Le cose che non sapevi sulla cocaina: la polverina magica più amata dagli artisti

“Zì ti vedo sciupato
Vacci piano, non è parmigiano (ah, no?)
Dici: “smetto domani”
Dai, frate’, te se allunga il naso”

Cit. Carl Brave

È bianca ma non si scioglie come la neve, non profuma come il borotalco e non è dolce come lo zucchero, è la cocaina. L’oro bianco, semplicemente la droga più famosa al mondo ed il suo uso non è per niente elitario, infatti la usano artisti, politici, persino atleti. Ci hanno scritto canzoni, ci hanno girato film e documentari. In questo articolo non vi spiegherò come funziona sul nostro organismo magari ve lo accenno soltanto (nel caso a qualcuno venisse la fantastica idea di provarla), nelle righe seguenti andremo a conoscere questa sostanza con varie curiosità e riferimenti a chi ne ha fatto uso e a chi l’ha lodata.

Mia Wallace dopo essersi incipriata il naso

Storia della cocaina

Per cominciare, la cocaina è un alcaloide derivato dalle foglie della Erythroxylum coca, pianta originaria del Perù, della Colombia e della Bolivia. L’estratto delle foglie di coca, ovvero il cloridrato di cocaina, è la sostanza che viene lavorata e in seguito commercializzata e utilizzata attraverso inalazione ma anche iniettandola in vena con effetti variabili in base al metodo di assunzione. Una volta nel corpo aumenta la funzionalità dei neurotrasmettitori legati al benessere fisico e mentale come dopamina e serotonina. Le conseguenze sono forte dipendenza patologica, depressione acuta e psicosi. Sono state ritrovate tracce di cocaina nei corredi funebri del 2500 a.C. lungo la costa settentrionale del Perù e sulle teste delle mummie cilene, ma i primi a pippare furono indios chiamati Aymara che sapevano già come coltivare e usare la pianta. Con l’arrivo degli Incas, la bamba fu divinizzata e diventò il centro del loro sistema politico e religioso. Amerigo Vespucci descrisse che gli indigeni masticavano le foglie secche o polverizzate della coca mescolate con una piccola quantità di calce o cenere di diverse piante o di ossa, ottenendo effetti allucinatori. Gli spagnoli vietarono questa pratica ma di nascosto continuavano a somministrarla agli schiavi per renderli più produttivi ed energici. Nell’Ottocento divenne famosa in Europa grazie a Sigmun Freud e Karl Koller che la consigliavano e utilizzavano come anestetico, e il chimico Angelo Mariani che la impiegò nella produzione di un vino particolarmente apprezzato dai cantanti lirici. Ben presto iniziò l’uso intenso della sostanza e la produzione di prodotti a base di essa, negli anni venti in Italia Italia divenne una moda e venne resa illegale in America solo nel 1906.

Cocainomani famosi e non

Come detto in precedenza, il padre della psicanalisi Sigmund Freud ne divenne un forte sostenitore dopo averla provata e scrisse il primo trattato sulla droga consigliandola vivamente ai suoi pazienti per lenire depressione e psicosi.

Il Vate Gabriele D’Annunzio ha iniziato ad assumere cocaina nel periodo di occupazione di Fiume, soprattutto prima di iniziare le sue orge.

Forse vi stupirà ma Pablo Escobar,uno dei più grandi trafficanti di cocaina mai esistiti, non era come Scarface. Diversamente dagli altri narcos lui la cocaina non la utilizzava, ci faceva solo affari, al contrario preferiva la Marijuana.

Per aiutarsi a risolvere i casi più complessi, il noto detective dei libri di Conan Doyle Sherlock Holmes assumeva spesso cocaina.

Il giornalista “gonzo” Hunter Thompson basava la sua giornata sulla cocaina che gli dava il giusto sprono a scrivere

Si stima che i cocainomani nel mondo siano circa 20 milioni, concentrati maggiormente negli USA e in minor percentuale in Asia, 50 mila in Italia. Tra questi si trovano uomini di ogni età e classe sociale, politici, calciatori e sopratutto cantanti, come dichiarato da loro stessi.

Curiosità sulla cocaina

All’inizio della sua produzione, la Coca-Cola conteneva una quantità di circa 9 milligrammi di cocaina per ogni bottiglia che combinata con la caffeina ne esaltava gli effetti stimolanti.

Alcuni studi dimostrano che è possibile trovare tracce di coca in 4 banconote su 5.

Sono stati in molti a scrivere sulla bamba, Marcel Proust nella sua grande À la recherche du temp perdu ne descrive gli effetti, Robert Desnos la omaggia ne L’ode à Coco, Liliana Segre ne dedica un libro chiamato Cocaina, seguita dal più recente ZeroZeroZero di Roberto Saviano.

C’è una teoria secondo la quale l’ideatore del rock psichedelico Jimi Hendrix assumesse cocaina proprio durante i suoi concerti, nascondendola nella sua solita bandana sulla fronte.

A proposito di Scarface, sul set veniva utilizzato latte in polvere, dietro le quinte si pippava sul serio.

Al Pacino in una scena di Scarface

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