Il Superuovo

La settima arte sale a bordo di un treno con destinazione per l’altrove

La settima arte sale a bordo di un treno con destinazione per l’altrove

La settima arte è salita a bordo senza nessuna intenzione di scendere. Sarà stato per via di quell’“L’arrivo di un treno nella stazione di La Ciotat” a cui il cinema deve sostanzialmente tutto, che la cinematografia è rimasta affascinata dal mezzo che viaggia su rotaie, così misterioso, silenzioso ed enigmatico.

treno

 

I fratelli Lumière seppero spaventare gli spettatori (i primi della storia), poiché vedere proiettato su di uno schermo l’ingresso in stazione di un treno in corsa, fece nascondere alcuni tra i presenti sotto le sedie per paura di essere investiti. Nell’articolo di oggi parlo del ruolo del treno nel cinema, forse il vero, unico, grande protagonista di alcuni grandi successi. Tra questi “Assassinio Sull’Orient Express” tratto dal romanzo di Agatha Christie e il film “La ragazza del treno”.

 

Quel treno che scivola tra la notte e la rugiada…

E i treni scivolano
tra la notte e la rugiada,
lanciando al cielo
il fumo dei passaggi
e facendo del fischio
il più rauco saluto dell’aurora.
(Marino Muñoz Lagos)

Il treno è da sempre uno dei protagonisti indiscussi di film e romanzi. La sua figura è spesso collegata a un qualcosa che richiama mistero e inquietudine e accostata allo stesso tempo a molti concetti; Il treno come mezzo di trasporto che ci fa scappare dalla nostra realtà, il treno della vita che passa na volta sola (e arriverà con un ritardo previsto di novanta anni, ci scusiamo per il disagio), il treno, quello giusto che aspettiamo, per poi sederci nel posto sbagliato…

“Il treno non trova lavoro, non ha tetto, di sera torna in sala d’aspetto: e aspetta, aspetta, ma son guai, il suo treno non parte mai. Se un fischio echeggia di prima mattina, lui sogna d’essere all’officina. Controllore non lo svegliare: un poco ancora lascialo sognare”. (Gianni Rodari)

Sicuramente tutti abbiamo preso e perso almeno un treno nella vita e sono certa che tutti abbiamo un ricordo legato a un addio dato in stazione, un viaggio, un paesaggio visto dal finestrino di un qualsiasi regionale. Probabilmente l’immagine è sfocata, forse era mattina, pomeriggio o sera, non importa, di certo la luce riflessa dal vetro del paesaggio circostante è impressa nella mente e ci riporta alla convinzione che ci saranno altre visuali, perché niente è definitivo. Un giorno o l’altro, saliremo su un treno, di nuovo.

Le persone sono un pò come i treni; Ci sono quelli puntuali, quelli non puntuali che non sanno abituarsi ad attenersi ai loro ritardi… Ancora treni che partono e treni che arrivano.

Vi capiterà di salire nel treno sbagliato e non servirà a molto correre lungo il corridoio nella direzione opposta.

Ad ogni modo, qualsiasi binario dovesse percorrere la vostra vita, il vostro treno continuerà a scivolare, tra la notte e la rugiada, prima lento, poi veloce, ma costante e puntuale nel farci domandare; Forse la felicità si trova solo dentro le stazioni?.

 

 

Il treno; Tra mistero e coincidenza

Rachel è una donna apparentemente come tante, con una vita triste e abitudinaria: vive da sola, senza amici e tutte le mattine prende il treno per raggiungere Londra e lavorare; un viaggio per lei sempre uguale, ma che è il momento preferito della sua giornata, perché lì, seduta vicino al finestrino, può osservare un uomo e una donna che, durante una fermata del treno, se ne stanno seduti in una veranda a fare colazione.

Rachel fissa queste due persone e immagina le loro vite: per lei hanno anche un nome, sono Jess e Jason, dalla vita perfetta, quella che lei non ha avuto, segnata da un ex marito, che ora è sposato con un’altra donna e ha un figlio, e dallo spettro dell’alcolismo.

Ma una mattina Rachel vede qualcosa che non deve vedere e le sue fantasie si infrangono contro la realtà: Jess e Jason non sono la coppia perfetta che sembrano e da quel momento in poi Rachel si troverà coinvolta in una serie di avvenimenti che sconvolgeranno per sempre la sua vita.

Questa è la trama del libro di Paula Hawkins di cui hanno realizzato anche un film che ci racconta le vicende che coinvolgono la vita della protagonista. Sia lei che il treno hanno una cosa in comune, entrambi sono condizionati dalla coincidenza che segna, in qualche modo, il loro destino.

Un altro giallo con come protagonista il treno è il celebre romanzo di Agata Christie Assassinio Sull’Orient Express. Leggendo il libro ci troviamo a bordo di un vagone di prima classe diretto a Calais, sul treno, come spesso accade, viaggiano persone diverse tra loro, per nazionalità, ceto sociale ed abitudini. Tra loro c’è anche il celebre, nonché strambo, Hercule Poirot. Ma per lui il viaggio si trasforma ben presto in un caso da risolvere.

Un libro senza tempo che ci invita a guardarci meglio intorno, in fondo, anche all’interno di un qualsiasi vagone di un treno, ci sono persone diverse, con vite complicate, passati nascosti che, anche solo per qualche ora, viaggiano in nostra compagnia. La nostra vita inevitabilmente diventa legata alla loro, per un pò saremo tutti compagni d’avventura ognuno con il proprio bagaglio personale.

 

“Le stazioni sono una mia vecchia passione. Potrei passarci giornate intere, seduto in un angolo, a guardare quel che succede. Quale altro posto, meglio di una stazione, riflette lo spirito di un paese, lo stato d’animo della gente, i suoi problemi?” (Tiziano Terzani).

 

treno

 

La vita è un treno. Prendilo!

Abbiamo quindi visto come nel film “La ragazza del treno” la protagonista trascorre le giornate a osservare la vita delle altre persone dal finestrino di un treno. A voi é mai capitato di immaginare vita e pensieri di passeggeri e pendolari? Se si, cosa vi capita di pensare?

“Ci sono due categorie di amanti dei treni. Quelli che li guardano e quelli che ci salgono sopra e partono”. E voi? A quali delle due categorie appartenete? Al treno preferite altri tipi di mezzi di trasporto?

Le stazioni e i treni sono spesso protagonisti di romanzi e film gialli. Secondo voi perché? Cosa si cela dietro il senso di mistero e inquietudine che caratterizza entrambi?

A me il treno personalmente piace, lo prendo spesso e ogni volta è come una piccola avventura.

Come dice Carlos Ruiz Zafón “Avevo sempre pensato che le vecchie stazioni ferroviarie fossero tra i pochi luoghi magici rimasti al mondo. I fantasmi di ricordi e di addii vi si mescolano con l’inizio di centinaia di viaggi per destinazioni lontane, senza ritorno. “Se un giorno dovessi perdermi, che mi cerchino in una stazione ferroviaria”, pensai”.

Sicuramente, se una persona dovesse cercarmi mi troverebbe spesso e volentieri in una stazione con un paio di cuffie nelle orecchie persa tra i miei pensieri.

E’ vero, ci sono treni che ci portano dove vogliamo, come treni che ci conducono in destinazioni che non avevamo previsto, esistono coincidenze, cambi di programma, ritardi. Penso di aver perso più di un treno nella vita, ma mi piace pensare che, fra i treni che passano una volta sola, ci siano anche dei regionali affollati che, in fondo, si possono perdere.

Continuate a seguirci nel nostro blog ilsuperuovo.it, augurandovi una buona Domenica, ovunque siate.

 

 

 

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