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Le 5 visioni che la psicologia sociale ha avuto dell’uomo nel corso del tempo

Le 5 visioni che la psicologia sociale ha avuto dell’uomo nel corso del tempo

L’uomo nel corso della storia delle scienze umane è passato da semplice ricercatore di coerenza ad attore attivo

 

L’individuo, nel corso della storia, è stato sempre considerato dalla psicologia sociale un essere pensante ma la visione che ha di esso è cambiata nel corso del tempo e tali visioni hanno il fine di comprendere le motivazioni dei comportamenti umani.

1) L’individuo come ricercatore di coerenza

Secondo la concezione dell’individuo come ricercatore di coerenza, elaborato tra gli anni Cinquanta e gli anni Sessanta, l’uomo ricerca una sorta di equilibrio nel momento in cui si trova davanti ad una incongruenza fra quelle che sono le sue credenze e ciò che accade. Quindi quando l’individuo si accorge di una sostanziale differenza tra un suo atteggiamento ed un suo comportamento proverà un forte disagio che lo spingerà a ricercare equilibrio e coerenza. Tale modello è poi entrato in crisi negli anni Settanta lasciando spazio ad una nuova concezione.

2) L’individuo come scienziato ingenuo

Secondo il modello dell’individuo come scienziato, elaborato negli anni Settanta, l’individuo cerca di elaborare le informazioni che percepisce al fine di prevedere eventuali avvenimenti e comportamenti, giungendo a conclusioni logiche. I risultati che ottiene dalle sue deduzioni però non sono sempre corrette poiché tende a fidarsi delle proprie intuizioni date dalle scorciatoie di pensiero.

3)  L’individuo come economizzatore di risorse

L’individuo come economizzatore di risorse, elaborato agli inizi degli anni Ottanta, è un modello che vede l’uomo che cerca un compromesso tra un’analisi accurata e una visione sommaria della realtà. L’individuo utilizza strategie di pensiero, dette euristiche, che riducono al minimo lo sforzo cognitivo ma che permette comunque ad esso di poter elaborare il proprio futuro.

4) L’individuo come stratega motivato

Secondo il modello dell’individuo come stratega motivato, elaborato fra gli anni Ottanta e Novanta, l’individuo è in grado di scegliere quali risorse cognitive mettere in atto a seconda dei suoi scopi e delle sue motivazioni. L’uomo è quindi in grado di decidere se farsi carico delle informazioni disponibili per compiere un’azione o lasciare che questa avvenga semplicemente per istinto e questa decisione verte sulla disponibilità delle proprie risorse e sulla motivazione.

5) L’individuo come attore attivo

Il modello dell’individuo come attore attivo è quello oggi più accreditato, secondo cui l’ambiente sociale porta ad attivare velocemente dei concetti nella mente degli uomini senza che ne siano consapevoli e tali concetti innescano poi comportamenti, cognizioni e valutazioni.

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