LA QUARTA STAGIONE DI “SHINGEKI NO KYOJIN” È UN’ALLEGORIA DELLA SECONDA GUERRA MONDIALE: SCOPRIAMO PERCHÉ

ATTENZIONE! Questo articolo contiene spoiler delle quattro stagioni di “Attack On Titan”. Un popolo sottomesso, colpevole di delitti immaginari, costretto alla resa in favore della nazione dominante. Sembra una storia già sentita quella proposta dalla quarta stagione di uno degli anime più famosi del momento.

Il Gigante d’Attacco (foto: gamesvillage)

L’anime di “Shingeki No Kyojin”, iniziato nel 2012 e basato sul manga scritto e disegnato da Hajime Isayama, ha riscosso fin da subito grande successo in tutto il mondo grazie alla sua trama fantasy dai toni decisamente dark. Le prime tre stagioni dell’anime sembravano già fornire un’idea chiara di dove si sarebbe andati a parare, ma la quarta stagione ha sconvolto le aspettative del pubblico, che ora attende solo gli episodi conclusivi, in arrivo per l’inizio del 2022.

PREMESSA

La vicenda si svolge in un’ambientazione post apocalittica, dove la razza umana è stata decimata dall’avvento di creature denominate ‘Giganti’. Questi esseri, dalle dimensioni variabili dai tre ai quindici metri, sono molto simili all’uomo, pur mancando totalmente di coscienza, e si cibano di umani. Tutti coloro che sono riusciti a scampare all’avvento dei Giganti, più di un secolo prima, si sono rifugiati all’interno di tre cerchia di mura, alte più di cinquanta metri: il Wall Maria, il Wall Rose e il Wall Sina.  Per proteggere le città esistono tre corpi difensivi: il Corpo di Guarnigione, il Corpo di Gendarmeria e l’Armata Ricognitiva, questi ultimi gli unici che possono oltrepassare le mura e agire all’esterno. L’unica arma utile è il cosiddetto  ‘Dispositivo di Manovra Tridimensionale’ utile per sposarsi in aria e attaccare i giganti nel loro unico punto debole: la nuca. Nell’anno 845 compaiono un Gigante alto sessanta metri e un Gigante dotato di corazza, e insieme distruggono il Wall Maria, dando inizio alla storia. Il protagonista, Eren Jaeger, si arruola nell’Armata Ricognitiva per far fronte alla minaccia, cercando di scoprire, intanto, il segreto dietro la comparsa di questa piaga. Nella terza stagione si scopre che i Giganti tanto temuti sono in realtà persone, e che fu una nazione fuori le mura, Marley, a mandare i Giganti che distrussero il Wall Maria. Eren capisce così che l’unica possibilità di essere liberi sia distruggere Marley.

Il Wall Maria

LA TRAMA DELLA QUARTA STAGIONE

La stagione parte da un diverso punto di vista, quello di Marley , in continuo contrasto con le altre nazioni. La prima scena mostra una battaglia, i soldati rifugiati in vere e proprie trincee per salvarsi dal fuoco nemico. I commilitoni sono per lo più eldiani, quelli rimasti sotto il giogo della nazione dominante, per generazioni cresciuti ed addestrati al solo scopo di combattere per Marley. Contestualmente, Marley si ritrova ad affrontare il problema di Paradis. La famiglia Tybur, la più importante del paese, si fa portavoce del problema. Durante un evento organizzato dal Lord capo, questi ricorda Re Fritz, confessando che il mito su di lui sia in realtà una menzogna. Rivela al pubblico la vera natura degli eldiani e del loro Re, sottolinea la pericolosità delle idee di libertà di Eren, e chiede aiuto per fermarli. Proprio in quel momento irrompe Eren, che si era finto soldato di Marley, per divorare Tybur e portare scompiglio in città. Da qui la trama ritorna a Paradis, dove si affronteranno le conseguenze di questa decisione e ciò che ne verrà dopo.

IL POPOLO DI YMIR

Ma chi sono gli eldiani? Lo spiega Grisha, il padre di Eren, attraverso alcuni ricordi trasmessi al figlio. Egli, dopo la morte della sorella, scoprì di far parte del popolo di Eldia. Gli eldiani erano potenti e temuti a causa dei Giganti, nati e controllati dal potere di Ymir Fritz. Dopo secoli di governo, la nazione di Marley sottomise Eldia, rubando sette dei nove Giganti Mutaforma. Re Fritz fuggì con alcuni eldiani sull’isola di Paradis, proteggendo la città con tre cerchia di mura. Il potere dei Giganti continuò così a prosperare, protetto dalla famiglia reale, che giurò di non lasciare mai l’isola e di non rivelare mai la verità sugli eldiani. Isayama inserisce un evidente parallelismo con la questione dell’antisemitismo. Gli ebrei vennero accusati per anni, anche prima di Hitler, delle più disparate accuse, come inventare l’usura o avvelenare i pozzi per diffondere la peste. Hitler li considerava una “razza parassita” che sopravviveva solo a scapito degli altri. Per Marley gli eldiani sono esattamente questo. Ymir Fritz viene rappresentata come progenitrice di una stirpe sbagliata, corrotta dal diavolo al fine di portare il male sulla terra. Per i marleyani gli eldiani sono dei mostri, e si riferiscono ad Eren e agli altri come “I demoni dell’isola di Paradis“, dando per scontato che, pur non avendo mai avuto contatto con loro, essi siano cattivi per natura.

Ymir Fritz corrotta dal “diavolo” nel libro di Frieda Reiss.

IL NOVECENTO DI “SHINGEKI NO KYOJIN”

La prima scena della quarta stagione non fornisce alcuna spiegazione, nessuna ambientazione, alcun contesto. Immediatamente veniamo solo catapultati tra i soldati, che, spaventati e in difficoltà, ripiegano dentro delle trincee, per scampare al fuoco nemico. Questa scelta è un ovvio rimando alla Prima Guerra Mondiale (1915-1918). Questo conflitto, detto di logoramento, si svolse infatti dentro lunghe buche scavate nel terreno. Le divise dei commilitoni, i caschetti e le armi, pur la storia svolgendosi anni e anni nel futuro, sono tutt’altro che hi-tech. Anche l’abbigliamento dei civili rimanda ad una moda di inizio Novecento. Se per le prime stagioni sembrava una scelta narrativa data dal fatto che si era dovuto ricostruire l’umanità da zero, qui sembra invece proprio un tuffo nel passato. Falco, protagonista di queste prime puntate, dopo la battaglia torna a Liberio. Dalla descrizione, anche visiva, che si ha della città di Liberio, sorvegliata da soldati e circoscritta ad una sola zona, pare ovvio che si tratti di un ghetto. Durante la Seconda Grande Guerra (1939-1935), infatti, l’antisemitismo aveva raggiunto livelli talmente alti che il governo tedesco e poi anche quello italiano, avevano costretto gli ebrei a risiedere in distretti controllati della città. Ogni cittadino, inoltre, indossa una fascia con sopra una stella. La stella è il simbolo di Ymir, e rimanda alla Stella di David, indossata dagli ebrei sul braccio. Alcune fasce sono inoltre rosse, appartenenti ai soldati di alto rango, e questo fa pensare ai kapò, che nei campi di concentramento erano ebrei incaricati di controllare gli altri prigionieri, spesso con la violenza. Qui la differenza sta nel fatto che, a parte con Paradis, non vi è conflitto interno tra gli eldiani.

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