A cinquant’anni dall’uscita di “Frankenstein Junior” i suoi personaggi ritornano in chiave pop tra le strade della capitale.

romatoday.it
Greb, artista dall’identità sconosciuta, agisce ancora una volta nell’oscurità della notte per sorprendere i passanti sin dalle prime luci del giorno.
Arte (e) politica
Se la pellicola di Mel Brooks aveva già fatto tanto ridere nei lontani anni ’70, nelle ultime ore queste risate stanno assumendo una sfumatura decisamente più sardonica. Il motivo è da ricercare nei murales apparsi proprio nella notte di Halloween davanti al Palazzo delle Esposizioni in Via Nazionale. A renderli così tanto interessanti non sono i personaggi in sé per sè, bensì i volti che l’artista ha deciso di ritrarre. Ecco che Igor, il famoso aiutante del Dottor Frankenstein, assume le sembianze dell’ex ministro della cultura Sangiuliano e l’attuale presidente del consiglio, Giorgia Meloni, viene sollevata dal mostro come se fosse lei stessa la nuova creazione. Non risulta difficile constatare la somiglianza del mostro con una figura ben nota del panorama politico nazionale degli anni ’40 del secolo scorso. Insomma, creazioni artistiche davvero difficili da mandar giù, soprattutto se si pensa che sotto alla scritta “Futurismo”, che dà il nome al trittico di murales, si intravede la parola “Fascismo”.

ansa.it
Storicamente parlando
I murales di Greb non sono affatto casuali. Le analogie tra fascismo e futurismo sono sempre state argomento di discussione e di interesse artistico quanto politico. Per anni, infatti, si è parlato di come alcuni futuristi italiani abbiano collaborato nella diffusione dell’ideologia fascista. Punto in comune tra il partito e il movimento futurista è certamente il voler esaltare la velocità, la rapidità del progresso tecnologico tipico della vita moderna, “la passione per l’Italia e per il nuovo” come dirà Marinetti. Un’idea sulla quale si fondano i numerosi movimenti di avanguardia e i nazionalismi che caratterizzarono il panorama europeo della prima metà del travagliato secolo breve. A rafforzare l’idea che il Futurismo fosse la vera culla del fascismo sono state anche tutta una serie di dichiarazioni, come quella del giornalista futurista Somenzi il quale affermò che il futurismo fosse “il patrimonio spirituale del fascismo”. Ad ogni modo, Futurismo e Fascismo non sono sempre andati di pari passo. Punto di disaccordo era sicuramente la volontà del partito di portare avanti i valori tradizionali del passato, volontà non condivisa da Marinetti e i suoi seguaci.
Accoglienza
I futuristi avrebbero certamente apprezzato tutta questa confusione a un mese dall’apertura al pubblico di una mostra in loro onore alla Galleria Nazionale di Arte Moderna. Meno contenti sono sicuramenti i politici ritratti e i loro sostenitori che si mostrano offesi e amareggiati dell’ennesima allusione a somiglianze con partiti del passato. Allusioni sempre criticate, ma mai esplicitamente respinte.