Leva militare obbligatoria? Vediamone i pro e i contro con i BTS

Lo spettro della leva militare obbligatoria scende anche sui BTS, famosissimo supergruppo pop coreano, obbligato a prestare servizio per il proprio Paese.I numerosissimi fan del supergruppo coreano BTS ci sperava da un bel po’. Aspettava con il fiato sospeso l’annuncio ufficiale, pregando per un miracolo, che, a quanto pare, non è avvenuto. I loro beniamini devono comunque prestare servizio militare per il proprio Paese, nonostante la loro fama mondiale e i loro impegni musicali a tempo pieno. Quindi, nella mattinata di lunedì 17 ottobre, in tutto il globo si è sparsa la notizia che tutti i membri dei BTS, nessuno escluso, a breve inizierà il processo di arruolamento nell’esercito.

La leva militare obbligatoria

Quasi tutti avremo sentito almeno una volta il nostro babbo parlare di quando “era nei militari“. La famosa naja è, infatti, un’esperienza che accomuna moltissimi giovani di tantissimi Stati diversi. La leva militare è un servizio che un cittadino di un Paese (tipicamente uomo, ma in alcuni casi anche donne, come in Israele) deve prestare obbligatoriamente per un periodo prestabilito di tempo, che varia di nazione in nazione, presso le forze armate, tramite l’istituto della coscrizione. L’idea dietro alla leva non è per niente nuova, però: fin dai tempi più antichi, ogni cittadino di sesso maschile era obbligato a prestare servizio militare per la difesa del proprio Stato. Con il tempo, quest’istituto si è evoluto fino alla moderna coscrizione, ossia alla redazione di una lista che riporti tutte le persone abili a svolgere la leva.

La leva militare in Italia e in Corea del Sud

In Italia, si sa, la leva non si fa più. Ma attenzione, non è stata abolita. Il servizio militare obbligatorio è solamente stato sospeso: è inattivo del 2005, ma potrebbe essere ripristinato un giorno, in caso di necessità impellenti. Per sopperire a ciò, si è però istituita la leva volontaria, della lunghezza di uno o quattro anni. Per quanto riguarda la Corea del Sud, patria dei BTS, la faccenda non è così semplice. Dal 2016, infatti, il servizio militare obbligatorio ha assunto la durata di 18 mesi. Essendo un obbligo sancito dalla Costituzione coreana, tutti i cittadini maschi devono mettersi a disposizione dell’esercito, sapendo che entro i 30 anni devono scontare questi mesi di servizio.

L’obiezione di coscienza

Il diritto all’obiezione di coscienza è stato riconosciuto principalmente a partire dagli anni ’70 del secolo scorso. Questo diritto indica la possibilità di un individuo, costituzionalmente tutelato, di rinunciare a prendere parte al servizio militare, per ragioni etiche, morali o religiose. Attuando il principio della libertà di coscienza, l’obiezione di coscienza ha reso giustizia al pensiero di molte persone antimilitariste e pacifiste, evitando loro di entrare in un’istituzione che disprezzano, o di maneggiare un’arma. In Italia, questo diritto venne istituito con la l. 772/1972, con la quale i renitenti alla leva potevano, da allora, prestare servizio civile. In Corea del Sud, invece, non esiste ancora il diritto di obiezione di coscienza, anzi. Il renitente alla leva può essere sottoposto ancora alla pena della detenzione.

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