Le Sirene sono creature bellissime o mostruose? Ci rispondono Omero e Laura Pugno

Conosciamo le sirene dal mito di  Acheloo e vediamo come la loro figura si evolve fino al romanzo di Laura Pugno.

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Le sirene sono da secoli protagoniste di miti, di fiabe e di storie, non tutti sanno però che le prime Sirene di cui si parla sono mostruose creature con la metà superiore del corpo di donna e la metà inferiore di uccello e che di recente sono comparse sotto una luce differente nel romanzo d’esordio di Laura Pugno

A partire dal mito

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Le Sirene sembrano nascere dal mito di Acheloo, una divinità fluviale che durante una lotta con Eracle si trasformò in diverse creature mostruose per intimidirlo, prese prima la forma di un toro, poi di un drago e infine in un bue, si strappò poi un corno e dalla ferita uscirono tre gocce di sangue da cui nacquero tre Sirene. Nel mito si parla sempre delle tre Sirene: Partenope, Leucosia e Ligeia che suonavano rispettivamente la lira, il flauto e la terza cantava.

Nell’Odissea sono descritte come ammaliatrici di un’isola che cantando attiravano i marinai per poi ucciderli, Ulisse decise di voler sentire il canto delle sirene che sembrava raccontasse la verità e così attirava la sete di conoscenza che però distruggeva l’animo umano, così si fece legare all’albero della nave, passato il pericolo però Ulisse le maledice, perchè questo canto destina chi lo ascolta a cedere ai legami familiari portando poi a morte certa.

Così cantavano modulando la voce bellissima, e allora il mio cuore voleva sentire, e imponevo ai compagni di sciogliermi, coi sopraccigli accennando; ma essi a corpo perduto remavano. E subito alzandosi Perimede ed Euriloco nuovi nodi legavano e ancora più mi stringevano. Quando alla fine le sorpassammo, e ormai né la voce più delle Sirene udivamo, né il canto, in fretta la cera si tolsero i miei fedeli compagni, e dalle corde mi sciolsero

“Sirene” di Laura Pugno

Laura pugno nel suo romanzo “Sirene” uscito nel 2007 stravolge la figura delle sirene e le inserisce in un contesto futuristico e distopico in cui gli umani hanno dovuto reinventare una società sotterranea, lontana dalla luce del sole che provoca morte tra atroci sofferenze a chi si espone anche per poco; negli abissi vengono a conoscenza di una nuova specie: le sirene, una specie che viene subito sottomessa, vengono allevate e destinate al macello per la produzione della “carne di mare”, le più belle vengono destinate alla prostituzione nei bordelli. Tutto cambia quando Samuel, il sorvegliante di alcune di queste vasche si fa attrarre da una di loro e riesce a fuggire dalla reazione della sirena: uccidere l’uomo dopo il rapporto, da questa unione nascerà Mia, un ibrido tra uomo e sirena, l’unica speranza per la salvezza dell’umanità.

Sirene ammaliatrici o mostruose?

Se pensiamo alla sirena, ci viene in mente una donna con la coda di pesce ma inizialmente viene invece raffigurata come donna-uccello, non si sa bene come avviene il passaggio della sirena dal cielo al mare, in ogni caso questo figura è sempre stata parecchio controversa, bella e ammaliatrice, portatrice di grazia ma che porta l’uomo alla morte e alla distruzione.

Nell’Odissea infatti il canto della sirena attira i marinai per la sua melodia dolce e per la verità che racconta, di cui gli uomini sono assetati ma chi ci si avvicina finisce per arricchire l’isola dell’ennesimo cadavere, nel romanzo di Laura Pugno la sirena sembra assumere un ruolo diverso, essendo una specie sottomessa, costretta ad allevamenti e conoscendo già il proprio destino: il macello; e invece anche in questo caso la sirena è un essere bello e attraente, per questo viene impiegata nei bordelli e una di loro riesce ad attirare Samuel, ma allo stesso tempo porta distruzione: infatti l’istinto primario della sirena è quello di uccidere l’uomo dopo il rapporto e quindi porta l’uomo anche in questo caso ad infrangere le regole.

le Sirene in questo romanzo sono più che mai simili a quelle del mito, belle ma pericolose, graziose ma sadiche.

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