Le donne dietro alla leggenda: come la cultura esalta Elisabetta I, Vittoria e Elisabetta II

Essere donna è sempre stato complicato. Ciononostante, tre grandi figure si sono distinte: Elisabetta I, Vittoria e Elisabetta II.

La regina il giorno dell’incoronazione insieme al marito Filippo

The Other side of the Coin: the Queen, the Dresser and the Wardrobe: il nuovo libro che racconta la donna dietro alla regina, per celebrare Elisabetta II come i grandi del passato hanno fatto con le altre due sovrane.

 

Le tre regine di Inghilterra: le dimostrazioni che il potere è donna

In un’epoca di battaglie sociali per l’uguaglianza dei sessi, ricordare tre grandi donne non può che far bene. Che poi queste tre siano le regine di Inghilterra è un dettaglio. Perché in una schiera infinita di uomini, tra ricerche di eredi maschi e tentativi di sabotaggio falliti, sono state tre donne a rendere grande una nazione, sotto più punti di vista. E non solo la storia lo insegna, ma anche la letteratura o le arti. La loro potenza infatti non è data solo dalla loro abilità politica e/o economica, ma anche dal loro protagonismo nelle opere degli autori che vivevano durante il loro regno, che hanno scelto di dedicare alla maestà di turno i loro capolavori, dando di fatto il loro nome ad un’epoca e rendendole eterne.

Elisabetta I, Vittoria e Elisabetta II sono infatti state celebrate su tutti i piani, diventando idoli del pubblico e dei media. Partiamo dall’ultima regina, per esempio. Esistono pagine Instagram che la celebrano, la sua figura è amata anche fuori dai confini del suo regno, è diventata un idolo delle folle ed è celebrata continuamente anche dall’universo mediale. La sua assistente e sarta personale, Angela Kelly, sta per far uscire il suo nuovo libro, The Other side of the Coin: the Queen, the Dresser and the Wardrobe, dove svela il suo rapporto con la regina, mostrandola al mondo non solo come una leggenda, ma anche come una donna.

La regina con Angela Kelly, la sua sarta e assistente

Elisabetta II protagonista della cultura di massa

In questo secondo libro scritto dalla Kelly, vengono svelate curiosità e momenti più intimi della vita della regina. Per esempio, si illustra il momento in cui indossa la corona d’Inghilterra, o si rende pubblico l’animo dolce della sovrana, spesso vista come austera e tradizionalista. L’elenco di aneddoti racchiuso in quest’opera, compreso quello dell’entusiasmo di Elisabetta di partecipare al corto di apertura delle Olimpiadi del 2012 in compagnia di Daniel Craig nei panni dell’agente 007, prova l’interesse popolare per la vita privata di una donna che, nonostante la sua età, riesce ancora a far parlare di sé.

Questa curiosità verso la leggendaria regina longeva viene testimoniata anche dai numerosi film a lei dedicati. ‘The Crown’, per esempio, è una serie della BBC che racconta la storia della famiglia reale ed è già arrivata alla terza stagione, in uscita questo mese su Netflix. I nuovi episodi sono attesissimi dai fan, curiosi di conoscere la vita di colei che siede sul trono da più di 60 anni.

Insomma, Elisabetta continua a regnare non solo sul Regno Unito, ma anche sul palinsesto cinematografico e letterario, come d’altronde avevano fatto le altre due regine prima di lei. Ci vogliamo forse dimenticare di come due epoche storiche e letterarie siano state rinominate come le sovrane del periodo? Se infatti Elisabetta II conquista il web, le sue omologhe del passato avevano conquistato la carta stampata e i teatri, a riprova che l’essere donne al potere poteva essere sì un problema, ma che loro erano in grado di gestire benissimo.

La copertina di ‘The Crown’

 

Elisabetta I e Vittoria: due regine e due epoche d’oro

‘The Faerie Queene’ è un’opera del 1590 di Edmund Spencer. La protagonista è la regina delle fate, per la quale i cavalieri sono disposti ad ogni impresa. Il poema epico, seppur incompleto, è ancora studiato a scuola ed è uno dei capisaldi della letteratura inglese. Qual è il collegamento con il nostro argomento? Che tutta l’opera è in realtà un racconto allegorico, che vede come protagonista indiscussa la regina Elisabetta I.

Lei era infatti una madrina per le arti di ogni genere. Shakespeare si sviluppò e divenne il Bardo sotto il suo regno. Forse, senza l’interesse di sua maestà per il teatro, ciò che studiamo a scuola sarebbe notevolmente diverso. Il regno di Elisabetta I fu uno dei più fruttuosi nella storia dell’Inghilterra. E al comando, in un’epoca di forte maschilismo, c’era proprio una donna. Una donna che desiderava mostrare il suo valore in un mondo di uomini e che della sua presunta ‘debolezza’ ne ha fatto un punto di forza assoluta. A suo tempo era lei, come lo è la sua omologa moderna, ad essere protagonista dei media dell’epoca.

Anni dopo anche Vittoria, un’altra donna che faceva un mestiere da uomini, svettava nella lunga schiera dei suoi predecessori maschi, instaurando il secondo regno più lungo che l’Inghilterra abbia mai visto e uno dei più proficui della nazione. La letteratura e l’arte, tra le altre dimensioni, si sviluppavano, facendo della regina la sovrana britannica più commemorata nella storia. Tuttora vengono prodotti film in suo onore, e nei libri di letteratura si studia l’epoca vittoriana, ricca di artisti di ogni tipo.

Insomma, se la società non riesce ancora ad accettare completamente l’uguaglianza uomo-donna, almeno il mondo culturale sembra mandare chiari segnali. Verranno ascoltati?

Immagine correlata
La regina Vittoria a confronto con la regina Elisabetta II

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