La sfida della 17enne Olga a Putin osservata attraverso Locke e Calamandrei

L’arresto della liceale per aver letto la Costituzione è la testimonianza di quanto in Russia sia necessaria l’attività dei giovani in difesa della libertà di pensiero.

La Costituzione russa

Durante una manifestazione a Mosca, la studentessa Olga Misik è stata arrestata per aver letto passi della Costituzione russa dinanzi agli agenti anti-sommossa, riguardanti la libertà di espressione e di associazione. Come la penserebbero due fautori del liberalismo e del costituzionalismo come Locke e Calamandrei?

La protesta, la lettura della Costituzione e l’arresto

“I cittadini della Federazione Russa hanno il diritto di riunirsi pacificamente senza armi, di tenere raduni, incontri e dimostrazioni, cortei e picchettaggio”, così recita l’articolo 31 della Costituzione russa. Ed appellandosi ad esso migliaia di persone (prevalentemente giovani) hanno deciso di riunirsi in maniera pacifica in piazza, a Mosca, per protestare contro la scelta del Cremlino di escludere candidati indipendenti dalle elezioni municipali del prossimo 8 Settembre. Ma la manifestazione non si limitava solo a tale scopo. Il suo intento, come quello degli altri frequenti cortei che si svolgono nella capitale russa, è quello di mandare un messaggio al governo autoritario e illiberale del Paese. Così, dopo l’arresto di circa mille manifestanti, una ragazza, munita di giubbotto protettivo, si è avvicinata alla fila di agenti schierati e, dopo essersi seduta con le gambe incrociate, ha iniziato a leggere alcuni passi della carta fondamentale russa, nell’incredulità più totale dei poliziotti armati, di certo abituati ad affrontare ribellioni ben più violente, ma probabilmente meno efficaci. Olga cita gli articoli 3, 27 e, come accennato ad inizio paragrafo, 31. L’evento viene immediatamente immortalato dai fotografi e l’immagine (che ricorda la foto di Jan Rose Kasmir, la ragazza che, negli Stati Uniti, protestò durante una manifestazione contro la guerra in Vietnam, porgendo un fiore ai soldati) diventa rapidamente virale in tutto il mondo. “Vogliamo una Russia libera, nella quale non avvengano azioni illegali. Nessuno deve avere paura della polizia e dei tribunali”, Olga ha così spiegato le ragioni del comportamento di sabato. Ancora studentessa, ha finito di frequentare gli studi liceali nella cittadina di Voskresensk, nei pressi di Mosca, e si è da poco avvicinata al mondo politico, sulla scia di Alexei Navalny, attivista e presidente della Coalizione Democratica, formazione chiaramente opposta a Putin. Nonostante la sua non fosse una protesta vera e propria, né tanto meno una manifestazione facinorosa, la giovane è stata arrestata e denunciata per avere solo letto in pubblico un documento che evidentemente per qualcuno è ormai diventato scomodo.

 

Jan Rose Kasmir porge un fiore ai soldati durante una manifestazione contro la guerra in Vietnam

L’importanza della libertà di pensiero: la visione di John Locke

Per quanto quello di esprimere liberamente il proprio pensiero sia stato un diritto rivendicato sin dall’antichità, dove peraltro era pure riconosciuto ad alcuni privilegiati, uno dei primi filosofi ad averlo teorizzato è stato il britannico John Locke, nei due Saggi sul governo, pubblicati nel 1690, poco dopo la seconda rivoluzione inglese. Già Thomas Hobbes aveva affermato la genesi contrattualistica dello Stato e dunque la necessità che all’origine di esso vi fosse un’intesa scritta tra gli uomini per scongiurare il “bellum omnium contra omnes”. Locke sostiene, invece, che gli uomini tendono per natura alla convivenza civile e devono pertanto essere riconosciuti liberi fin dalla nascita. Nessuna istituzione può allora impedire ad un essere umano di professare il suo credo, scegliere i politici dai quali farsi governare, riunirsi, manifestare il proprio pensiero. Queste convinzioni diedero uno scossone irreversibile all’assolutismo, il regime maggiormente diffuso allora, e contribuirono alla nascita della monarchia parlamentare nella quale il parlamento, esercitando il potere legislativo, distinto e indipendente dagli altri, divenne l’organo politico principale. “La libertà dell’uomo in società, scrive il fondatore del liberalismo, consiste nel non sottostare ad altro potere legislativo che a quello stabilito per consenso nello Stato, né al dominio di un’altra volontà e alla limitazione di altra legge che ciò che questo potere legislativo stabilirà conformemente alla fiducia riposta in lui”. Se a tutto questo si aggiunge l’Habeas corpus, con cui la Magna Carta aveva sancito più di quattro secoli prima delle precise limitazioni inerenti alla facoltà di trarre in arresto qualcuno, la vicenda di Olga e la sua detenzione rappresentano non solo una grave minaccia alla libertà del popolo russo, ma un pericoloso passo indietro nel processo civile e giuridico della nostra civiltà.

John Locke

La Costituzione come arma per i giovani secondo l’ottica di Piero Calamandrei

Quello che colpisce della protesta di Olga, oltre alla modalità in cui è avvenuta, è la giovane età della protagonista, mentre l’Occidente democratico assiste impotente all’estraniamento dei giovani dalle questioni sociali, con punte di astensionismo elettorale preoccupante, nella Russia di Putin sono proprio loro ad assumersi importanti e rischiose responsabilità. Nel 1955 Piero Calamandrei, nostro padre costituente, si rivolgeva agli studenti di un’università di Milano, esortandoli all’impegno civile. “Una delle offese che si fanno alla Costituzione”, dice l’illustre giurista, “è l’indifferenza alla politica, l’indifferentismo politico che è una malattia dei giovani (…) È così bello, è così comodo: la libertà c’è. Si vive in regime di libertà, ci sono altre cose da fare che interessarsi alla politica (…) Però la libertà è come l’aria: ci si accorge di quanto vale quando comincia a mancare, quando si sente quel senso di asfissia che gli uomini della mia generazione hanno sentito per vent’anni, e che io auguro a voi, giovani, di non sentire mai”. Queste parole, pronunciate in Italia a pochi anni da una guerra devastante e da una dittatura ventennale, valgono ancora per noi e appaiono pure estremamente attuali nella Russia postsovietica, dove un certo autoritarismo, che sembrava definitivamente consegnato alla storia, sopravvive nei metodi e nello stile del suo leader.

L’arresto di sabato scorso dà la cifra del clima pesante e liberticida che, da anni, si respira in quel Paese, ben riassunto dalle parole della stessa Olga: “Se la sola lettura della Costituzione ha creato tutto questo putiferio, questo la dice lunga sullo stato di cose in Russia”.

Leave comment

Your email address will not be published. Required fields are marked with *.

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.