La Primavera è la stagione simbolo della rinascita. Questa ha una grande ripercussione a livello ormonale. Alcuni studi condotti dall’Università norvegese di Tromsø, hanno appurato che le endorfine sono le più colpite dall’arrivo della primavera. La produzione di queste è stimolata dalla maggior quantità di luce, tipica dell’arrivo della bella stagione. Le endorfine sono responsabili della regolazione dell’appetito, del buon umore e hanno anche un ruolo nella sessualità. Il desiderio sessuale femminile, infatti, cresce in primavera e raggiunge il suo apice a maggio. Come evidenziato da una ricerca sulle scimmie Rhesus di sesso maschile, la concentrazione di testosterone, al contrario, è più forte dopo l’estate.

Le variazioni stagionali hanno una forte influenza sull’organismo. Se il sistema ormonale ha lavorato molto durante l’inverno, ad esempio a causa di un costante stress, si sarà più suscettibili a questo cambiamento climatico. Gli studiosi hanno notato anche una correlazione tra l’aumento della luce diurna e la secrezione di dopamina. Questa è un neuro ormone rilasciato dall’ipotalamo, coinvolto nella gratificazione sessuale, nel sonno, nell’umore, nell’attenzione, nella memoria e in molte altre funzioni cerebrali.

Risonanza magnetica colorata del cervello umano.

Attenzione e Memoria

Uno studio dell’Università di Liegi, in Belgio, vede coinvolti 28 ragazzi: 14 femmine e 14 maschi. Ad ognuno di loro è stato chiesto di trascorrere diversi giorni all’interno di speciali laboratori, pensati proprio per isolarli dal mondo esterno, in modo da non fornire nessuna indicazione che potesse far comprendere loro in quale stagione si trovassero. Al termine di questo periodo, i ricercatori hanno messo alla prova le capacità cognitive dei partecipanti, sottoponendoli all’esperimento in periodi diversi dell’anno. Utilizzando la fMRI (risonanza magnetica funzionale) è stato possibile scoprire che il periodo di massime prestazione in compiti di attenzione è il solstizio d’estate; mentre le prestazioni peggiori sono registrate in inverno. Per la memoria, invece, il periodo migliore è l’autunno ed il peggiore è proprio la primavera.

Disordine Affettivo Stagionale

Il disordine affettivo stagionale (SAD), detto anche depressione stagionale, è un disturbo che comporta episodi depressivi ciclici, in estate o in inverno. Nel manuale di diagnostica e statistica delle malattie psichiatriche DSM-5, è definito come un disturbo a “pattern stagionale”, ed è oggi riconosciuto come un disordine comune.

Da un punto di vista clinico, la sintomatologia che caratterizza i pazienti affetti da SAD rientra tra le manifestazioni depressive che la versione precedente del DSM descriveva come “atipiche”. In questi soggetti, infatti, l’umore, pur essendo depresso, si presenta come reattivo, ovvero coloro che ne sono colpiti sono capaci di rallegrarsi quando si trovano di fronte a eventi positivi. Una delle possibili cause sarebbe da ricercare nei livelli di produzione di serotonina. Questi, infatti, cambierebbero in base alle stagioni e alla quantità di luce presente. Le persone affette da SAD avrebbero dunque livelli anomali di serotonina e di SERT, il trasportatore di questo neurotrasmettitore, non a caso chiamato anche ormone del buonumore.

Marco Prevedello

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