L’eroe è colui che ambisce ad una morte gloriosa, pur di riuscire ad abbracciare l’eternità, lasciando un segno indelebile del suo passaggio nel mondo grazie alla memoria delle sue imprese.

La tradizione classica ci ha tramandato, attraverso miti e leggende, figure di uomini coraggiosi che, pur di riuscire a sopravvivere al tempo, sono stati disposti a sacrificare la propria vita, diventando essi stessi leggenda. Leonida, Achille ed Ettore sono alcuni esempi di eroi che sono riusciti a diventare immortali grazie all’eco delle loro gesta.
Leonida e i trecento
Leonida fu re di Sparta tra il 490 e il 480 a.C. Insieme a trecento uomini scelti, durante la seconda guerra greco – persiana, difese il passo delle Termopili dall’avanzata del re Serse. La vicenda di Leonida viene brillantemente messa in scena dal film “300” girato nel 2007. Il re spartano, al quale era stato vietato dagli efori di andare in guerra a causa delle Carnee, una festività spartana che doveva essere rispettata, decide, consapevole di andare in contro a morte certa, di disobbedire e con trecento uomini parte alla volta delle Termopili, riuscendo a difendere in modo valoroso il passaggio. La decisione di Leonida di marciare con un numero così “insignificante” di uomini vuole essere il tentativo di spronare gli altri greci a muoversi seguendo il suo esempio di coraggio ed eroismo. Nel film, i valorosi trecento vengono sconfitti a causa del tradimento di Efialte, uno spartano che era stato rifiutato a causa delle sue malformazioni fisiche e che aveva deciso di allearsi con i Persiani pur di ricoprire una posizione di prestigio. Il film si conclude con la narrazione delle gesta di Leonida, divenuto “immortale” grazie al suo valoroso sacrificio.

L’antieroe Efialte
Gli spartani erano un popolo molto selettivo: ogni neonato veniva osservato scrupolosamente e se venivano riscontrate delle malformazioni fisiche, questo veniva ucciso. Questo triste destino sarebbe dovuto toccare anche ad Efialte, salvato solo dalla bontà della madre. Cresciuto con il desiderio di riscatto, quando Leonida parte con i Trecento, l’uomo chiede al re di potersi unire a loro per poter combattere il nemico, dando così prova del suo coraggio. Il re è costretto a rifiutare la sua richiesta, dato che Efialte non riesce a sollevare lo scudo e questo indebolirebbe sicuramente la falange spartana. Deluso e adirato a causa del rifiuto, Efialte abbandona il suo desiderio di eroismo trasformandosi così in un anti-eroe, vendendosi al re Serse pur di riuscire ad appagare il suo desiderio di essere accettato, segnando così la disastrosa sconfitta degli spartani.
L’eroe greco
L’eroe che incarna perfettamente il ritratto che il mondo classico ci ha tramandato è colui che è possibile definire “Kalòs kaí agathòs” (bello e buono), un uomo che rispecchia in toto i valori del “migliore e nobile”. Scopo della vita dell’eroe è quello di riuscire a lasciare un’impronta del proprio passaggio, riuscendo a diventare immortale tramite il nobile sacrificio della propria vita. Esempio lampante di ciò è Achille, figlio della ninfa Teti e del mortale Peleo, il quale, consapevole che sarebbe morto durante la guerra di Troia, decide lo stesso di imbarcarsi, pur di guadagnarsi l’onore e l’immortalità. Un’altra personalità degna di nota è quella dell’eroe troiano Ettore, eroe della patria. Ettore combatte per motivi differenti rispetto ad Achille, ma anche lui è riuscito a diventare immortale grazie al ricordo del suo nobile sacrificio. Strumento essenziale che garantisce l’immortalità agli eroi è la poesia. Ugo Foscolo, noto poeta italiano, aveva ben compreso il legame inscindibile che lega l’immortalità degli eroi con la poesia, infatti, conclude la sua opera più importante “Dei sepolcri” con queste parole :”E tu onore di pianti, Ettore, avrai, ove fia santo e lagrimato il sangue per la patria versato, e finché il Sole risplenderà su le sciagure umane”.