Secondo un nuovo studio, basato sui dati raccolti dall’osservatorio a raggi X Chandra della NASA e XMM-Newton dell’ESA, si pensa che l’energia oscura abbia subito una variazione nel corso del tempo cosmico. Gli effetti di questa, che si sono manifestati un miliardo di anni dopo il Big Bang, hanno aiutato gli astronomi a calcolare le distanze dai Quasar, un nucleo galattico attivo(Una galassia attiva è una galassia dove una buona parte dell’energia viene emessa da oggetti diversi dai suoi normali componenti) estremamente luminoso.

L’Energia Oscura

Scoperta circa 20 anni fa, misurando le distanze da stelle esplose nel loro stadio finale in supernove, L’energia oscura è una ipotetica forma di energia non direttamente rilevabile diffusa omogeneamente nello spazio. Essa risulterebbe essere di fondamentale importanza per spiegare il fenomeno dell’espansione dell’ universo, tramite la presenza di una grande pressione negativa. Si pensa,inoltre che insieme alla Materia Oscura, essa costituisca il 95% dell’universo.

Le forme in cui essa viene proposta sono 2:

  • La costante cosmologica è una densità d’energia costante che riempie omogeneamente lo spazio e fisicamente equivalente all’energia del vuoto, un energia presente in tutto lo spazio anche in assenza di materia, rendendo il vuoto un falso vuoto.
  • La quintessenza è un campo dinamico la cui densità d’energia varia nello spazio e nel tempo

Nuovi metodi per rilevare l’energia oscura

Recentemente sono stati sviluppati nuovi metodi per calcolare le distanze fra i Quasar, in modo tale da poter rintracciare gli effetti di questa energia dal cosmo primigenio fino ai giorni nostri. La nuova tecnica utilizza i dati ultravioletti (UV) e dei raggi X per stimare le distanze del quasar. Nei quasar, un disco di materia attorno al buco nero supermassiccio nel centro di una galassia produce luce UV (mostrato nell’illustrazione in blu), alcuni dei fotoni UV si scontrano con gli elettroni in una nuvola di gas caldo (mostrato in giallo) sopra e sotto il disco, e queste collisioni possono aumentare l’energia della luce UV fino alle energie dei raggi X. Questa interazione causa una correlazione tra la quantità di radiazioni UV osservate e raggi X. Questa correlazione dipende dalla luminosità del quasar, che è la quantità di radiazione che produce.

 

Un universo in espansione

nota la luminosità di questi, la distanza dai quasar può essere calcolata dalla quantità osservata di radiazione.

Immagine rappresentativa di un Quasar

Gli astronomi hanno raccolto dati UV per 1.598 quasar per ricavare una relazione tra i raggi UV e raggi X e le distanze dai quasar. Hanno quindi usato queste informazioni per studiare il tasso di espansione dell’universo nei suoi primi tempi, e hanno trovato prove che la quantità di energia oscura sta crescendo con il tempo.

Modelli cosmologici

Con lo studio di questa particolare energia si sono sviluppate diverse ideologie di pensiero riguardo il modello cosmologico, fra questi, quelli più interessanti , oltre a quello della quintessenza e della costante cosmologica, risultano essere 2:

  • Il modello del “tempo che rallenta” sviluppato dai professori Senovilla, Mars e Vera una differente spiegazione potrebbe essere data assumendo l’ipotesi che il tempo stia rallentando.In realtà il tempo non rallenta davvero, ma l’opposto: esso accelera fino a velocità infinita, dando l’impressione che rallenti all’osservatore interno e producendo l’effetto visivo dell’accelerazione.L’universo starebbe quindi espandendosi, non accelerando.
  • Il modello Spaziotempo in espansione, che Seppur come il modello precedente si presuppone che il tempo rallenti, in questo caso viene negata una significativa espansione.

 

Mattia Antonio Sperandeo 

 

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