Il Superuovo

La storia oscura di Atene: vediamo gli avvenimenti che gettano ombre sulla Scuola dell’Ellade

La storia oscura di Atene: vediamo gli avvenimenti che gettano ombre sulla Scuola dell’Ellade

Atene, la patria della democrazia, ha nell’opinione popolare un’aura di bontà e superiorità morale all’interno della Grecia che forse non merita davvero. 

L’acropoli di Atene (Fonte: Grecia)

La polis attica è stata sicuramente una delle tappe fondamentali della storia occidentale. La sua idealizzazione certamente deriva dalla grande fioritura culturale che ha avuto e dalla sua preminenza politica. Diversi avvenimenti storici mostrano però come Atene non sia stata la città illuminata che molti ritengono.

L’assassinio di Ipparco e la corruzione di Delfi

Può sembrare strano si annoveri l’assassinio del figlio del tiranno Pisistrato come una vicenda negativa, ma riflettendo sulla situazione di Atene all’epoca questa può essere un’interpretazione corretta. Dopo la morte di Pisistrato nel 528, Ippia prese il potere come tiranno della città, affiancato appunto dal fratello Ipparco. La tirannide ateniese, però, non ha nulla a che vedere con una dittatura. Sotto Pisistrato Atene aveva raggiunto un notevole benessere: il commercio prosperava, le ceramiche ateniesi avevano invaso il mercato egeo e i ceti meno abbienti avevano trovato lavoro grazie alle opere di monumentalizzazione dell’Acropoli. La strada che il figlio Ippia voleva prendere non doveva essere molto diversa da quelle tenuta dal padre, tanto che cercò di ricomporre la frattura con l’antica aristocrazia. Furono i nobili ateniesi a interrompere questo momento d’oro per la città. Essi infatti rifiutarono di collaborare con Ippia e causarono l’inasprirsi della tirannide, pianificando l’assassinio dei due Pisistratidi, riuscendo però a eliminare il solo Ipparco. Per liberarsi del fratello si rivolsero allora a Sparta e non esitarono a far leva sull’oracolo di Delfi, usando come leva i ricchi finanziamenti che avevano destinato al santuario in occasione di un incendio. Inutile dire che, con la cacciata del tiranno, Atene ripiombò per alcuni anni tra le spire dei nobili latifondisti.

Il gruppo dei tirannicidi (Fonte: Pinterest)

L’oppressione sulla lega delio-attica

Terminata la seconda guerra persiana, il mondo greco si divise tra chi credeva si dovesse continuare la guerra contro il Re di Persia e chi, come Sparta, sosteneva che il nemico fosse ormai sconfitto e non fosse più un pericolo. Atene si fece egemone di tutti coloro che erano favorevoli al proseguimento delle ostilità e fondò la lega delio-attica. Nei primi anni questa alleanza militare funzionò bene, ottenendo anche diversi successi militari contro i Persiani. Ben presto però si trasformò in uno strumento di Atene per sottomettere i propri alleati. Un caso eclatante è il divieto imposto da Atene alle città alleate di utilizzare la propria moneta, obbligandole così a servirsi della dracma ateniese. Questo è un dettaglio non secondario, dal momento che così veniva garantito ancora più controllo sulla lega. Inoltre, grazie a questo decreto, Atene riuscì ad arricchirsi molto, poiché gli altri membri della lega, per cambiare le proprie monete, dovevano rivolgersi a cambiavalute ateniesi, che avevano tutto il guadagno a effettuare cambi il meno favorevoli possibili.

La ribellione di Samo

Sempre nel contesto della lega delio-attica, Atene agì con grande durezza nei confronti dell’isola di Samo. Dopo che, in una controversia tra quest’ultima e la città di Mileto, Atene si schierò dalla parte dei Milesi, Samo decise di uscire dalla lega navale. La reazione di Atene fu brutale. Assediò la città, prese degli ostaggi, instaurò un presidio militare sull’isola e obbligò i Sami a pagare una pesante indennità di guerra, nonché a rimanere all’interno della sua alleanza. Non è questo l’unico caso in cui la cosiddetta Scuola dell’Ellade mostrò una lezione di efferatezza nei confronti degli alleati.

Una ricostruzione di una trireme ateniese (Fonte: Oltre la linea)

Il massacro degli abitanti di Mitilene

Ancora una volta un capitolo buio della storia di Atene si intreccia con la salda volontà di mantenere il suo tirannico impero navale. Il tentativo di Mitilene, città di Lesbo, di unificare tutte le città dell’isola non fu visto di buon occhio da Atene. Il timore della polis attica era che Mitilene divenisse troppo potente e potesse uscire dalla lega o, peggio, allearsi con Sparta. Dopo un fallito tentativo ateniese di conquistare a tradimento la città, vennero portate avanti delle trattative di pace. Mitilene avrebbe assicurato la propria lealtà ad Atene, in cambio del riconoscimento della sua supremazia sull’isola. Questa proposta, ritenuta inaccettabile, scatenò una guerra tra le due città che si concluse con la sconfitta schiacciante di Mitilene. Per giorni l’assemblea ateniese discusse se eliminare tutta la popolazione maschile e di schiavizzare donne e bambini o mettere a morte solo gli elementi più compromessi con la rivolta. Alla fine prevalse questa seconda linea, che comportò comunque l’uccisione di oltre mille prigionieri di guerra.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: