Il Superuovo

L’arte come salvezza e provocazione: Ernesto Marenco si racconta alla redazione del Superuovo

L’arte come salvezza e provocazione: Ernesto Marenco si racconta alla redazione del Superuovo

Cosa passa nella mente di un artista geniale, provocatorio e sensibile come Ernesto Marenco? Per rispondere a questa domanda lo abbiamo intervistato per voi.

 

 

 

È di notte, curiosando su Instagram, che conosco Ernesto Marenco, una pagina che seguo aveva pubblicato una sua opera, che poi ho scoperto chiamarsi Fragmentasie Granade e di cui parleremo, e io, rimasta colpita dalla genialità dell’opera, decido di seguire l’artista; è così che io ed Ernesto ci troviamo follower su Instagram, ed è così che decido di scrivergli per chiedergli una piccola intervista, una chiacchierata tranquilla, in cui potermi raccontare delle sue opere, delle sue idee, di lui; contro ogni mia aspettativa Ernesto accetta, e ci troviamo a parlare delle sue opere durante un paio di notti, lo facciamo in inglese, perchè lui l’italiano non lo sa e io non so lo spagnolo, ed è così che scopro che Ernesto è una persona estremamente piacevole e disponibile al dialogo.
Così conosco un mondo nuovo, geniale, meraviglioso: la mente di questo fantastico artista.

L’intervista

Iris: Raccontami della tua vita e della tua arte.

Ernesto: Non c’è differenza tra la mia vita privata e la mia produzione d’arte. Inoltre l’arte è uno stile di vita, è impossibile separarlo.

Credo che l’arte ci salvi, ed è l’unica possibilità di sopravvivere in questo mondo caotico, in questo punto l’arte è l’antidoto della realtà, ma l’artista deve essere sotto controllo l’ego, perché l’antidoto può cambiare nel veleno letale, e l’artista può vincere nella fantasia mediocre per il resto della vita.

Le responsabilità artistiche sono documentate le vite umane e la storia.

Nascere artista, non è facile, credimi, è simile a nascere senza pelle, nudo all’interno e all’esterno, con emozioni nude, perché, quando sei giovane, non capisci perché tutto ti ha colpito così tanto, noi siamo nati al verde, o qualcosa accadde nei nostri primi anni che siamo spaventati, sentiamo molto, tutto è molto, tutto è molto amore, dolore, morte, crescita ecc, ma dopo, quando abbiamo trovato per il destino, o mistero qualche cosa, alcuni mostri, alcuni di noi vedono il cambiamento di vita, e scopriamo di un altro tipo di comunicazione, collegato al nostro sé e ad altri, ma sempre una piccola parte di malinconia e nostalgica per qualche vita invisibile. La cosa meravigliosa di questa cosa e’ che l’arte ha la capacità di guarirci.

I: Quale artista in passato crede di essere più vicino? Sei ispirato da qualche artista o da movimento artistico in particolare?

E: Il DADA è tutto, arte povera, Movimiento El Estridentismo en México. Per quanto riguarda gli artisti invece Jean Couteau, Duchamp, Joseph Cornell, Buñuel, Fellini, Viscontti, non ne conosco molti in discipline diverse.

 

Time Out, Ernesto Marenco

 

I: Qual è il significato del “Time-out” e “Fragmentaise Granade”?

E: Time Out, è un concetto nella cultura americana, di sedersi su una sedia a bambini disobbedienti, per correggere il cattivo atteggiamento o le azioni. Il bambino non può muoversi o alzarsi, questo concetto è Time Out. Il mio pezzo è una versione modificata di questo oggetto, per rimanere un oggetto di tortura utilizzato a Sant Inquisizione da de Spagna al Messico, un po’ di sarcasmo, ironia e black humor.

 Per quanto riguarda la Fragmentasie Granade, è un oggetto surrealistico, nel caso di sfruttare può essere incinta tutto quello che la sostanza viscosità ha toccato quando lo schizzi. Per me l’oggetto ha una storia umoristica, ma in generale, le opinioni pubbliche riguardano “mascolinità tossica”, violenza, aggressività o connotazione sessuale.

 

Fragmentasie Granade, Ernesto Merenco, 2020

 

I: Cos’è “Find me where I burn”? Come hai avuto l’idea di farlo?

E: La base della mia opera è la letteratura, la principale poesia latinoamericana, e cerco di rappresentare una fase, una linea, una parte o la poesia nella narrativa tridimensionale. In questo caso, il pezzo parla di quando la relazione è finita, di quando ti manca il tuo partner, il tuo amante, e torni a toccare simbolicamente le ceneri, perché in precedenza è il luogo di fuoco e passione.

 

Find me where I burn, Ernesto Marenco

 

I: Quale credi sia la tua opera migliore?

E: Il pezzo che devo ancora fare.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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