Compare una svastica su un muro a Udine: che cosa avrebbe pensato Janusz Korczak?

Janusz Korczak, deportato e morto a Treblinka, ha scritto l’orrore del nazismo vissuto nel Ghetto di Varsavia.

Un’immagine del Ghetto di Varsavia (Google)

È comparsa una svastica a San Daniele del Friuli, Udine, sul muro di casa di Arianna Szörény, deportata ad Auschwitz. Qualche ora dopo, nella notte, l’orribile segno d’odio è stato coperto da un cuore. Pochi giorni prima, ai consiglieri comunali, erano arrivate lettere che riportavano “ Dopo 75 anni l’ebreo è sempre ebreo”.

La svastica coperta da un cuore (Google)

Accenni della vita di Janusz Korczak

Janus Korczak, nato Henrik Goldszmit, nacque a Varsavia il 22 luglio 1878. Studiò all’Università di Varsavia e conseguì la laurea in medicina, diventando pediatra. Durante la guerra russo-giapponese 19041905, fu impegnato come medico militare. Nel 1911 venne approvato il suo progetto per La Casa degli Orfani, di cui divenne anche il direttore. Durante la prima Guerra Mondiale fu arruolato come ufficiale medico.
Il 5 agosto 1942 fu deportato al campo di sterminio di Treblinka insieme ai bambini orfani del ghetto di Varsavia. Morì nel campo di concentramento di Treblinka il 6 agosto 1942. A Gerusalemme gli sono stati dedicati una piazza e un monumento.

L’orfanotrofio di Varsavia (Wikipedia)

“Il diario del ghetto”

Janus Korczak, oltre che grande pedagogo, deve essere considerato uno scrittore a tutti gli effetti. Scrisse diversi testi prima e dopo la deportazione. La sua vera passione sono i bambini a cui dedicò “Il diritto del bambino al rispetto” pubblicato nel 1929 e “Come amare il bambino” scritto per la prima volta nel 1914 e rivisto nel 1929.
Grazie ad Igor Newerly, allievo e segretario di Janus Korkzac, nel 1958 è giunto alle stampe il suo libro più importante, “Il diario del ghetto”. Questa testimonianza è devastante e vede i ricordi di Korczak unirsi alle riflessioni della realtà del suo tempo. Nel libro, lo scrittore racconta degli sfortunati bambini al di fuori dell’orfanotrofio che muoiono di fame e malattie per le strade senza che nessuno si occupi di loro.

Un uomo dedito agli altri

Janus Korczak ha passato la vita a cercare di salvare gli altri. Che cosa avrebbe pensato del terribile gesto di San Daniele del Friuli? Quali ricordi avrebbe suscitato in lui questo fatto? Si tratta di antisemiti convinti o piuttosto di persone che non conoscono assolutamente la storia? Arianna Szörény venne deportata il 16 giugno del 1944 insieme ai suoi familiari nel campo di concentramento di Auschwitz. Proprio come Korczac e moltissime altre persone, è stata strappata alla sua terra e dalla sua vita per il conseguimento di un folle desiderio di odio. Korczak ha salvato molti bambini, ma ne ha visti morire troppi. In ogni caso, questo gesto al di fuori del tempo e della logica è davvero uno sfregio nei confronti di chi, come Korczak, ha vissuto quella terribile realtà.

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