Vediamo come gli stili della scrittura si sono evoluti dalle prime testimonianze epigrafiche fino all’invenzione dei caratteri a stampa.

Oggi la digitalizzazione ha invaso ogni aspetto della nostra vita; comunichiamo tramite i social network, mandiamo mail e messaggi utilizzando le emoticon e l’uso del correttore automatico spesso ci fa dimenticare anche la grammatica. Ma un tempo come si scriveva?
CAPITALE, ONCIALE E SEMIONCIALE
Fin dal I secolo a.C. nel mondo romano si diffusero scritture maiuscole molto eleganti ispirate alla forma che le lettere assumevano nelle epigrafi. La forma più diffusa, con lettere in genere a modulo rettangolare è nota come “Capitale rustica”; una variante più pesante con le lettere di modulo quadrato è chiamata “Capitale quadrata”. Le capitali furono utilizzate per la copia di intere opere fino al VI secolo d.C. e anche in seguito vennero impiegate per vergare titoli di opere e capitoli e altri testi di corredo. Un particolare tipo di maiuscola calligrafica, dalle forme più, influenzata dalle prime forme di minuscola latina si sviluppò probabilmente nel IV secolo d.C. e prende il nome di onciale. L’onciale fu correttamente utilizzata fino all’VIII secolo e ancora per qualche secolo fu adoperata come scrittura distintiva finalizzata a evidenziare elementi di corredo al testo. Tra il V e il VII secolo con alcune rare attestazioni anche in seguito si diffonde soprattutto in Africa e Spagna la cosiddetta “semionciale”. Crollo dell’Impero romano con la nascita di nuovi Stati fece sì che nell’alto medioevo venisse meno l’unità grafica precedente e si evolvessero grafie particolari tipiche di determinate zone. Questo fenomeno viene chiamato “particolarismo grafico medievale”. Il fiorire delle lettere latine nei monasteri irlandesi dell’alto medioevo portò per esempio allo sviluppo di una maiuscola e di una minuscola insulare.

BENEVENTANA, MINUSCOLA CAROLINA E GOTICA
La cosiddetta “Beneventana” che nasce e si sviluppa tra l’VIII e il IX secolo in connessione con la celebre abbazia di Montecassino è una scrittura estremamente calligrafica caratterizzata in particolare dalla sprezzatura dei tratti verticali brevi. Ma l’evento più importante nella storia della scrittura Latina medievale e senza dubbio la nascita e la diffusione della minuscola Carolina. A partire dalla fine dell’VIII secolo in Francia e rapidamente nelle terre dei facevano parte dell’Impero di Carlo Magno, si andò diffondendo un tipo particolare di minuscola probabilmente ispirata la minuscola antica che prende il nome di “minuscola Carolina”. La minuscola carolina è estremamente simile ai nostri caratteri a stampa; la chiarezza che la contraddistingueva unita al prestigio culturale e all’influenza politica del sacro Romano impero fece sì che tra il IX e Il XII secolo si andasse diffondendo pressoché in tutta l’Europa occidentale. A partire dall’XI secolo iniziano a comparire alcune varianti della carolina; dallo sviluppo di questa tendenza emerge nel XIII secolo la cosiddetta e “scrittura gotica”, così chiamata con disprezzo dagli umanisti che la bollavano come “barbarica”. La gotica ebbe diverse varianti tra cui la “libraria” caratterizzata dal polimorfismo di alcune lettere.

LE SCRITTURE UMANISTICHE E I PRIMI CARATTERI A STAMPA
Tra la fine del trecento e l’inizio del quattrocento furono gli umanisti Fiorentini a ricreare volontariamente la minuscola Carolina ovvero la scrittura degli antichi e prestigiosi codici che andavano riscoprendo proprio in quegli anni; la chiamavano “littera antiqua”. Nel Quattrocento si andò diffondendo in tutta Italia e oltre un’altra scrittura nota come “italica” o “umanistica corsiva”. Proprio la “littera antiqua” sarebbe poi stata destinata a imporsi come modello dei caratteri a stampa. Infatti benché la Bibbia stampata da Gutenberg a Magonza tra il 1453 il 1455 era in “textura” cioè una variante della gotica, la “littera antiqua” per la sua chiarezza è leggibilità si impose come modello dei caratteri e stampa. Nel 1499 il più celebre stampatore Veneziano Aldo Manuzio inizia a usare invece una serie di caratteri creati dal bolognese Francesco Griffo ispirati direttamente alla scrittura Italica di Niccolò Niccoli. Queste due varietà di scrittura sono alla base delle stilizzazioni “tonda” e “corsiva” che contraddistinguono anche la tipografia contemporanea, compresi i caratteri disponibili nei software di elaborazione testi.
