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“Insatiable” e il binge eating: quando mangiare fino a scoppiare diventa un problema

“Insatiable” e il binge eating: quando mangiare fino a scoppiare diventa un problema

“Insatiable”, serie tv su Netflix con Debby Ryan nei panni di un adolescente alle prese con il cibo, il proprio corpo e i concorsi di bellezza. Il disturbo che la affligge non viene mai nominato espressamente durante la storia. Quindi, qual è?

È il binge-eating. Uno dei disordini alimentari più comuni insieme ad anoressia e bulimia nervosa. La serie tv ha ricevuto molte critiche sul modo in cui il problema viene affrontato. Si dice siano stati irresponsabili, superficiali, che abbiano dato il messaggio sbagliato. Venne anche proposta una petizione per cancellare la serie, con l’accusa di fat-shaming. E in parte hanno ragione, di certo presentare una ragazza che viene considerata bella solo dopo aver perso molti chili, non è il massimo. Ma cerchiamo di cogliere i lati positivi in una serie leggera con un po’ di dark humour.

Criteri del DSM-5

Cosa comporta il binge-eating? Il Manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali così dice:

  1. Ricorrenti episodi di abbuffata: mangiare, in un determinato periodo di tempo (es. 2 ore), una quantità di cibo significativamente maggiore di quella che la maggior parte degli individui mangerebbe nello stesso tempo e in circostanze simili. Oltre a ciò, sensazione di perdere il controllo durante l’episodio.
  2. Gli episodi di abbuffata sono associati a tre o più dei seguenti aspetti: mangiare molto più rapidamente del normale; mangiare fino a sentirsi sgradevolmente pieni; mangiare grandi quantitativi di cibo anche se non si ha fame; mangiare da soli per imbarazzo di quanto si sta mangiando; sentirsi disgustati o depressi dall’episodio.
  3. È presente marcato disagio riguardo alle abbuffate.
  4. L’abbuffata si verifica, mediamente, almeno una volta alla settimana per 3 mesi.
  5. L’abbuffata non è associata alla messa in atto sistematica di condotte compensatorie inappropriate come nella bulimia nervosa.

Cos’ha Patty?

“Insatiable” è una serie tv con protagonista una ragazza di nome Patty Bladell. All’inizio della storia è sovrappeso e vittima di bullismo, fino a quando un senzatetto le dà un pugno, rompendole la mascella. Patty finisce all’ospedale e perde circa 40 chili (a causa della dieta liquida), diventando così una ragazza improvvisamente lodata e ammirata a scuola.

I comportamenti da binge eating sono presenti nella fase pre-rottura mascella e post, anche se dopo aver assunto l’aspetto da reginetta di concorsi di bellezza, Patty mette in atto anche delle misure compensatorie dopo aver perso il controllo con il cibo. Ciò che viene presentato nella serie (ma a cui, di fatto, non viene mai dato il nome di binge-eating) è questo: Patty, ancora sovrappeso, cerca consolazione mangiando in grandi quantità, soprattutto junk food. Perde il controllo ma pur non amando il suo fisico, non vomita, non forza digiuno, né si butta in un allenamento fisico estenuante (caratteristiche presenti in anoressia e bulimia).

Dopo l’incidente Patty ha un aspetto stupendo agli occhi degli altri, ma dentro è ancora insicura e ha paura di riprendere i chili persi così facilmente. Ciononostante la vediamo mangiarsi una torta intera, il più velocemente possibile, senza controllo e senza la capacità di smettere, fino a sentirsi sgradevolmente piena data la mole ingurgitata. Mangia da sola, senza farsi vedere da nessuno perché in imbarazzo, a disagio a pensare che qualcuno potrebbe vederla. Per poi sentirsi disgustata e depressa dopo l’episodio. Un altro episodio degno di nota è quello in cui le viene regalato un cesto di dolciumi, sa di non doverli mangiare in maniera esagerata, quindi decide di buttarli nel cestino per resistere alla tentazione, per poi andarli a ripescare, non riuscendo a riprendere controllo.

Guardarsi allo specchio

Il binge-eating è la forma più diffusa di disturbi della nutrizione, con una prevalenza del 2% a livello mondiale. Solitamente è un disturbo che compare tra i 30 e i 50 anni di età. I pazienti che presentano il disturbo sono spesso in sovrappeso oppure obesi, ma il fatto interessante è che non hanno paura di ingrassare, di aumentare di peso. Per Patty questo è vero pre-rottura di mascella, ma post invece no. Ciò che capita però è che il paziente probabilmente è insoddisfatto verso il proprio corpo e peso. Questo può spingere ad un circolo vizioso per non riuscire a guarire dal disturbo.

Una piccola parentesi è da fare: tutti i disordini alimentari hanno una base sociale. Siamo bombardati da immagini di donne magre, bellissime, senza imperfezioni e questo spinge a pensare che se non siamo così, se non rispecchiamo la bellezza standard, allora siamo imperfetti, non degni. Inoltre, porta ad avere una visione distorta del proprio corpo allo specchio, una incongruenza tra come ci vediamo noi nella nostra mente e come effettivamente siamo riflessi nello specchio e agli occhi degli altri, spesso più clementi dei nostri. Basti pensare al disturbo dell’anoressia: una ragazzina emaciata e con le ossa in vista, guardandosi allo specchio vedrà sempre del grasso in più da togliere, anche quando il grasso essenziale alla vita non c’è più.

Una nota positiva ultimamente è data dal fenomeno della body positivity, che dilaga anche grazie all’uso dei media (gli stessi che propongono i modelli), cercando di combattere contro lo standard e l’ideale e insegnando ad apprezzare il corpo umano in ogni sua forma e peso. Un movimento sociale molto importante che si spera potrà aiutare persone come Patty Bladell e molte altre ad essere più benevole verso il proprio corpo.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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