La tomba del Liberto: scopriamo le abitudini sociali dell’antica Pompei e dei suoi abitanti

Chi era Marcus Venerius Secundio?

Pompei non smette di stupire e si conferma una storia di riscatto, un modello internazionale, un luogo in cui si è tornati a fare ricerca e nuovi scavi archeologici grazie alle tante professionalità dei beni culturali che, con il loro lavoro, non smettono di regalare al mondo risultati straordinari che sono motivo di orgoglio per l’Italia“, così il ministro alla cultura Dario Franceschini ha commentato l’incredibile scoperta fatta da un team di ricercatori dell’Università di Valencia: all’interno del sito archeologico di Pompei è stata portata alla luce una tomba, contenente un corpo parzialmente mummificato. Il sepolcro, ubicato nella necropoli di Porta Sarno, ha destato particolare interesse in quanto conservava i resti mortali di un liberto, insieme ad un iscrizione che racconta la sua storia. Marcus Venerius Secundio era nato schiavo, destinato ad incarichi amministrativi presso il tempio di Venere, e un passo alla volta aveva scalato la piramide sociale della società Pompeiana. Una volta liberato, infatti, ricoprì la carica di Augustale, uno dei sacerdoti che si occupavano del culto degli imperatori divinizzati, riuscendo a raggiungere un ottima posizione sociale ed economica. Ma quel che ha lasciato maggiormente sgomenti gli archeologi è stata la particolarità della sepoltura, Secundio infatti è stato inumato, quando il rito funerario romano prevedeva l’incinerazione del cadavere. Resta anche il dubbio a proposito dello stato di conservazione del corpo.

Ludi latini, ma non solo…

La tradizione dei Ludi Magni ha origini antichissime a Roma, e progressivamente si diffuse in tutto l’impero.  Pompei non faceva eccezione, e i personaggi più in vista della città offrivano giornate di svago e divertimenti a tutti i cittadini per accaparrarsi i consensi e guadagnarsi stima e prestigio agli occhi del popolo. Da quanto emerso dall’epigrafia rinvenuta nel sepolcro, anche Marcus Venerius Secundio durante la sua vita da uomo libero offrì quattro giornate di Ludi agli abitanti dell’antica Pompei, ma anche qui la sua storia non smette di stupire: alcuni delle rappresentazioni organizzate da Secundio erano interpretate in lingua greca. Una scoperta importantissima per ricostruire le abitudini dei centri minori e delle province di un impero così vasto, ma anche le interazioni sociali e il livello di cultura di una società multiforme e multietnica. Secondo il direttore del parco archeologico, Gabriel Zuchtriegel, questa è la prima testimonianza certa dell’utilizzo del greco a Pompei per uno spettacolo pubblico.

Via dell’abbondanza, il boulevard di Pompei

Percorrendo le strade di Pompei ci si accorge subito che i principali siti archeologici sono concentrati lungo un viale lastricato, che si perde all’orizzonte: Via dell’abbondanza. La strada collega il Foro di Pompei a Porta Sarno, comprendendo lungo il suo tracciato le terme Stabiane, i teatri, il Tempio di iside e l’anfiteatro. Tutte le maestose domus affrescate, abitate dai più importanti personaggi della città, sono concentrate lungo il percorso. Ma una cosa in particolare salta all’occhio, l’enorme quantità di thermopolia sparsi sulla via principale di Pompei. Il thermopolium era il luogo in cui gli antichi romani mangiavano quando erano fuori casa, una sorta di fast food ante litteram, in cui consumare un pasto veloce a base di aringhe e olive o una coppa di vino speziato con miele. Pompei ne ospitava addirittura 89, praticamente uno in ogni angolo della città. Tipicamente il bancone del thermopolium era riccamente decorato con marmi sgargianti e piastrelle colorate, in modo da attirare maggiormente i clienti e distinguersi dalle altre attività. I più grandi disponevano anche di una rustica sala interna dove gli avventori potevano consumare il pasto, ma locali di questo tipo sono più rari. Una cosa è certa, dato l’elevato numero di thermopolia presenti, Pompei doveva essere una città brulicante di vita, attiva a tutte le ore, mai sopita. Solo la tragica eruzione del 79 d. C. metterà fine alla storia di questa città incredibile, che anche a distanza di millenni non smette mai di stupire.

 

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