La Slums Dunk onlus è l’esempio perfetto per spiegare l’importanza del terzo settore

Il terzo settore è ben radicato nella nostra economia ed è sempre più importante per lo sviluppo della nostra società.

Lo sport può essere la chiave per rendere questo mondo un posto migliore come ha dimostrato Bruno Cerella che ha deciso di portare il basket dai parquet della serie A alle zone più povere dell’Africa attraverso la Slums Dunk Onlus.

Slam Dunk Onlus

Dire che siamo nel 2019 non basta per stupirsi di tutte le ingiustizie che infettano il mondo ma attraverso la collaborazione si può creare un antidoto a questi soprusi e lo sport può esserne il vaccino. Per fare la differenza basta davvero poco ed è per questo che Bruno Cerella (cestista italo-argentino di serie A) ha creato la Slums Dunk Onlus, ovvero un’organizzazione benefica il cui scopo è portare nelle zone dell’Africa economicamente e socialmente degradate il basket e tutti i suoi benefici che comprendono diritti, parità di genere, uguaglianza, felicità, educazione, unione, visibilità e crescita personale. Questa onlus, il cui nome nasce da un gioco di parole in cui il termine “slam dunk” (schiacciata) viene sostituito dalla parola “slum” che significa baraccopoli, è composta principalmente da quattro coaches – Bruno Cerella, Tommaso Marino, Michele Carrera e Giuseppe di Paolo -, i quali agiscono in prima persona nei luoghi in cui diffondono l’amore per questo sport, e da tutte le persone che decidono di contribuire a questa nobile causa. Il progetto è destinato ad espandersi in quante più zone dell’Africa possibile e rende anche possibile credere che aggiustare il mondo infondo non è poi una lontana utopia.

Il terzo settore

La Slums Dunk Onlus possiamo inserirla perfettamente nel terzo settore, ovvero quella parte del nostro sistema economico-sociale che si inserisce tra il mercato e lo Stato. Fanno parte del terzo settore tutte le Organizzazioni No Profit (ONP) che appunto non possono essere assimilate allo Stato in quanto private, anche se spesso gestiscono servizi pubblici, ma nemmeno possono essere inserite nel mercato in quanto non producono un qualcosa che ha come fine ultimo ricavarne un profitto ma producono con lo scopo di sponsorizzare i valori di cui la nostra società ha palesemente bisogno. Questo però non significa che le ONP non producano un surplus economico, anzi fruttano una certa quantità di denaro ma tale ricavato viene e deve essere utilizzato per continuare a finanziare la produzione dei beni e dei servizi di cui quella determinata organizzazione si occupa. Per esempio la Slums Dunk utilizza i fondi che produce per la costruzione di campi da pallacanestro, acquisto di vestiario ecc.. Fanno parte del terzo settore:

  • cooperazione sociale
  • associazioni di promozione sociale (aps)
  • organizzazioni di volontariato (odv)
  • fondazioni
  • organizzazioni non lucrative di utilità sociale – ONLUS

Cooperative e associazioni

Molto importante però è fare una distinzione tra cooperative sociali e associazioni. Mentre le associazioni sono al 100% senza scopo di lucro, le cooperative hanno sì uno scopo economico ma lo scopo primario dei soci non è quello di dividere il guadagno ma creare per loro opportunità lavorative, beni e servizi.

Il capitale sociale

Solidarietà è la parola chiave alla base delle ONP come anche dei semplici rapporti interpersonali che nella nostra società capitalista vengono sempre spesso sostituiti dai beni posizionali cioè legati allo status sociale di un individuo, detto in altre parole: si crea uno pseudo rapporto con una persona con il solo scopo di profitto sottraendo così tempo alle relazioni sociali basati su fiducia e solidarietà. Questo comportamento porta a cadere in una specie di trappola di povertà relazionale in cui la necessità di acquisire beni economici è superiore a quella di creare rapporti sinceri rischiando la solitudine. Quindi per evitare l’isolamento sociale è quindi necessaria la solidarietà e la gratuità nei rapporti tra persone producendo così quello che viene definito capitale sociale necessario per garantire la tenuta sociale.

 

Se è vero che la gratuità può essere pensata come la cifra della condizione umana, allora essa deve caratterizzare il modo di essere anche dell’economicità” (Zamagni)

Attraverso l’aiuto reciproco l’umanità si evolve.

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