Homo homini lupus, l’uomo è nemico dell’uomo, specialmente se esso è diverso dai preconcetti di perfezione e razza, figli prediletti dell’ignoranza.

Immaginiamo un uomo, dall’aspetto insidioso, oscuro, che è riuscito ad acquisire pieni poteri, attraverso i quali ha commesso crimini e atrocità terribili, i cui ideali ruotavano attorno ad un solo concetto: la purezza della razza, che lo ha portato a considerare la propria, per qualche stupido motivo, superiore alle altre… A chi stiamo pensando?
Scopriamo quanto hanno di simile uno dei personaggi più crudeli della saga della Rowilng e il tiranno più aborrito della storia.
Quanto la storia influenza la letteratura?
Quante volte la letteratura ha attinto a piene mani dalla storia, quante volte quest’ultima è stata niente di meno che la protagonista dei racconti, miti e leggende che ci hanno accompagnato fin dai primi anni di vita.
La saga di Harry Potter, di cui ci ha fatto grande dono la celeberrima scrittrice J.K. Rowling, rappresenta per l’epoca a noi contemporanea una di queste leggende letterarie, che se analizziamo a fondo nasconde una parte di verità storica. La trama infatti si snoda nella battaglia tra il male e il bene, tra un esercito di maghi buoni, che si sintetizza nella figura di Harry Potter e uno di maghi cattivi, rappresentato invece dal temuto Lord Voldemort. Di tutto questo però parleremo più avanti, ma ora soffermiamoci sulle caratteristiche che ci richiamano alla mente qualcuno realmente esistito, che ha organizzato un esercito di ‘cattivi’ per raggiungere i suoi obiettivi.
Il depravato dux in questione è Adolf Hitler, capo del regime totalitario nazista del ventesimo secolo, che ha portato strage e odio tra i popoli.
La biografia del dittatore

Come tutti sappiamo Adolf Hilter nasce nel 1889 e muore suicida a Berlino nel 1945, è stato il promotore del regime nazista, con lo scopo di far tornare la Germania al suo splendore, fallendo miseramente.
A scuola ci spiegano come egli abbia preso il potere, come si sia servito della propaganda e della forza militare per convincere il popolo, ci spiegano la successione degli eventi e delle battaglie caratteristiche della Seconda Guerra Mondiale. Ci inculcano tecnicismi, concetti e datazioni che assumiamo come dati scontati, come freddi avvenimenti troppo lontani da noi per prenderli davvero in considerazione, sfortunatamente. Ma non veniamo mai a conoscenza dei fatti più intimi della vicenda, forse perché considerati irrilevanti, ma ne siamo così sicuri?
Hitler nasce in una famiglia tedesca di origini austriache, cresce in un clima famigliare molto teso, il padre Alois era un uomo burbero, violento e non si curava dei propri figli, più volte anzi sono testimoniati atti di aggressione sia ai figli che alla madre. Come può crescere un bambino che crede che la violenza sia l’unica via per ottenere le cose?
Adolf Hitler cresce, è uno studente mediocre, frequenta con scarsi risultati e diverse bocciature solo la scuola dell’obbligo, cerca di essere ammesso all’Accademia Delle Belle Arti di Vienna ma le sue carenti capacità pittoriche gli privano l’ammissione. Resta disoccupato per un paio di anni fino alla Prima Guerra Mondiale quando si arruola nell’esercito.
Dalle persone che gli sono state vicine durante la vita si sa che Hitler non era sicuramente un uomo di compagnia, non aveva amici, e durante la grande guerra non parlava con gli altri soldati ma solo con il suo cane Fuchsl, che gli verrà poi rubato, incrementando ancor di più l’instabile equilibrio mentale sempre teso alla rabbia e alla vendetta.
Se parliamo di amore il grande dittatore ebbe numerose amanti e relazioni extraconiugali, ma non fu mai capace di amare, probabilmente l’indole violenta e crudele ereditata psicologicamente dal padre influenzò tutta la sua vita sia politica che privata. Una vita di odio, di autocelebrazione ma soprattutto, come tutti sanno, una vita rivolta alla disfatta di tutti gli uomini che non facevano parte della cosiddetta razza ariana. Gli esclusi vennero brutalmente giustiziati, considerati mezzosangue, diversi dagli standard di perfezione che avrebbero dovuto costituire la popolazione mondiale,che, secondo Hitler, doveva essere esclusivamente formata da famiglie di purosangue ariano.
Lord Voldemort il tiranno del mondo magico
Alcuni di voi si staranno chiedendo chi sia questo Lord Voldemort, quindi scopriamolo. Lord Voldemort, o per essere più precisi Tom Marvolo Riddle, è un personaggio fantasy, l’antagonista per eccellenza della saga in sette libri intitolata ‘Harry Potter’ già sopra citata.
Secondo la creazione della Rowling, Tom nacque da una madre strega,discendente dal più cattivo mago dell’antichità, Salasar Serpeverde, e da un padre babbano, ovvero senza magia. Anche la sue infanzia non fu tra le più felici, i contrasti familiari lo portarono a crescere in un orfanotrofio. Era un bambino silenzioso e solitario, faceva succedere strane cose, che crescendo saprà collegare alla sua natura magica.
L’odio per il padre, che lo aveva abbandonato, influenzerà la scelta di cambiare il proprio nome in Lord Voldemort, per non portarsi addosso la traccia di una discendenza per metà babbana, che avrebbe tolto coerenza e vigore alla sua campagna contro i non maghi, da lui considerati una razza inferiore, chiamati per questo mezzosangue.
Sappiamo che Lord Voldemort, dopo aver preso il comando grazie alla grandezza dei suoi poteri, radunò un esercito con lo scopo di eliminare tutti quelli che non volevano sottostare ai suoi ideali e al suo comando, che fossero maghi, babbani o mezzosangue non faceva differenza. Creò una politica del terrore, che vide la sua definitiva disfatta con la battaglia finale contro Harry Potter, svoltasi nell’ultimo libro della saga.
Molti sono gli aspetti che ci ricordano l’analisi fatta precedentemente riguardante Adolf Hitler: la discordia con il padre che influenza negativamente la sua crescita, la celebrazione di una ‘razza pura’ e l’incapacità di capire e provare amore. Nota è inoltre la predilezione di Voldemort per l’amicizia con il serpente Nagini, il suo animale di compagnia, rispetto all’amicizia con gli altri maghi, dai quali preferiva essere temuto piuttosto che essere amato.
Non ci avevamo forse mai pensato a quanto questi due uomini spietati possano sembrarci in realtà molto simili, sicuramente la crudeltà che li accomuna ha un comun denominatore: l’ incapacità di saper amare.
