Una breve introduzione ad un disturbo poco studiato, ma che sembra essere molto diffuso.

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Ripercorriamo brevemente la storia di Yennefer, la strega forte e affascinante, la cui storia è raccontata nella serie Netflix “The Witcher”.
La decisione di Yennefer
Yennefer è una delle streghe più potenti di tutto il Continente, in molti hanno avuto modo di conoscere questo complesso e affascinante personaggio nella famosa serie Netflix “The Witcher”.
Yennefer vive una vita triste, fatta di insulti e di lavoro duro, finché un giorno non viene venduta a poco meno del prezzo di un maiale ad una donna dall’aria autoritaria.
La donna, Tissaia, la porterà all’accademia di magia Aretuza, dove Yennefer imparerà ad usare la magia con non poca difficoltà.
L’unico, enorme, limite che le rimane, una volta imparato a destreggiare le arti magiche, è il suo aspetto fisico: Yennefer è una donna deforme, con la colonna dorsale piegata dal sangue elfico che le scorre nelle vene. L’unico particolare che la rende affascinante, oltre alla sua mente, è un paio di occhi dalle iridi viola.
Non passa molto tempo che la ragazza decide di porre fine a quella triste sorte, riuscendo a modificare definitivamente il suo aspetto fisico, sacrificando la possibilità di avere figli.
Una scelta drastica, data dal suo disagio e da questioni di natura politica del mondo.
Molte persone, nella loro vita, avrebbero desiderato ardentemente di modificare il loro aspetto fisico così com’è riuscita a fare la strega.
In psicologia, questa necessità di apparire belli e perfetti, si traduce spesso in sintomi importanti di vari disturbi, tra cui il disturbo da dismorfismo corporeo.

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Una percezione distorta di sé
Il disturbo da dismorfismo corporeo, o dismorfofobia, è un disturbo percettivo, il quale causa una percezione erronea e distorta del proprio corpo.
Spesso si ritrova in persone che soffrono di anoressia nervosa, bulimia e being eating, oppure ne soffrono anche ragazzi e ragazze che non sviluppano per forza un disturbo alimentare.
Questa malattia porta a voler nascondere i propri difetti e spesso a desiderare di modificare alcune parti del proprio corpo.
La scena in cui Yennefer si fa letteralmente ricostruire il corpo da zero suscita emozioni contrastanti.
Da una parte, incute un certo timore: il processo è lento, doloroso e terrificante; dall’altra parte risulta affascinante, poiché spesso molte persone hanno desiderato di modificare qualche parte del proprio corpo.
Tuttavia, è improbabile che una persona qualunque, in questo caso una donna, rinunci alla possibilità di avere figli pur di modificare il proprio aspetto.
Eppure, la dismorfofobia porta addirittura a manifestare comportamenti compulsivi.
Questi vengono messi in atto in modo da nascondere alcuni difetti, reali o percepiti, della propria immagine.
Ma si sarebbe veramente disposti a tanto?
Cosa vedi quando ti guardi allo specchio?
Nonostante la trasformazione, Yennefer, in certe occasioni, si rivede ancora per quella che era quando si guarda allo specchio. Lo stesso meccanismo avviene quando si soffre di dismorfismo corporeo: non è sempre detto che la persona si veda sempre brutta, grassa o con qualche particolare deformità.
A volte ci si guarda allo specchio e ci si riconosce per quello che si è veramente.
Yennefer sicuramente non soffriva di dismorfofobia, il suo desiderio di cambiare aspetto era dato in larga parte da motivazioni pratiche, anche se ha comunque scelto di stravolgere completamente il suo aspetto, creandosi un corpo nuovo.
Questo disturbo è ancora poco conosciuto e studiato, anche se alcuni dati ci dicono che molto probabilmente è una malattia particolarmente diffusa.
La storia di Yennefer può dare qualche spunto a riguardo, specialmente a quelle persone che non sanno ancora di soffrire di dismorfofobia. Magari potrebbe spingere qualcuno a cercare aiuto da un professionista, un’azione che richiede coraggio.
Fonte per l’immagine in evidenza: AnnaPostal666, da Deviant Art