L’Artico: un ecosistema delicato che potrebbe sconvolgere il clima atlantico

Uno studio della NASA ha esaminato accuratamente le correnti artiche, mettendole in relazione con lo scioglimento dei ghiacci

 

Lo scenario ottenuto al simulatore non lascia spazio a dubbi o incongruenze, andando a sottolineare quanto il riscaldamento globale potrebbe avere conseguenze molto più gravi e durature rispetto ai fenomeni meteorologici estremi.

Il Beaufort Gyre

L’Oceano Atlantico, per chi non lo sapesse, è un regolatore climatico eccezionale, questo grazie alle varie correnti marine che vi si formano, come ad esempio la Corrente del Golfo, che trasportando l’acqua riscaldatasi al largo delle coste del Messico, regola il clima europeo. Tuttavia molto più a nord, precisamente fra la Groenlandia e la Russia, vi è un’altro elemento fondamentale alla regolazione del clima, il Beaufort Gyre. Si tratta di un enorme “mulinello”, formato da altre correnti, e fondamentale nel raccogliere l’acqua dolce, più fredda rispetto a quella marina, giocando così un ruolo fondamentale nel rallentamento dello scioglimento dei ghiacci polari. Ora uno studio pubblicato su Nature, e supportato dalla NASA, ha dimostrato come la velocità di questa corrente marina sia aumentata. La causa scatenante è il consistente aumento di acqua dolce nell’oceano, causata dallo scioglimento dei ghiacci polari nell’estate passata. Così come per le sacche di metano in Siberia, anche questo insolito fenomeno potrebbe innescare un circolo vizioso che porterebbe ad un ulteriore aggravarsi della situazione, con conseguenze non banali per il clima europeo, oltre che per l’ecosistema boreale.

Possibili conseguenze

Va subito detto che le meccaniche e i fattori delle correnti polari sono un campo di ricerca relativamente nuovo e ancora troppo poco approfondito, ciò nonostante appare subito ovvio che un cambiamento così drastico e in una scala così estesa non può che portare a conseguenze imprevedibili. Infatti già stiamo assistendo, per quello che riguarda il clima mediterraneo, ad un avanzamento della desertificazione, analogamente i paesi del Nord Europa hanno registrato, così come molte altre nazioni, un aumento della temperatura media, con possibile cambiamento del tipo di clima. Ciò porterebbe enormi danni al’agricoltura, con conseguenti danni economici e, forse, minore disponibilità alimentare. Oltre a ciò, come abbiamo potuto vedere l’estate passata, i fenomeni climatici estremi aumenterebbero, mettendo a rischio la vita di un maggior numero di persone, e gravando ulteriormente sul bilancio statale.

Interessi polari

Sorprendentemente (o forse no), molti paesi vicini al Polo Nord, sembrano gioire dello scioglimento della calotta, il motivo? Lo scioglimento dei ghiacci artici aprirebbe una nuova rotta commerciale marittima, abbattendo i costi di trasporto e favorendo nazioni quali Canada, Russia e i paesi scandinavi. Oltre a ciò nel Artico sono presenti il 13% delle riserve petrolifere mondiali, e il 33% delle riserve di gas non sfruttabili. Importante è anche l’aspetto commerciale, dato che lo scioglimento dei ghiacci perenni favorirebbe la nascita di una nuova rotta navigabile tutto l’anno, che potrebbe sostituire, almeno per l’emisfero boreale, la rotta passante per il Canale di Panama. Infine la regione artica presenta vasti giacimenti minerari, basti pensare ad esempio che il Canada è il maggiore estrattore di uranio al mondo. Considerato ciò appare scontato che le potenze mondiali difficilmente si interesseranno ad arrestare ciò che li favorirebbe dal punto di vista economico.

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