Il Superuovo

L’egoismo naturale dell’uomo secondo Hobbes si rivede nello stato di emergenza di Greenland

L’egoismo naturale dell’uomo secondo Hobbes si rivede nello stato di emergenza di Greenland

L’interesse e la paura sono i principi della società secondo Thomas Hobbes, l’uomo è bramoso di preservare se stesso manifestando quindi una natura egoista.

Ancora poche notti per vedere la cometa che poi ci saluterà per altri 6000  anni | SiViaggia

Nello stato di emergenza del film Greenland rivediamo lo stato di natura di Hobbes dove ogni uomo detiene il diritto di fare ciò che gli piace, tutti gli uomini sono quindi nella condizione di guerra.

 

Lo stato di natura

Thomas Hobbes(1588-1679) è stato un filosofo e matematico britannico. Hobbes, sostenitore del giusnaturalismo, sostiene che lo stato politico non è la condizione in cui l’uomo ha sempre vissuto, esso è figlio di un accordo avvenuto nello stato prepolitico: lo stato di natura. Questa condizione è tale prima di ogni legge scritta e di ogni accordo umano, condizione ipotetica in cui l’uomo vive in un diritto naturale illimitato su tutte le cose. Nello stato di nature vige quindi il diritto di natura, ovvero la libertà che ha ogni uomo di usare il suo potere come egli vuole  per preservare  la vita. Vi sono però alcune caratteristiche: (1)L’uomo è bramoso di preservare se stesso manifestando quindi una natura egoista: homo homini lupus(uomo lupo di altri uomini). (2)A causa di questa condizione di libertà naturale dove non vi sono leggi gli uomini tendono a prevaricarsi. (3)L’uomo è però naturalmente razionale. (4)L’uomo teme la morte in natura più di ogni altra cosa. Da tutto ciò ne consegue una guerra tutti contro tutti(2) e quindi, grazie alla razionalità(3), alla paura(4) e alla bramosità di preservare se stesso(1) capisce la necessità di stipulare n accordo e diventare politico. Sono quindi gli uomini dal basso che si uniscono ed eleggono un sovrano per avere in cambio il dritto alla vita cedendo tutte le libertà che avevano nello stato di natura. Quello che nasce dal patto quindi è uno stato assolutistico in cui il sovrano detiene tutti i poteri e il suo unico compito è garantire la vita ai cittadini.

 

 

Greenland

Greenland è un film del 2020 diretto da Ric Roman Waugh. John Grarrity è un imprenditore edile che vive insieme alla moglie e al figlio. Proprio durante il compleanno di quest’ultimo una cometa interstellare(arriva cioè da un altro sistema solare e sono comete scoperte abbastanza recentemente) colpisce la Florida distruggendola e John riceve un’allerta presidenziale in cui viene invitato, insieme a dei prescelti, a raggiungere un aeroporto militare che avrebbe dovuto portare in salvo la sua famiglia in Groenlandia(da qui il titolo poco fantasioso del film). Durante la scena del compleanno viene mostrato l’arrivo della cometa in televisione , quell’immagine è di una cometa che davvero esiste ripresa dal telescopio spaziale Hubble. Perché nessuno è spaventato dall’arrivo di una cometa che sta per schiantarsi sulla terra? Si sono staccati detriti da essa che probabilmente colpiranno la terraferma e anche se secondo le previsioni si sarebbe dovuta schiantare nell’oceano non sarebbero comunque esclusi disastri ma nonostante ciò sono tutti felici dell’arrivo e guardano molto tranquillamente. Il film continua con un susseguirsi di peripezie fino ad arrivare allo schianto della cometa(che però non viene mostrato come invece lo era nel trailer privandoci quindi di questa soddisfazione catartica) e di conseguenza alla fine del mondo.

 

La natura egoista dell’uomo

Di fronte allo stato di emergenza del film si viene a creare una situazione molto simile allo stato di natura di Hobbes. Il potere crolla e nessuno prende in mano la situazione portando gli uomini ad essere tutti impauriti gli uni dagli altri incapaci di difendersi se non con la forza fisica. L’istinto di preservazione di fronte ad una catastrofe mette quindi a nudo la popolazione mostrando quale sia veramente l’unica cosa che conta per le persone: la vita, e in modo particolare la propria. La paura della morte distrugge ogni presunta razionalità portando davvero ad una situazione di bellum omnium contra omnes(guerra di tutti contro tutti) dove:

“Ogni uomo ha diritto ad ogni cosa, anche al corpo di un altro uomo. Perciò, finché dura questo diritto naturale di ogni uomo ad ogni cosa non ci può esserci sicurezza per alcuno(per quanto forte o saggio egli sia)”.

Questo stato apolitico fa chiaramente emergere la natura egoista dell’uomo mostrando come crollano tutte le buone predicazioni e i valori e che quindi esso può concedersi il lusso della tolleranza solamente in condizioni di benessere.

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