La rappresentazione del mondo come spettacolo teatrale secondo Birdman e il Barocco di Marino

La poetica di Marino e Pellegrino e il film premio Oscar Birdman incentrati sul teatro e sulla dicotomia verità-finzione.

fonte:aqualunateatro.com

La verità e la finzione si intersecano nella dimensione teatrale rendendo l’osservatore incapace di distinguere ciò che è vero da ciò che è somigliante alla verità. Il fine è sempre lo stesso: lasciare a bocca aperta.

Marino; fonte: library.weschool.com

Meraviglioso, teatrale e verosimile

Il Barocco è caratterizzato da una costante ricerca del nuovo e da un rinnovato uso dell’antica nozione di teatro del mondo. Per gli artisti barocchi il mondo viene visto come uno sterminato spettacolo, in cui si confondono la maschera e la verità, in cui tutte le cose si riflettono reciprocamente stupendo gli spettatori.  L’ingegno è la facoltà intellettiva naturale propria degli artisti e poeti che si identifica con la capacità di collegare elementi molto diversi tra loro, appartenenti ad aree semantiche lontane. La figura retorica maggiormente usata è la metafora, artificio che meglio evidenzia i nuovi rapporti che possono sollecitare l’ intelletto e il pensiero. Il processo conoscitivo è legato contemporaneamente ad un’azione di velamento e di svelamento: mettendo in relazione elementi distanti si confonde il campo, viene “velata” l’oggettività, tuttavia ciò evidenzia aspetti altrimenti celati, “svelandoli”. Marino afferma che “il fine della poesia è la maraviglia”, sottolineando che lo scopo dell’autore è quello di stupire: la sorpresa era già individuata da Aristotele, il quale, però, riteneva necessario attenersi in primis al principio di convenienza, secondo cui erano da evitare collegamenti tra parole eccessivamente distanti in quanto avrebbero potuto disturbare il lettore. In età barocca, invece, questo procedimento viene enfatizzato, strettamente legato alla categoria della bizzarria che permette di conferire maggiore valore conoscitivo alla creazione. Secondo Marino l’unica regola che conta è rompere le regole: infatti la sua poetica è incentrata sulla ricerca di nuove forme e su argomenti estremamente innovativi per la cultura dell’epoca, tra cui un sonetto dedicato ad una schiava nera, da lui definita “leggiadro mostro”, secondo l’etimologia latina del termine “monstrum” inteso come un qualcosa di prodigioso e meraviglioso. Se accostassimo la tendenza barocca che contempla l’arte come la ricerca continua del nuovo al mondo della psicoanalisi, essa è identificabile con la paranoia, ovvero un’angoscia interna che si traduce con un’esteriorità inquieta che plasma le forme artistiche. Nella trattatistica barocca si fa spazio Camillo Pellegrino, il quale nel dialogo “Del concetto poetico” definisce il concetto, una delle principali categorie barocche, come “pensamento dell’intelletto di cose vere e di cose SIMILI al vero formato nella fantasia”, giungendo alla conclusione che per un poeta è preferibile scegliere di rappresentare un impossibile credibile anziché un possibile incredibile, permettendo esplicitamente al falso di entrare nella poesia, purché sia credibile, somigliante alla verità.

Fonte: wikipedia

Birdman vs Riggan

Birdman è un fim pluripremiato del 2015 in cui il protagonista Riggan Thomson si ritrova incatenato al ruolo da supereroe che lo ha reso famoso. L’uomo è in una difficile situazione familiare ed economica e decide di dare una svolta alla propria vita mettendo in scana l’adattamento teatrale di What We Talk About When We Talk About Love, capolavoro letterario di Raymond Carver, autore a cui è affettivamente legato. Riggan dialoga abitualmente con Birdman, la cui voce lo incoraggia, accresce il suo ego, lo isola dagli altri e la possibilità di spostare gli oggetti con il solo pensiero. Il regista non è soddifatto del modo in cui recita un suo attore e ricorre ai superpoteri per ferirlo e sostiruirlo con Mike Shiner, artista di talento che ben presto susciterà l’invidia dell’interprete di Birdman. Mike incarna l’attore perfetto, ideale, che entra totalmente nel ruolo che interpreta rendendo reale ogni azione e sentimento, vivendo senza finzioni la vita del personaggio, arrivando persino a cercare di avere un rapporto sessuale sul palcoscenico con la donna che nel dramma è la sua amante. La donna entra nel camerino in lacrime, scoppiando a piangere tra le braccia di Laura, a cui rivela che nonostante sia riuscita a realizzare in suo sogno di recitare a Broadway, dentro di sé rimane la bambina insicura di un tempo. Laura la rincuora ma su di lei cala un velo di tristezza legata alle belle parole di orgoglio e ammirazione che Riggan ha dedicato a Lesley  ma che non ha mai pronunciato nei suoi confronti in due anni di relazione. Laura recita un monologo in cui afferma che il suo compagno non saprà mai della sua gravidanza non perché non amasse il suo partner o il figlio che porta in grembo, ma perché incapace di amare se stessa. Realtà e finzione si intersecano poiché la donna rischia anche nella vita reale di aspettare un figlio da Riggan. Mike stringerà un rapporto profondo con Sam, tanto da confessarsi reciprocamente dettagli intimi delle proprie vite. L’uomo afferma di fingere ovunque tranne che sul palcoscenico, unico luogo dove si sente completamente se stesso. L’attore chiede alla ragazza quale sia stata la cosa peggiore che il padre le avesse fatto e la ragazza risponde che lui non c’è mai stato ma ha cercato di rimediare all’assenza convincendola di essere speciale. L’uomo concorda con le parole di Riggan affermando che Sam nel suo impegno costate per il teatro, nell’aiutare il padre nel suo lavoro senza pretendere meriti e riconoscimenti plateali,nel suo tentativo di rendersi invisibile sotto la fragile maschera da tossica mostra un’immensa bellezza che non può essere nascosta. In un dialogo con la figlia, R afferma che lo spettacolo sta diventando “una specie di miniatura, una versione deformata di se stesso”, mentre la figlia illustra al padre un’illustrazione che fa comprendere quanto sia insignificante l’ ego e le ossessioni dell’individuo , argomenti che attanagliano l’animo del regista e che vengono costantemente riproposti dalla logorroica voce di Birdman.

locandina del film; fonte: mymovies.it

Un finale tra reale ed irreale

La prima dello spettacolo è un successo e al termine del primo atto, l’ex moglie entra nel camerino per complimentarsi. Riggan le rivela di sentire una voce che gli parla e che gli dice la verità e che per quanto possa far paura, è per lui estremamente rassicurante. L’uomo afferma di aver cercato di suicidarsi dopo che la moglie lo ha colto in flagrante a letto con un’altra e dichiara tutto il suo amore per la sua compagna di vita e per la figlia, mostrandosi mortificato per non essersi goduto appieno l’intimità del momento della nascita di Sam poiché troppo impegnato a girare la scena. Il protagonista sale sul palco per riprendere la recitazione e fa partire il colpo non da una pistola di scena, bensì una reale che lo ferirà sul naso, ritrovandosi vivo per miracolo. Il finale del film è emblematico ed enigmatico, costituendo il punto in cui verità e finzione, realtà e irrealtà si intrecciano fino a confondersi tra loro. L’ultima scena è ambientata nella camera di ospedale in cui riposa Riggan e dove vanno a fargli visita la moglie e il suo migliore amico nonché manager e legale, il quale mostra la prima pagina del NY TIMES dominata da un articolo in cui la critica definisce l’uomo creatore di una nuova forma d’arte che potremmo definire “super realismo”, in cui metaforicamente e letteralmente scorre il vero sangue che mancava da tempo al teatro americano. Dopo la vista della figlia che lo abbraccia sembrando aver messo da parte tutti i vecchi dissapori, Riggan va in bagno e guardandosi allo specchio toglie le bende che gli coprono il naso: accanto a lui c’è Birdman che, diversamente dal solito, sta in silenzio. Riggan si affaccia alla finestra e, con lo sguardo rivolto agli uccelli che volano in lontananza, la apre. Al suo ritorno la foglia sente versi di uccelli e, guardando in alto, sorride. Ma cosa è successo in realtà? Ad una prima analisi potrebbe essere volato via incarnando a tutti gli effetti il ruolo che lo ha reso noto, ma tale ipotesi sembra poco accreditata poiché in precedenza l’uomo si è trasformato nel supereroe, volando libero sulla città, ma al termine del volo un taxista lo ha rincorso esortandolo a pagare la corsa, ad indicare che è stato frutto della sua immaginazione. Ciò che realmente è accaduto è lasciato alla libera interpretazione dello spettatore, a sottolineare il labile confine tra fantasia e realtà.

Angela Orsi

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