La politica di Aboubakar Soumahoro è pura utopia? Vediamo cosa penserebbe Antonio Gramsci

Cerchiamo di capire se sia giusto parlare di utopia quando si tratta di politica.

Foto di Gabriele Fanelli
Foto di Gabriele Fanelli

Aboubakar Soumahoro, candidato per un seggio al Parlamento dalla lista dell’alleanza Europa Verde e Sinistra Italiana, è stato tacciato di sognare una politica alquanto utopistica. Analizziamo le sue proposte e proviamo a rispondere a questa domanda con Antonio Gramsci.

LA SINISTRA E’ SEMPRE BOLLATA COME UTOPISTA: SCOPRIAMO LE MOTIVAZIONI

In un’intervista fatta ad Aboubakar Soumahoro, rilasciata il 7 settembre per Rollingstone, è stata formulata una domanda molto interessante: cosa rispondere a chi taccia la sinistra di avere degli ideali inapplicabili nella realtà quotidiana? Soumahoro, da sempre convinto sindacalista e attivista, ha affermato di credere fermamente in un voto che rispecchi le ambizioni e i desideri dei giovani cittadini, i ragazzi della nuova generazione. Il candidato ha fatto riferimento ad un incontro casuale con una famiglia, in treno. E’ avvenuto un breve scambio con una componente del nucleo familiare in questione, una ragazza che il 25 settembre voterà per la prima volta! Soumahoro le ha chiesto cosa rappresentasse per lei il primo voto e la risposta è stata molto diretta: la politica deve necessariamente includere nei propri programmi elettorali i temi che sono più cari ai giovani. Ciò significa prestare attenzione all’ambiente, alla lotta contro il razzismo e contro l’omofobia, alla sicurezza sul lavoro e tanto altro. Citando questo episodio, Aboubakar Soumahoro intende far capire che ciò che sembra così irrealizzabile, in realtà non lo è assolutamente. La politica ha il dovere di interpellare, ascoltare e rappresentare i suoi cittadini nel miglior modo possibile.

(https://www.rollingstone.it/politica/aboubakar-soumahoro-contro-gli-indifferenti/661614/#Part7 )

Fonte: Cyrus Crossan su Unsplash
Fonte: Cyrus Crossan su Unsplash

GLI IDEALI DI ABOUBAKAR SOUMAHORO COMBACIANO CON QUELLI DEI GIOVANI

Credo che non siano le persone ad essersi disinteressate alla politica: è la politica, fin troppo autoreferenziale, che ha portato le persone a disinteressarsi. Non è più in sintonia con i valori dei giovani.

Queste le parole che il candidato ha rivolto a Rollingstone nell’ultima intervista.

Questa affermazione ci fa riflettere sul fatto che ci sia estremo bisogno di vera rappresentanza per i cittadini!

Se ci pensiamo, un esempio lampante che mette in luce la voce inascoltata  dei giovani elettori è il malcontento creatosi in seguito all’affossamento della proposta di legge del deputato del Pd Alessandro Zan. La tagliola del 27 ottobre 2021, che ha provocato l’impossibilità di ripresentare il medesimo testo di legge, rallentandone l’iter di discussione, ha arrecato dispiacere a tantissimi cittadini, soprattutto giovani, sostenuti da molti personaggi dello spettacolo assolutamente dispiaciuti e delusi. Questo è indice del fatto che il popolo vorrebbe esprimersi, tramite lo strumento del referendum, su temi così importanti e delicati, per far sentire la propria voce.

Non è un caso che molti giovani non abbiano bene a mente cosa votare, o alla peggio, non abbiano proprio intenzione di esprimere alcuna votazione.

L’astensionismo è un problema reale, che va combattuto offrendo ai giovani cittadini delle proposte che tengano conto dell’evoluzione delle nuove generazioni, dei loro bisogni e delle loro aspirazioni.

Ignorare questa grande fetta di elettori non porterà a nulla di buono. Interessante da citare è sicuramente l’iniziativa lanciata da Italian Tech: si tratta di un podcast intitolato “Next Gen: nuove voci al voto” , composto da cinque puntate, disponibile su Spotify, Apple Music, Amazon Music, sui siti di tute le testate Gedi e sulla piattaforma One Podcast.

Rappresenta un vero e proprio spazio dedicato ai ragazzi, che sono chiamati ad inviare un vocale di 30 secondi su Whatsapp per esprimersi sui temi proposti. Le puntate sono dedicate ai temi dell’astensionismo, della differenza fra destra e sinistra, dei diritti LGBTQ , del lavoro, del reddito di cittadinanza e del salario minimo e infine dell’ambiente e del cambiamento climatico.

ANTONIO GRAMSCI E IL SUO CAPOLAVORO “ODIO GLI INDIFFERENTI”

Cosa penserebbe lo studioso e uomo politico Antonio Gramsci se fosse ancora con noi?

Non possiamo fantasticare, ma di certo ci è possibile analizzare brevemente il suo pensiero sulla politica.

Nel suo capolavoro “Odio gli indifferenti”,  esprime un concetto attualissimo:

Nessuno o pochi si fanno una colpa della propria indifferenza, del loro scetticismo, del non aver dato il loro braccio e la loro attività in quei gruppi di cittadini che, appunto per evitare quel tal male, combattevano, di procurare quel tal bene si proponevano“.

Quindi in realtà potremmo affermare che non esistano idee utopistiche, e chi lo pensa dovrebbe mettersi in moto per provare a cambiare le cose! La politica riguarda tutti ed è un affare di tutti: la si fa anche, banalmente, operando delle scelte nel quotidiano. Combattere per i propri ideali, per quanto non sia la cosa più semplice del mondo, è un diritto di tutti i cittadini e si è gocce nel mare fino ad un certo punto.

Chi vive veramente non può non essere cittadino, e parteggiare. Indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti.

Come disse il filosofo greco Aristotele, infatti, l’uomo è un animale politico ed è uomo in quanto cittadino attivo. E’ l’unico essere vivente a possedere il logos, la ragione, e di conseguenza è il solo a saper discernere il bene dal male.  Dovremmo tenere bene a mente questo concetto, soprattutto in vista del prossimo 25 settembre!

Foto contenuta nell'articolo https://tessere.org/ideologia/
Foto di Antonio Gramsci contenuta nell’articolo https://tessere.org/ideologia/

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