anche il suo agire dispettosamente e sempre contro, non può nulla davanti alla “mania del controllo” di Dio, che, a dispetto di ogni suo repentino cambio di programma, ha previsto ogni singola mossa?

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