La solitudine dell’uomo moderno: conosci davvero BoJack Horseman?

Il precario, l’insensatezza, il finito sono alcune delle caratteristiche dell’uomo moderno che la serie di animazione “BoJack Horseman” mette in luce.

Spesso quando si parla di serie di animazione si pensa a “qualcosa per bambini”, ma non bisognerebbe fare di tutta l’erba un fascio. BoJack Horseman ci spiega il perché.

BoJack e l’esistenzialismo

L’esistenzialismo è una corrente filosofica che compare nel XIX secolo ma che trova ampia diffusione tra gli anni venti e cinquanta del XX secolo. Questa insiste sul carattere precario e finito dell’individuo che si trova sempre “solo davanti alla morte”. Il termine entra nel linguaggio filosofico grazie ad un’opera di Sartre e in poco tempo si sviluppa in vari rami alle volte molto differenti tra loro. Questa corrente viene ben rappresentata nella serie animata “BoJack Horseman”, dove il protagonista mette in luce le principali caratteristiche dell’uomo moderno: la sua solitudine e finitezza. Ecco alcune frasi chiave.

L’indifferenza dell’universo

Una delle frasi cruciali viene pronunciata da Mr. Peanutbutter nella dodicesima puntata della prima stagione dal titolo “Più avanti”.

“L’universo è solo un vuoto crudele e indifferente, la chiave per la felicità non è trovare un significato, ma tenersi occupati con stronz*te varie fino a quando è il momento di tirare le cuoia” 

Nella serie animata l’uomo-cane appare come spensierato e libero: ma è veramente così? La ricerca delle felicità appare fin da subito un tema cardine così come l’impossibilità di raggiungerla. Con queste parole il personaggio non vuole altro che sottolineare la nostra incapacità di essere felici, quindi tanto vale tenere la testa impegnata e pensare ad altro!

L’importanza dei legami

In un mondo finito nulla è per sempre. Quello che abbiamo o chi facciamo finta di essere non contano nulla, ciò che importa sono le relazioni interpersonali.

“Kelsey, in questo mondo terrificante, ci restano solo i legami che creiamo” 

Il rapporto che abbiamo con gli altri ci salverà dall’oblio, non importa chi tu sia, se sei solo nessuno si ricorderà di te. BoJack vive la sua vita evitando relazioni stabili per paura di soffrire, ma finisce per farlo lo stesso: essere amati da tutti ma non piacere a nessuno è la forma peggiore di solitudine.

Il presente

Vivi ogni giorno come se fosse l’ultimo. Questa è l’idea di fondo di BoJack che con ironia affronta la vita consapevole dell’inesistenza del passato e del futuro. Il primo esiste solo nei nostri ricordi, a volta anche spiacevoli, l’altro non esiste ancora e mai esisterà, in quanto l’unica cosa che c’è è l’oggi, il presente.

“Visto, Sarah Lynn? Non siamo spacciati. Nel grande scenario della vita siamo solo dei granellini che un giorno verranno dimenticati. Non importa cosa abbiamo fatto in passato o come verremo ricordati, quello che importa è il presente. Questo momento, questo unico momento spettacolare che stiamo condividendo. No, Sarah Lynn? Sarah Lynn?”

Siamo esseri insignificanti nella vastità dell’universo, quindi cosa conta cosa facciamo o chi siamo? L’unica cosa importante è vivere “questo unico momento spettacolare”, la nostra vita, così, ora. Dum differunt, vita trascurrit: pensa al domani ma con parsimonia, ciò che c’è è il presente.

 

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