Il Superuovo

L’analisi delle acque reflue potrebbe portare ad una svolta nella lotta contro il Covid-19

L’analisi delle acque reflue potrebbe portare ad una svolta nella lotta contro il Covid-19

Quando si parla del virus Covid-19, l’unica cosa certa è che lo si vuole al più presto sconfiggere. Gli scienziati sono all’opera dal primo giorno, ancora prima che si dichiarasse pandemia mondiale, per cercare di fermare o quanto meno di prevedere nuovi focolai. Si è recentemente scoperto che le acque reflue possono essere la svolta per riuscire a smascherare nuovi focolai con un largo anticipo.

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Si è cominciato a conoscere il virus SARS-CoV-2 ormai qualche mese fa ma tutt’ora risulta un microorganismo complesso, del quale si sa molto poco. La scienza sta facendo un enorme sforzo per cercare, con tutti gli strumenti che ha a disposizione, di caratterizzare al meglio il virus e di sviluppare sostanze in grado di fermarlo che al contempo siano compatibili con il corpo umano. Qualche studio recente ha scoperto che, analizzando delle acque di scarico, può essere trovato l‘RNA del virus. In molti si chiederanno però, perché fare studi sulle acque reflue? Di che tipo di studi si tratta?

RNA del SARS-CoV-2 nelle acque reflue
Curva epidemiologica della diffusione del virus (curva nera) a confronto con la curva di concentrazione dell’RNA del virus nelle acque reflue (curva rossa) focus.it

La scoperta

Da tempo si vociferava che questo nuovo virus fosse stato trovato in acque reflue in grande quantità e si sospettava potesse esserci qualche legame tra di esso e l’intestino. Alla luce dei nuovi fatti, risulta ormai chiaro che il virus si moltiplica non solo nei polmoni, i quali ne risultano i più colpiti, ma anche in molti altri organi quali cuore e apparato digerente. Chiaramente prima di poter attaccare il nostro corpo, esso ha bisogno di riprodursi e per farlo si annida nel nostro intestino. Ciò che utilizza per copiare il proprio DNA per produrre altre copie di sé stesso è l’RNA, acido ribonucleico, una molecola in grado di decodificare i geni di un organismo. Come informa la rivista Focus, alcuni scienziati e ricercatori dell’Università di Yale hanno svolto uno studio sulla composizione dei fanghi da depurazione in uno stabilimento impiegato per il trattamento delle acque reflue in Connecticut. Ciò che è stato scoperto è che, facendo analisi ogni giorno per un mese, l’andamento della concentrazione di RNA del virus trovata nelle acque per giorno è lo stesso andamento della curva epidemiologica. Fin qui nulla di straordinario ma ora arriva il bello, tra la curva della concentrazione di RNA e quella epidemiologica c’è una differenza di tre giorni. Si è potuto osservare un incremento della carica virale ben sette giorni prima che i dati epidemiologici dicessero effettivamente che si aveva un incremento di casi positivi.

La svolta

La scoperta fatta da questi scienziati è al quanto fenomenale. Avere una distanza di qualche giorno tra le curve potrebbe permettere di sapere e conoscere dove avverrà una nuova ondata di casi o dove si avranno picchi di contagi elevati. Fino a quando non sarà possibile avere un vaccino contro il virus, si sta pensando di fare affidamento a questi studi per cercare di anticipare le sue mosse e quindi, sapendo dove si avranno più casi, essere pronti per affrontare un’eventuale emergenza o nuova ondata di contagi. C’è però da dire che questo studio non è stato ancora affermato come affidabile. Secondo la rivista medRxiv infatti, questo studio è in via di pubblicazione ma nessuna autorità competente ha ancora confermato del tutto la veridicità di queste analisi e di questi dati. Chiaramente, una volta confermato, questo studio potrebbe aiutare anche a tenere sotto controllo i contagi. Visto che molte nazioni ormai stanno allentando la presa sulle misure restrittive lasciando più libertà ai cittadini, come per esempio l’Italia, questa scoperta potrebbe anche aiutare a curare pazienti che presentano la malattia da pochi giorni e quindi prevenire nuovi affollamenti nelle terapie intensive.

Lo studio delle acque

Veniamo però al dunque, come vengono studiate le acque per ottenere queste informazioni? Si hanno a disposizione molti test per verificare la presenza di svariate sostanze nelle acque. Per la determinazione di frammenti di DNA o nel nostro caso di RNA si utilizza una tecnica chiamata PCR che consiste nella moltiplicazione dei frammenti di materiale genetico trovato per così facilitare la caratterizzazione di esso e sapere a che organismo apparteneva. Questa tecnica non è però la più utilizzata, infatti tecniche come il BOD o COD hanno impieghi più ampi rispetto alla PCR. Diciamo che queste due ultime tecniche si basano sulla misura della quantità di ossigeno presente in acqua. Il BOD è un test che quantifica la domanda biochimica di ossigeno, ci indica la capacità che ha l’ecosistema di accettare e degradare determinate sostanze organiche immesse in natura. Questo test consiste nel prendere un campione di acqua reflua, immettere una determinata colonia di batteri dentro esso e fare riposare il tutto per 5 giorni ad una temperatura di 20°C circa. Al termine di questo periodo si andrà a determinare il quantitativo di ossigeno rimasto, determinando così la quantità di ossigeno necessaria ad una certa flora batterica per poter consumare un determinato quantitativo di inquinanti. Il COD invece è una tecnica che determina la quantità di ossigeno necessaria per ossidare completamente composti organici ed inorganici presenti nelle acque. Questo test è più veloce rispetto al test del BOD e dà una risposta più sicura ed affidabile in sole 3 ore. In questo caso, le informazioni che ne possiamo trarre sono la determinazione di tutte le sostanze (organiche ed inorganiche) presenti nelle acque. Dal punto di vista operativo esso consiste in una retro-titolazione ovvero un’analisi volumetrica. In pochi passi si possono ricavare i quantitativi degli inquinanti con un errore davvero molto piccolo. Insomma, è sorprendente come le acque di scarico, che comunemente si pensa non abbiano nessun valore, possano invece contenere così tante informazioni preziose al giorno d’oggi.

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