Il Superuovo

La scrittura come cura e terapia

La scrittura come cura e terapia

La scrittura rappresenta una valvola di sfogo, uno strumento per “buttare fuori” tutte le emozioni, sia positive che negative. é un metodo efficace di dialogo interiore in cui il soggetto ha la possibilità di ascoltare i propri stati d’animo.

La scrittura come terapia

Oggi, in molte terapie, la scrittura viene utilizzata per ‘esternalizzare’ tutte quelle emozioni che rischiano di esplodere o implodere. Una terapia sicuramente efficace è quella di tenere un diario in cui vengono registrate tutte quelle vivide sensazioni causate dai vari stati d’animo. La scrittura, a questo punto, diventa un mezzo efficace di dialogo interiore in cui il soggetto sperimenta, conosce e cerca di comprendere le proprie emozioni. Scrivere, in primo luogo, è liberatorio. Così liberatorio che  permette di distaccarci momentaneamente da quelle emozioni che rischiano di sopraffarci inevitabilmente. Inoltre, scrivere ci permette di prendere del tempo per noi stessi, un raro momento di solitudine in cui non ci sentiamo giudicati da nessuno, né criticati per ciò che esprimiamo. Il dolore è un esempio di emozione difficile da gestire. Così come la rabbia. La scrittura rappresenta un efficace metodo di sfogo per quanto riguarda queste due emozioni che, implodendo, possono causare molti problemi. Esistono anche molti studi a riguardo, in cui sono stati analizzati gli effetti benefici derivanti dalla stesura di testi autobiografici incentrati su esperienze dolorose e stressanti. Scrivere aiuta a prendere consapevolezza di queste esperienze. Aiuta ad elaborarle consapevolmente.  è stato anche dimostrato che aprire un blog può avere immensi benefici per la salute psichica, dal momento che esternalizzare le proprie emozioni ‘al mondo’ consente il sostegno da parte di altre persone.

La scrittura come terapia in “La coscienza di Zeno”

La ‘Coscienza di Zeno‘ è il terzo romanzo di Italo Svevo. Zeno, protagonista del romanzo, comincia a scrivere un diario autobiografico sotto consiglio del Dottor S. La scrittura rappresenta l’elemento cruciale del racconto, dal momento che rappresenta la cura, la guarigione. é proprio attraverso il monologo interiore che si può percepire il disagio e la nevrosi del protagonista. Zeno si presenta come un inetto, un individuo debole perennemente assalito dal ‘male di vivere’ e totalmente incapace di prendere decisioni. Ma questa strategia si rivela fallimentare per Zeno. Egli pensa di essere guarito e decide di interrompere la terapia prima ancora di essere conclusa, sentendosi un individuo sano in una società malata.

Il romanzo sottolinea la funzione ‘riparatrice‘ della scrittura. Ed ecco che il piacere di scrivere coincide con quest’ultima.  Una valvola di sfogo emotivo. Un efficace metodo liberatorio. Una presa di coscienza della propria coscienza. Un monologo interiore complesso, enigmatico e contorto. Qualcosa che va al di là delle semplici emozioni.

L’arte della scrittura

Scrivere è arte. Scrivere è mettere su carta le proprie sensazioni, dare vita a qualcosa di apparentemente intangibile. Scrivere è libertà. La cura non è solo riconducibile ad uno scritto autobiografico ma anche ad un racconto minuziosamente descritto. Scrivere un racconto e dare sfogo alla propria fantasia è benefico per la salute psichica del soggetto. La tastiera diviene una sorta di stampante dell’anima. Abbiamo la possibilità di sdoganare qualsiasi barriera  razionale e ricongiungersi con le emozioni più profonde, insite in una parte remota ma non completamente inaccessibile.

 

 

 

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