L’essenza dell’uomo risiede nel mezzo utilizzato o nella felicità collettiva?Tra Brandon Sanderson e Jeremy Bentham

Tra felicità collettiva e onore, tra bene come mezzo e bene come fine ultimo, tra La Via Dei Re e Jeremy Bentham.

Immagine tratta dalla Via Dei Re.Shallan Davar, studiosa

Se nel romanzo fantasy La Via Dei Re è il mezzo usato, che valorizza l’uomo, per Bentham e gli utilitaristi è la felicità collettiva a contare, ponendo così l’accento sul fine dell’azione.

La Via Dei Re: la via del giusto

La Via Dei Re è il primo capitolo di una saga fantasy scritta da Brandon Sanderson.Questo primo volume segue le vicende di diversi personaggi che, attraverso le loro scelte, riscopriranno se stessi, nel bene o nel male.Uno di questi personaggi è un vecchio nobile, il cui passato di guerre e massacri è ormai scemato, modellando un uomo alla costante ricerca della giustizia e dell’onore: lo spinanera, Dalinar Kholin.La Via Dei Re non è solo il titolo del romanzo, ma anche un libro dentro di esso.È un volume antico che Dalinar si ritrova a leggere, riscoprendo gli antichi valori del passato, ormai dimenticati dal popolo della sua nazione. Dedito solo ad accumulare sempre più ricchezze, il suo popolo ha creato un capitalismo sfrenato che porta all’annientamento di qualsiasi ideale umano, solo per autogiustificare la propria ferocia.In altre parole, per la massa conta solo il fine, e non il mezzo.

Dalinar Kholin con la sua amata, Navani

Viaggio prima della destinazione

Quali sono i valori che Dalinar riscopre, anche attraverso la lettura del libro?Essi sono tutti contenuti nell’antico codice dei Radiosi, cavalieri scomparsi, votati alla protezione dell’umanità: vita prima della morte.Forza prima della debolezza.viaggio prima della destinazione.Ciò che questi concetti vogliono dire, è che l’uomo è una creatura votata al raggiungimento del giusto mezzo.Siamo creature di viaggio, e non di destinazione.La morte ci prenderà tutti, quindi l’importante è come la si raggiunge.Questa filosofia impone all’uomo di non scegliere la via più semplice, ma quella più giusta.Non viene valorizzato l’obbiettivo di un azione ma il mezzo utilizzato per raggiungerlo.L’umanità viene rimessa al centro delle priorità, annientando l’egoismo spietato che contraddistingue la società, dove l’altro viene considerato solo come una cosa senza emozioni, destinata a svolgere un fine preimpostato, come l’uomo in Matrix, trasformato a mera fonte di sostentamento per macchine.Questa filosofia di vita si concretizzerà completamente nel finale del libro.Comprendendo che la vita umana non ha prezzo, che è al di fuori del sistema capitalistico, Dalinar cede una stratolama ( una spada dalle potenzialità tremendamente distruttive, e dal valore commerciale esorbitante.) solo per poter liberare un gruppo di schiavi che gli avevano salvato la vita.

L’utilitarismo: alla ricerca del bene comune

Jeremy Bentham, capostipite dell’utilitarismo, ha una filosofia ben diversa, non incentrata sul mezzo come realizzazione dell’uomo, ma sul bene collettivo.Ciò che conta davvero è la felicità, non del singolo, ma della massa.Come in una bilancia dove ogni scelta fatta deve essere soppesata, per portare al maggior numero di persone soddisfatte.Così, il piacere e il dolore vengono catalogate elementi essenziali alla vita umana, e giudici imparziali di ciò che deve essere giusto per la comunità.Sostituendo i principi morali di bene e male, vanno a comporre una nuova etica attua a compiere il bene comune, per soddisfare il maggior numero di persone possibili.A questa teoria filosofica, è stata mossa un obiezione inerente le gravi conseguenze legislative e sociali che può causare.Jonh Stuart Mill espone le sue preoccupazioni.L’utilitarismo potrebbe causare un danno sociale collettivo, che porterebbe allo sfaldamento delle istituzioni legislative, dovuto alla mancanza di fiducia in esse.Infatti, se per delle autorità giudiziarie fosse solo il bene a contare, potrebbero compiere atti moralmente riprovevoli solo per ottenerlo.Ad esempio, torturare un uomo, sacrificando la sua felicità, per scoprire dove ha nascosto una bomba che potrebbe uccidere centinaia di persone, se reso pubblico, potrebbe portare un’ondata di panico devastante.Infatti, se scoperto, causerebbe una grave mancanza di fiducia nelle autorità e verso le sue leggi, che potrebbero essere lese proprio da chi le dovrebbe preservare, solo per massimizzare la felicità collettiva, allo scapito del singolo.

Jeremy Bentham

Così, se per Brandon Sanderson il bene dell’uomo risiede nel mezzo usato per ottenerlo, perché è esso a definirci, per Bentham è il bene collettivo a prevalere, anche a scapito del singolo.

 

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