Il Superuovo

Le infinite emozioni che ci trasmette il mare raccontate attraverso la canzone “Wave” e l’arte

Le infinite emozioni che ci trasmette il mare raccontate attraverso la canzone “Wave” e l’arte

L’azzurro è il colore delle onde del mare ed i colori vivaci ricordano le atmosfere da spiaggia, scopriamo quante emozioni diverse possono trasmettere i paesaggi marini

Siamo abituati alla rappresentazione di un mare azzurro e cristallino, ma quanti significati può contenere un oceano? Gli Ateez sfruttano l’impetuosità delle onde per lanciare un messaggio di vitalità. Géricault, in uno dei suoi più famosi capolavori, decide di rappresentare, nel fervore delle correnti marine, la paura dei naufraghi. Scopriamo come.

“Wave”

“Hakuna matata, ya
더더더 밀려와 더
Hakuna matata
더더더 밀려와 더
거친 파도를 넘어”

“Hakuna matata, ya
le onde sono sempre di più.
Hakuna matata
le onde sono sempre di più
supereremo anche le onde più forti

“Wave” è la title track del terzo mini-album del gruppo sudcoreano Ateez, “Treasure EP.3: One to All”, rilasciato nel 2019. I colori sgargianti del MV ed il testo del brano trasmettono gioia ed allegria. La positività è trasmessa anche dal ritmo e dalla sonorità che fa rientrare “Wave” nel genere moombahton. Il testo sfrutta l’atmosfera estiva e l’irrequietezza delle onde marine per trasmettere un messaggio di pura determinazione. Il centro del brano, infatti, è proprio la sensazione piacevole e soddisfacente che si prova nel superare gli ostacoli della vita che ci bloccano come delle grandi onde. Un vero e proprio inno ad affrontare la realtà, rendendola sempre più a misura nostra e dei nostri sogni.

Ateez, locandina promozionale ©KQ Entertainment

“La zattera della Medusa”

Il capolavoro più conosciuto di Théodore Géricault è la rappresentazione degli istanti subito successivi al naufragio della fregata francese Méduse. L’avvenimento fu causato dalle decisioni del comandante e dalla sua poca conoscenza delle acque nelle quali stava navigando. La fregata si incagliò sul fondale sabbioso e la ciurma dovette imbarcarsi su una zattera di fortuna. L’equipaggio era composto da circa 150 persone, di queste solo 15 riuscirono effettivamente a sopravvivere. Per rappresentare al meglio la tragedia, Géricault effettuò numerosi studi sul corpo umano e realizzò un cospicuo numero di disegni preparatori. La scelta del soggetto fu strategica, volta ad attrarre l’interesse del pubblico internazionale con uno stile che determinò un punto di rottura con la preponderante cultura neoclassica e spinse a fare i primi passi verso il romanticismo.

“La Zattera della Medusa”, Théodore Géricault, 1819

La tavolozza dell’artista

Dalle analisi svolte sull’opera si è riusciti a scoprire quali colori componevano la tavolozza di Géricault. Quest’ultima comprendeva toni pallidi per la realizzazione dei corpi e colori scuri per i vestiti, il mare ed il cielo. Nel suo intero l’opera è dominata da colori tetri ottenuti tramite l’uso di vari pigmenti di diverse tonalità di marrone. L’unico punto luminoso è l’orizzonte dal quale si intravede la nave Argus che, storicamente, trasse in salvo i superstiti. Tale contrasto è ideato in modo da focalizzare lo sguardo dell’osservatore che sarebbe, altrimenti, troppo offuscato dalle tonalità marroni. I colori cupi, incluso il verde intenso che caratterizza le onde del mare, sono volti a rappresentare il dolore e la tragicità dell’avvenimento.

Dipinto di arti amputati, usati come modello per la resa realistica del tono muscolare dei morti – Théodore Géricault

Le tonalità di marrone

Uno dei pigmenti che Géricault ha molto sfruttato per realizzare le sfumature cupe dei corpi e delle onde all’interno della sua tela è il bitume. È definito anche asfalto naturale ed è una miscela di idrocarburi ad alto peso molecolare. La sua “caratteristica” più importante lo rende particolarmente complicato da usare: a causa della sua composizione tende ad ostacolare l’essiccazione dell’olio. Per ovviare a questa complicanza spesso viene utilizzato insieme a litargirio o biacca che, al contrario, favoriscono egregiamente la polimerizzazione degli oli e la formazione di una pellicola pittorica stabile. Le difficoltà causate dal bitume sono importanti ancora oggi, in quanto la sua incapacità a seccare completamente tende a provocare delle crettature all’interno del film pittorico, coinvolgendo anche gli strati adiacenti. In alcuni casi si è verificata, addirittura, la colatura verticale del colore nero. All’interno della stessa tela di Géricault sembra che il bitume non si sia mai, completamente, assestato.

Affioramento naturale di bitume

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