L’arma della seduzione: la vita estetica tra Kierkegaard e Barney Stinson

Il personaggio della popolare sit-com è l’emblema della vita estetica: scopriamo cosa lo accomuna al seduttore kierkegaardiano.

S. Kierkegaard, Il diario del seduttore, Bur Rizzoli classici moderni, Milano 2018.

Il filosofo danese è considerato da buona parte della critica filosofica il primo vero rappresentante dell’esistenzialismo che vedrà la vera e propria luce in autori di lingua francese, nel Novecento, come Sartre e Camus. Se l’esistenzialismo novecentesco muove i propri passi dalla drammaticità della seconda guerra mondiale e dalle atrocità che ne derivarono, l’esistenzialismo di Kiekegaard si sviluppa dalla vita del filosofo che egli ben riesce a mettere in luce nelle proprie opere.

Il seduttore nella vita estetica

Neil Patrick Harris nei panni di Barney Stinson in “How I met your mother”

La seduzione è emblema dello sdoppiamento che può prendere la vita estetica; o fenomenologia del piacere oppure dialettica di estetica e etica. La prima è quella del Don Giovanni di Mozart che incarna la sensualità allo stato puro, l’altra invece fa sorgere nell’animo del seduttore la noia derivata dalla presa di coscienza dello squallore di quella vita. Barney Stinson, le cui vicende sono narrate nella famosa serie tv How I met your mother, rappresenta un personaggio particolarmente interessante perché riesce a mettere in luce entrambe le facce della vita estetica. La creazione di un Playbook nel quale descrivere tutte le ‘mosse’ per sedurre una donna rappresentano senza dubbio il lato in cui il Don Giovanni viene fuori in tutto il suo splendore; l’innamoramento per Robin dopo l’avventura di una notte rappresenta invece il passaggio dialettico, introspettivo, che il seduttore attua nel momento in cui prende coscienza di sé, quando cioè all’estetica insorge la vita etica.

Per sedurre occorre saper parlare bene

Soren Kierkegaard (1813-1855)

Sull’importanza dell’ars loquendi molti filosofi hanno dibattuto e l’interesse per la questione era già chiaro in epoca greca e latina, dove il saper parlare era collegato alla buona orazione in campo politico, nell’Agorà in Grecia e in Senato a Roma. Di fatto il corteggiamento, momento fondamentale della seduzione, era molto scarso nell’antichità. La bravura del seduttore Giovanni, in Il diario del seduttore, sta invece proprio nel riuscire a far perdere la povera Cordelia nelle sue parole, con le quali l’oggetto desiderato è messo in gabbia. La forza della parola di impronta gorgiana mostra nella seduzione la capacità del seduttore di incanalare l’interesse dell’ascoltatore verso di sé, mostrandosi a quegli occhi come unico centrum. La forza di Barney Stinson risiede sempre, come Giovanni, nell’abilità di destreggiarsi nei discorsi e nelle situazioni, grazie al quale riuscirà nella sua ultima seduzione, momento di intersezione tra estetica ed etica, “The Robin”.

Francesco Azzara

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