Sin dalla notte dei tempi, l’uomo si è dovuto confrontare con il dolore e la sofferenza. Questo, però, lo ha spinto a cercare sempre una soluzione che potesse aiutarlo ad alleviare o, magari,  a guarire i mali che lo affliggevano. In tutto ciò, è stata molto utile la medicina, una disciplina che, nel corso dei secoli, si è evoluta in maniera sorprendente. La sua genesi è molto antica e spesso include anche rituali magici, considerati validi per la guarigione dei pazienti, poi rivelatisi infondati. Altri rimedi, invece, spesso legati agli elementi naturali o a pratiche chirurgiche, sono risultati efficaci e di fondamentale importanza per porre le basi delle attuali cure. Ecco qui, dunque, una carrellata di simpatici aneddoti che hanno tracciato il solco della storia della medicina.

La “Scala Ippocratica”

Tuttavia, a dare una svolta epocale a tale disciplina, è stato il medico greco Ippocrate, la cui eco si percepisce ancora tra le pagine dei tomi medici. Inoltre, è stato molto abile nel separare la scienza medica dalla teurgia e dalla filosofia. All’interno di alcuni suoi trattati di ginecologia, consigliava di utilizzare una scala durante i parti. Su di essa veniva appesa la donna e scossa, in modo da accelerare il travaglio. Le storie sull’uso delle scale in ambito medico non si esauriscono qua. Altre fonti, non riconducibili ad Ippocrate, hanno tramandato che tale strumento era usato anche per curare le deformazioni della colonna vertebrale.

Un’illustrazione di età medioevale mostra l’uso della “Scala Ippocratica”.

Il parto nell’antica Roma

A differenza di Ippocrate, Sorano d’Efeso, un medico romano, non riteneva opportuno l’utilizzo della scala per le partorienti. Numerose, però, sono le storie che i romani hanno tramandato sul parto. Innanzitutto, l’ostetrica non era una figura professionale, bensì un impiego secondario che le donne svolgevano compatibilmente con le loro consuete occupazioni. Quando i parti non risultavano particolarmente complicati, non c’era nemmeno bisogno. Dell’assistenza delle donne se ne occupavano alcuni membri della famiglia. Purtroppo erano del tutto ignoti gli strumenti per alleviare il dolore. In queste circostanze, infatti, si ricorreva ad amuleti, tecniche di respirazione o a rimedi naturali.

Chi erano le preferite per l’allattamento?

Ad occuparsi dell’allattamento presso le famiglie nobili romane erano le balie. Si trattava di una questione molto controversa, poiché non tutti volevano che il nutrimento del bambino fosse affidato a persone diverse dalla madre. Quando, però, si decideva di ricorrere a questa soluzione, si prediligevano le balie greche. Si trattava di una ricerca ardua, in seguito alle credenze relative alle trasmissioni di malattie o di un’indole negativa tramite il latte.

Raffigurazione di pratiche mediche a Roma.

“Abracadabra”

L’etimologia di questo vocabolo è ancora oscura. Nonostante ciò, a proposito di questa bislacca parola si sa che è stata mutuata dalla magia mistica. La prima attestazione è riscontrabile in Quinto Sereno Sammonico. Egli esercitò alcune pratiche mediche durante il regno dell’imperatore romano Caracalla. Ad un uomo malato di febbre consigliò di indossare un amuleto su cui fosse scritta la parola “Abracadabra” e che graficamente assumesse la forma di un triangolo. Doveva scriverla su ogni rigo, togliendo, di volta in volta, l’ultima lettera. Ciò sarebbe servito per alleviare il potere della malattia.

Formula magica contro la febbre.

Sanguisughe, barbieri e salassi

Nel 1215, i barbieri erano considerati dei maestri nelle operazioni di flebotomia, ovvero nella pratica del salasso. Ciò avveniva grazie agli strumenti che essi possedevano, efficaci non solo per tagliare i capelli, ma anche per delle vere e proprie operazioni chirurgiche (estrazione di denti e amputazione di arti). La scelta non fu casuale, bensì si reggeva su un nesso davvero molto curioso: essendo molto abili nell’utilizzo del rasoio, potevano esserlo altrettanto nel praticare incisioni chirurgiche. La richiesta di barbieri che mettessero a punto tale pratica aumentò quando la peste del XIX secolo falciò le vite di numerosi chirurghi. Tuttavia, le operazioni effettuate dai medici erano di gran lunga migliori e maggiormente accurate, infatti nel 1745, in Francia, ai barbieri fu consentito di effettuare esclusivamente il salasso, mentre tutte le altre operazioni chirurgiche erano fortemente vietate.

Barbiere che effettua un salasso.

Cleopatra, la sua bellezza e i cosmetici

Si narra che, per combattere l’alopecia, malattia che poteva causare la mancanza di peli e capelli, la celeberrima regina d’Egitto utilizzasse le feci di topo. Per nutrire i capelli,invece, si serviva di grasso di orso e olio di cedro. Imbattibile, però, era il suo make up. Palpebre e unghie erano colorate con zafferano, turchese o polveri brillanti. Le sopracciglia erano perfezionate con mandorle bruciate e sulle labbra applicava ocra rossa e olio di mandorla. Molte leggende tramandano che Cleopatra fosse una delle donne più belle di tutti i tempi. Ecco dunque svelati i segreti di una bellezza mitica che rimarrà per sempre intramontabile.

La regina Cleopatra in un’illustrazione dell’epoca.

Elisabetta Di Terlizzi

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