L’edizione 2024 dell’Eruovision Song Contest parte all’insegna delle proteste pro Palestina

Il festival della musica europea è iniziato nella serata di ieri, ma quest’anno è ancora più chiacchierato che in passato per la questione Palestina.Nella serata di martedì 7 maggio, molti cittadini e molte cittadine europei hanno potuto guardare la prima serata di semifinali dell’Eurovision Song Contest. Conosciuto come il festival della canzone europea, è da più di cinquant’anni un appuntamento fisso per tutti gli amanti della musica che abitano nel Vecchio Continente. La competizione non è mai stata completamente priva di proteste, anzi, ma quest’anno è tutto centuplicato a causa della questione israelo-palestinese. La situazione in Medio Oriente, infatti, ha conquistato ormai tutti gli spazi pubblici, compreso l’Eurovision.

L’Eurovision Song Contest

L’Eurovision Song Contest nasce nel 1956 a Lugano. Negli anni ha incluso diversi partecipanti, fra cui la maggior parte dei Paesi europei, e un gruppo di outsiders, ma che sono ormai una presenza fissa, come Australia, Azerbaijan e Israele. Esatto, avete letto bene: Israele esordisce come partecipante alla competizione per la prima volta nel 1973 e da lì è diventato un ospite fisso. Anche quest’anno parteciperà alla kermesse, che vede 37 Stati in battaglia fra loro a colpi di musica pop. La rappresentante italiana è la giovanissima vincitrice di Sanremo 2024, Angelina Mango, che porterà la sua La noia, vista già da molti bookmakers come possibile trionfatrice di questa edizione svedese dell’Eurovision.

La questione Israele

La polemica sulla questione Israele comincia alla fine dello scorso anno, quando decide di candidarsi all’Eurovision Song Contest con il brano October Rain di Eden Golan. Il brano parlava apertamente degli attacchi di Hamas del 7 ottobre 2023, così come del conflitto israelo-palestinese (ovviamente dal punto di vista israeliano). L’Eurovision ha però regole molto stringenti sulle canzoni in gara: i testi politici sono assolutamente vietati, pena l’esclusione. A questo punto, Israele ha mantenuto la cantante, però ha cambiato il testo del brano: ora quello che vediamo in gara è Hurricane, che parla di una donna che sta attraversando una grave crisi personale. La decisione di partecipare comunque, pur cambiando canzone, la si deve a Isaac Herzog, capo di Stato israeliano: secondo lui, dare visibilità a Israele è la priorità, sperando di ottenere più sostegno internazionale.

Il movimento Boycot Israel

Dall’annuncio della nuova edizione di Eurovision con la presenza di Israele, le proteste sono state continue. Il 7 ottobre è stato un detonatore cruciale per lo schierarsi delle opinioni e molte persone hanno preso coscienza del conflitto israelo-palestinese. Una questione che non è solo relegata alla politica, ma che si vede ogni giorno, anche durante i momenti di svago. Quindi, anche i nostri attimi di intrattenimento vengono integrati nel nostro atto di pensare globalmente alle cose. Moltissimi giovani si sono ritrovati a protestare per cercare di impedire la partecipazione di Israele a questa edizione 2024, così come era stata esclusa (e ancora è) la Russia dal 2022, anno dell’invasione dell’Ucraina. Se ci pensiamo bene, siamo in una circostanza anche peggiore. In questo caso, Israele, Stato che si è costruito espropriando un territorio non proprio e che porta avanti da 70 anni un regime simile a quello dell’apartheid, sta combattendo con uno degli eserciti più potenti del mondo contro la Palestina. La Palestina, che non ha un esercito, ma manco un Paese o un terreno. La Palestina, che sta soffrendo duramente per la posizione di isolamento geografico e umanitario in cui Israele la sta mettendo. La Palestina e i palestinesi, che stanno subendo un violento genocidio da parte israeliana sotto gli occhi di tutti. Ma noi, avanzatissimi Paesi europei, continuiamo a far partecipare Israele a Eurovision.

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