Il Superuovo

È possibile innamorarsi sul treno? Jacopo da Lentini ci spiega l’amore a prima vista

È possibile innamorarsi sul treno? Jacopo da Lentini ci spiega l’amore a prima vista

Dalla fenomenologia dell’amore di Jacopo da Lentini alla storia di Thèo che è in cerca della ragazza del treno: la potenza dell’amore a prima vista.

L’amore è il tema più antico del mondo, quello attuale in ogni tempo e in ogni momento, e quello che coinvolge ancora più di tutti. Di racconti sull’amore, nella storia dell’umanità, se ne sono sentiti parecchi. Di teorie che intendono fornire una spiegazione razionale del sentimento più forte di tutti, pure. Eppure le storie d’amore non smettono mai di appassionare, che si tratti di un film o di uno spezzone di vita realmente accaduto.

Thèo e la ragazza del treno

La storia che negli ultimi giorni sta facendo il giro del web riguarda un ragazzo francese che si trova in Italia per studiare. Thèo Bonfilis, ventenne, studia Giurisprudenza a Ferrara. Una domenica è andato in gita a Padova e sul treno di ritorno ha conosciuto una ragazza. Conosciuto, almeno, si fa per dire: i due hanno parlato per circa un’ora, senza scambiarsi i contatti né i numeri di cellulare. Proprio come nei migliori dei film, Thèo è rimasto fermo a quell’incontro. Di certezze, dopo quella domenica, ne ha solo due: la prima è che quella ragazza studia a Ferrara come lui, ma viene da Mestre e studia medicina, la seconda è che per quella ragazza ha perso la testa.

“Cerco disperatamente la ragazza del treno”

Come fare? Thèo, alla disperata ricerca della ragazza di cui si è innamorato, ha reagito spargendo una serie di volantini per tutta Ferrara. Ha creato un apposito indirizzo email – francesetreno@virgilio.it – e ha tappezzato la città con un messaggio volto alla ricerca della giovane.

“Ciao! sono alla tua ricerca! Sono il francese del treno Mestre-Ferrara di domenica 17 ottobre. Frequenti la facoltà di Medicina, sei agli ultimi anni, sei di Mestre. Sei gentile e raffinata. Non dormo più, scrivi alla mia mail”

Amare a prima vista? Sì, ma non del tutto

Ma può esistere davvero l’amore a prima vista? “Li occhi in prima generan l’amore”, scriveva il poeta siciliano Jacopo da Lentini. Egli, funzionario imperiale tra il 1230 e il 1240, è considerato da molti – e da Dante stesso – il caposcuola della Scuola Siciliana. Nel componimento “Amor è un desio che ven da core”, parte di una tenzone poetica sulla natura dell’amore, Jacopo Da Lentini delinea la sua teoria sulla fenomenologia dell’amore, che in effetti, secondo l’autore, partiva tutta dalla vista. È dagli occhi che nasce l’innamoramento, che poi indubbiamente ha bisogno che il cuore vada a nutrire e sostenere il sentimento. Può accadere, spiega il poeta, che qualche volta ci si innamori senza vedere la persona in causa. L’amore che lega con passione, però, è quello che nasce dagli occhi. L’amore viene dal cuore, sì, ma per una certa intensità del piacere che viene suscitato, in primo luogo, alla vista. L’amore in senso stretto, dunque, è quello a prima vista. Ma non è tutto qui, o almeno non basta: occorre che il cuore lo nutrisca, perchè se gli occhi hanno il ruolo di guardare la natura di ogni cosa, e gli aspetti buoni o cattivi, è il cuore che genera tutto e che prova il desiderio di ciò che è amato.

Amore è uno desio che ven da core
per abondanza di gran piacimento;
e li occhi in prima generan l’amore
e lo core li dà nutricamento.

Ben è alcuna fiata om amatore
senza vedere so ’namoramento,
ma quell’amor che stringe con furore
da la vista de li occhi ha nascimento:

ché li occhi rapresentan a lo core
d’onni cosa che veden bono e rio
com’è formata naturalemente;

e lo cor, che di zo è concepitore,
imagina, e li piace quel desio:
e questo amore regna fra la gente.

E tu che ne pensi? Faccelo sapere!

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