La realtà è solo quella che si vede? Stranger Things e Platone direbbero di no

Il mondo visibile è solo una porzione della realtà esistente: un viaggio tra Iperuranio e Sottosopra.

La più celebre serie tv fantascientifica degli ultimi anni ci parla di una realtà invisibile ma presente, il Sottosopra, come aveva fatto Platone trattando dell’Iperuranio.

UNA REALTA’ CHE NON VEDO: IL SOTTOSOPRA

Stranger Things è una serie tv americana prodotta nel 2016 per un totale, finora, di 3 stagioni. È un misto tra fantascienza, horror, thriller e teen drama. È ambientata negli anni ottanta ad Hawkins, nell’Indiana. Qui un gruppetto di amici si ritrova alle prese con eventi soprannaturali. Tutto parte dalla misteriosa scomparsa di un bambino, Will Byers e dalla ricomparsa di una bambina sconosciuta e sinistra, Undici. I loro destini, le loro storie, i loro traumi, sono incredibilmente collegati. A seguito di un esperimento svolto su di lei in un osservatorio scientifico, Undici crea inconsapevolmente un contatto con un mondo sconosciuto, aprendone le porte. È un susseguirsi di misteri, avventure e intrecci. Un filo sottile e nascosto collega gli eventi tra di loro e con un universo parallelo, ultraterreno: il Sottosopra. Di questo mondo si sa pochissimo, è avvolto in una coltre di nebbia mistica che ne impedisce la piena conoscenza. Tale mondo è collegato ad un unico nucleo controllato dal Mind Flayer e dai Demogorgoni. È una dimensione alternativa, collegata e compresente al mondo normalmente conosciuto dai ragazzini e da tutta la cittadina. Questi eventi precipitano tutti nello sconforto, ovviamente legato alla perdita delle certezze. Se la realtà che conosco non è l’unica ad esistere, se ho sempre vissuto nell’ombra di un altro cosmo sconosciuto, cosa mai potrò accettare per certo? Ma essa non è solo una storia di paura o d’orrore. È una storia d’amore, d’amicizia, di famiglia, di lotta e di speranza. Non è tutto semplicemente raccontato in una dimensione cupa, triste e disperata. È la storia di un viaggio, un viaggio al di là del conosciuto, al di là del conoscibile, un vero e proprio viaggio nei sentimenti. Il regista ci propone la vita vista dagli occhi di bambini, che crescendo diventano adolescenti, che vivono una situazione misteriosa e preoccupante e che nonostante questo riescono a cogliervi bellezza e meraviglia. Sono esseri pieni di luce, quella luce che sono in grado di portare nell’oscurità di una dimensione di cui non hanno idea. Sono pronti a lottare gli uni per gli altri, nonostante la loro giovane età. Impareranno grazie a questi eventi impetuosi a non svalutarsi mai, e questo è ciò che trasmetteranno a tanti giovani che li osservano al di là dello schermo. È un inno alla stranezza, alla gioia dell’essere diversi, all’accettazione del fatto che spesso la realtà non è sempre e solo quella che si vede, infondo chi delinea il confine tra stranezza e normalità? Quando tutto crolla, quando perdi ogni pilastro, non è forse l’amore per gli altri e per te stesso a salvarti?

IL MONDO DELLE IDEE: L’IPERURANIO

L’esistenza dell’Iperuranio, o mondo delle idee, è una teoria espressa da Platone nel Fedro. Esso è quella zona che si trova “al di là” del cielo, dove alloggiano le idee immutabili e perfette. Le idee per Platone non sono le immagini delle cose, sono esse stesse le cose. L’iperuranio è raggiungibile solo tramite l’utilizzo dell’intelletto, valicabile solo dall’idea dell’anima, e si trova dunque in una dimensione altra, la dimensione metafisica. È un mondo che va oltre quello che noi reputiamo reale, un universo intangibile ma ugualmente concreto. Secondo Platone l’anima umana prima di scendere nel corpo si specchia nelle idee dell’iperuranio e ciò porta naturalmente l’uomo, in particolar modo il filosofo, ad un’attrazione, una propensione, una forma d’amore verso la Verità. L’Iperuranio è dunque una realtà ultraterrena che, pur non essendo visibile agli uomini, li influenza sin dal primo momento in cui essi vengono al mondo.

LA REALTA’ NON È SOLO QUELLA CHE SI VEDE

Da sempre filosofi, scienziati e uomini comuni si sono chiesti se effettivamente l’unico mondo possibile e conoscibile sia quello che noi definiamo tale. Senza inerpicarci in congetture assurde e fantascientifiche è possibile ammettere che la realtà, molto spesso, non è semplicemente quella che si vede. Basti pensare al fatto che ogni uomo porta in sé un’infinità di mondi diversi, tal volta difficili da conoscere, cogliere e comprendere, ma importanti da rispettare. Se avessimo forza e coraggio di accettare la nostra poca conoscenza degli infiniti universi che regnano nell’animo altrui probabilmente saremmo in grado di arginare pregiudizi, ire, collere inutili. Citando Einstein

La realtà è una semplice illusione, sebbene molto persistente

È giunto il momento di scardinare le nostre idee arcaiche, è giunto il momento di abbandonarci all’infinito.

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