Le caratteristiche di un genio incompreso: La solitudine dei numeri primi e Goleman spiegano l’intelligenza emotiva

Credi che essere molto intelligenti sia sempre un bene? In realtà c’è un prezzo molto alto da pagare in società quando si è dei fuori classe. Spieghiamo il mito del genio incompreso con il film ”La solitudine dei numeri primi” di Saverio Costanzo e l’intelligenza emotiva di Goleman.

L’intelligenza emotiva

Chi è il genio incompreso? La psicologia moderna ha mostrato i mille volti dell’intelligenza e quanto siano proprio le menti più brillanti, che non si conformano alla società, a soffrire maggiormente.
Il film, ”La solitudine dei numeri primi” di Saverio Costanzo, con i suoi protagonisti ci fornisce un esempio di ciò.

Van Gogh fu un genio incompreso nella sua epoca

Essere troppo intelligenti è un male?

”Sono così intelligente che a volte non capisco una sola parola di quello che sto dicendo” Oscar Wilde.

Siamo abituati a pensare che le persone molto intelligenti siano i primi della classe che hanno 10 in matematica, destinati ad una vita di successo e felicità. Associamo l’intelligenza a qualcosa di positivo, essenziale per realizzarsi socialmente. In verità le menti più geniali  si nascondono tra la folla, spesso sono proprio coloro che consideriamo strani, depressi e disadattati.
Se guardiamo tra le biografie di scrittori, pittori, musicisti e scienziati famosi troveremo incredibilmente che molti di loro sono stati emarginati e disprezzati dai loro contemporanei.

Facciamo chiarezza: quando si parla d’ intelligenza in generale siamo soliti fare riferimento al quoziente intellettivo d’intelligenza, detto QI. Un rapporto tra età mentale e biologica.
Il QI, è uno strumento di misura dell’intelletto, ideato dallo psicologo Binet nel 1905 ; misura per lo più l’intelligenza logico-matematica, dunque la nostra capacità di risolvere i problemi, trovare soluzioni, ragionare in astratto. La sua scala di valori parte da 40 fino ad un massimo di 160.
In media una persona su due ha un quoziente intellettivo pari a 100, un risultato superiore a 130 è riscontrato solo in una persona su quarantaquattro ed è il valore da cui si ritiene inizi la ”plusdotazione”, ossia l’alto potenziale cognitivo.
In scala l’incidenza di casi con persone aventi un QI con valori sopra i 130 fino a 160 sono molto rari.

Gli studi sulle persone molto intelligenti, quindi con un QI superiore al valore di 100, hanno dimostrato quanto sia saldo il legame intelligenza/ infelicità, questi soggetti infatti tendono ad avere molte difficoltà nel relazionarsi con gli altri.
Amano stare da soli, solitamente ambiziosi e mai superficiali preferiscono investire il loro tempo nel proseguimento dei propri obiettivi invece che intrattenere conversazioni e rapporti banali, futili.
Difficilmente trovano qualcuno alla loro altezza con cui discutere di questioni importanti e stimolanti come:  il senso della vita, la filosofia, la politica ed i progetti futuri. Sopratutto durante la gioventù hanno difficoltà a relazionarsi con i coetanei.
Le persone super intelligenti analizzano tutto con attenzione, ciò le porta a vedere con chiarezza i problemi del mondo e della quotidianità fino a soffrire. Rimuginano molto su se stessi e sui propri errori, ciò li induce ad ansia e stress cronico.
Talvolta possono sembrare snob ed arroganti in quanto hanno una mente aperta ed idee molto diverse dagli altri,  rispettano le opinioni solo delle poche persone che stimano tralasciando i superficiali, sono restii a fare nuove amicizie. Non sprecano il loro tempo con tutti.

In quanto bambini prodigio molte volte i genitori hanno avuto alte aspettative nei loro confronti, non permettendogli di vivere un’infanzia serena.
Solitamente hanno  pochi amici e difficoltà a trovare l’amore, in quanto sono molto esigenti. Inoltre l’acutezza di pensiero genera invidia e timore negli altri che li porterà a sperare nel loro fallimento ed a tentare di denigrarli, sminuirli.

A non sentirsi mai all’altezza, perdenti ed inutili infatti sono proprio loro, i più intelligenti, accecati dal loro maniacale perfezionismo sono affetti molte volte da disturbi mentali.
Molti plusdotati infatti soffrono di: ansia, depressione, fobia sociale od addirittura bipolarismo, disturbo di personalità borderline, crisi psicotiche e manie ossessive compulsive.
Il vizio del fumo e dell’alcool è presente in molti di loro come ricerca di evasione dalla disperazione, ansia.
Sono tendenti ad andare a letto tardi e non seguire un bioritmo naturale e sano.

Il connubio arte e follia è antico quanto il mondo e ci ha regalato quadri come ”L’urlo di Munch”, ”Sulla soglia dell’eternità ” di Van Gogh e molti altri. Quest’ultimo infatti si dice che si tagliò l’orecchio durante un impeto di rabbia. Molti artisti hanno raffigurato nei loro quadri i loro deliri e disagi.
Opere che i loro contemporanei non furono capaci di apprezzare e comprendere; così come la musica di Mozart, il quale come ci mostra in un suo libro il sociologo Norbert Elias era talmente avanti con i tempi da non essere capito.
Tutti artisti a cui la gloria arrivò dopo la morte.

Quante intelligenze esistono? Goleman ci spiega quella emotiva.

Vi stupireste nello scoprire quanti scienziati e scrittori non andavano bene a scuola o non sono stati promossi in matematica, lettere.
La pedagogia moderna ha messo in luce che spesso i sistemi scolastici standardizzati non sono in grado di far emergere i geni più talentuosi. Le persone intelligenti non ragionano come gli altri, sono capaci di fare molte connessioni tra le cose e trovare metodi alternativi per imparare; la scuola per loro è poco stimolante, noiosa. Considerando anche il bullismo presente in quasi tutte le classi, in cui i ragazzi ritenuti strani o timidi vengono derisi, si può intuire come questo possa danneggiare le performance scolastiche di alcuni.
La capacità di un insegnante nel saper cogliere le differenze di ogni alunno dovrebbe essere essenziale; il noto psichiatra italiano Raffaele Morelli ha parlato più volte di come dietro ai ragazzi iperattivi o ribelli in classe si nascondono spesso  le mente più brillanti che necessitano di stimoli appropriati.

Nei sistemi scolastici  anglo-americani il test del QI viene molto utilizzato per individuare i talenti e formare classi differenziate. La psicologia moderna però ha dimostrato che il QI è un metodo fallace, in quanto misura solo l’intelligenza logico-matematica, mentre sono molteplici i tipi di intelligenza.

Gardner fu tra i primi a parlare d’ intelligenze multiple individuandone sette tipi: l’intelligenza linguistica/ verbale è saper imparare le lingue, scrivere e comunicare bene, la visivo spaziale è l’intelligenza che riguarda il senso di orientamento. La cinestetica è la capacità di coordinare i movimenti mentre  la musicale sta nella sensibilità di riconoscere i suoni.
Infine, oltre alla classica già citata intelligenza logico/matematica, abbiamo l’intelligenza intrapersonale ed interpersonale che hanno a che fare con la gestione delle nostre ed altrui emozioni.
Queste ultime due confluiscono nel concetto di intelligenza emotiva di Goleman.

L’intelligenza emotiva di Goleman, trattata in molti suoi libri, è un’ intelligenza fondamentale per l’essere umano; capace di controllare il quoziente intellettivo.
Senza una buona intelligenza emotiva non siamo capaci di avere buoni risultati scolastici e sopratutto sociali; per fortuna però, a differenza del QI, possiamo incrementarla e migliorarla.

L’intelligenza emotiva comprende cinque caratteristiche: la consapevolezza di sé, ossia l’autoconsapevolezza sul proprio stato emotivo, conoscere e saper esprimere i propri sentimenti apertamente e con assertività, capire in che cosa si può migliorare e accettare di buon grado le critiche costruttive; avere fiducia in se stessi e sulla possibilità di realizzarsi.
La gestione del sé, che concerne l’autocontrollo nel riuscire a dominare le emozioni forti e i turbamenti al fine di incanalarli verso fini costruttivi, nonché l’integrità che si ottiene dalla trasparenza di un’autentica apertura agli altri dei propri sentimenti, convinzioni, azioni.
Molto importante è l’empatia, ossia la capacità di percepire e riconoscere i sentimenti degli altri, di sintonizzarsi emotivamente con loro ed adottare la loro prospettiva. Infine la motivazione, ossia la capacità di guidare e spronare se stessi al raggiungimento dei propri obiettivi, diventando con impegno e positività artefici del proprio cambiamento.

Tutte queste componenti ci permettono di rimanere sempre in contatto con il nostro mondo interiore emozionale e di conseguenza di ritrovare un’armonia con noi stessi, inoltre costruiscono l’essenza del successo dei rapporti interpersonali, dell’abilità di leggere le reazioni ed i sentimenti altrui, della bravura nel deviare e risolvere inevitabili conflitti che sorgono in qualsiasi attività umana.

Possiamo dedurre quindi che tante persone molto intelligenti ma depresse, con difficoltà personali e sociali, hanno un alto QI affiancato da una bassa intelligenza emotiva.

Mattia protagonista di ”La solitudine dei numeri primi”

La solitudine dei numeri primi

La solitudine dei numeri primi è un film di Saverio Costanzo tratto dal romanzo di Paolo Giordano.
Questo titolo originale fa riferimento ai numeri divisibili solo per uno e per se stessi; quando essere speciali è sinonimo di solitudine.

Il film è ambientato nella Torino anni 80-90-2000, ci mostra in simultanea la vita di Mattia ed Alice dall’infanzia, alla giovinezza, fino all’età adulta.
Due ragazzi sensibili provenienti da famiglie esigenti, non interessate realmente a comprendere i bisogni e le volontà dei figli.
Mattia fin dall’infanzia dimostra di essere un ragazzo prodigio ma solitario e complesso, grava su di lui la sorella gemella Michela affetta da un ritardo mentale. Tutti lo escludono e deridono a causa sua tanto che egli decide di non portarla con sé ad un compleanno, scelta fatale in quanto la sorellina in sua assenza fugge e non verrà più ritrovata. Alice invece costretta a seguire un corso di scii  ha un incidente che la renderà zoppa a vita.

Durante l’adolescenza i due ragazzi si ritrovano nella stessa scuola; Mattia è divenuto un autolesionista, si procura gravi tagli sulle braccia, mentre Alice ha disturbi alimentari e viene bullizzata dalle sue compagne di classe.
La ragazza fa presto a mettere gli occhi su Mattia riconoscendo in lui il suo stesso disagio sociale, lui però è troppo introverso per ricambiare i suoi sentimenti.
Vediamo come durante una festa entrambi provano un profondo disagio nel conformarsi agli altri, specialmente Mattia.

Quest’ultimo, a 24 anni, viene costretto dalla madre ad accettare un dottorato di ricerca in Germania.
Nel corso del tempo egli diviene sempre più solo, trascurato e taciturno nonostante la sua carriera di ricercatore sia brillante tanto da vincere un premio.
Alice è l’unica persona che ritiene amica; corre da lei ogni volta che ne ha bisogno. L’unica a cui rivela la sua incapacità di perdonare se stesso per aver perso sua sorella; al contempo Alice è sempre più infelice e divorata dall’anoressia.

Il dramma di questi due ragazzi è che per quanto si amano non riescano mai ad incontrarsi, troppo intrisi nella loro sofferenza e solitudine. Vittime di genitori che non hanno saputo amarli per ciò che sono, non compresi dalla società superficiale nel loro essere diversi e geniali, profondi.

Se guardassimo il mondo con una lente di ingrandimento attenta troveremmo tanti Mattia e Alice intorno a noi, magari ripensando a quei compagni di classe che ci sembravano strani e incomprensibili, gli stessi che mano a mano vediamo laurearsi e raggiungere traguardi importanti.
Chissà se al bar dove andiamo sempre o in un centro di salute mentale dalle nostre parti si nasconde il prossimo Einstein o la nuova Alda Merini, solo il tempo lo rivelerà dando il giusto merito ai geni della nostra epoca.
Ricordiamo però che, se esistano molteplici tipi di intelligenza ognuno di noi può essere geniale a modo suo; basta liberare la mente prendendo ispirazione proprio  da chi è diverso e non si conforma.

 

 

 

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: