La piantina di cotone piantata sulla Luna è morta di freddo

La piantina di cotone piantata sulla Luna è morta di freddo

21 Gennaio 2019 0 Di Francesco Rossi

Qualche giorno fa fu piantata del lander cinese Chang’E-4 una piantina di cotone, che, dopo esser nata e averci fatto festeggiare, ci ha fatto rimanere di sasso perché non ha resistito alle fredde temperature della notte.

Una piantina spaziale

La piantina, che aveva germogliato qualche giorno fa, è morto cosi hanno annunciato i responsabili dell’esperimento lunare Chang’E-4. Sono le prime piantine cresciute su un pianeta diverso dal nostro grazie alla spedizione cinese sul lato oscuro della luna dello scorso 3 gennaio. L’esperimento del creare un piccolo ecosistema era la missione secondaria della missione, ma ricevette i primi consensi con la nascita dei primi germogli. I semi erano piantati in recipienti che, per dimensioni e forma, ricordano le pentole a pressione ma di una grandezza di 18 centimetri. In questi contenitori, realizzati dall’Università del Chongqing, vi erano aria, acqua, terriccio e diversi semi come quelli di patate, cotone e di arabetta comune (una pianta usata nelle scienze vegetali).

Germogli di cotone (agenzia spaziale cinese)

Aggiunta ormai come ulteriore missione della spedizione, era obiettivo dimostrare che le piantine sarebbero potute crescere a una gravità minore rispetto a quella terrestre e a sbalzi di temperatura come quelli lunari. Una volta cresciute, avrebbero dovuto essere la fonte di ossigeno per gli altri semi presenti. Come rivelano gli stessi ricercatori, i contenitori non presentavano alcun sistema di riscaldamento per contrastare il freddo delle notti lunari, che può arrivare fino a -120° C.  A complicare il raggiungimento dell’obiettivo, è stato il sopraggiungere della notte lunare dopo 27 giorni e l’arrivo delle prime temperature gelide (-52°C), che hanno interrotto l’esperimento dopo neanche 9 giorni. Una volta che tornerà il dì lunare, queste piantine andranno a marcire e non si sanno quali potrebbero essere le conseguenze di ciò. I ricercatori rassicurano che, essendo i contenitori a tenuta stagna, non esiste alcun pericolo che si vada a contaminare il suolo terrestre.

Ora verso Marte

Gli stessi ricercatori dichiarano che, nella prossima missione a lunga durata, si potrebbe riprovare a creare delle vere e proprie piantagioni sotto delle basi spaziali. Ovviamente sarebbe decisamente un bel passo avanti poterlo fare su Marte. Per ora dobbiamo accontentarci di vedere una cosa del genere al cinema o su uno scherma domestico. Grazie al film di fantascienza The Martian dove il protagonista improvvisa una piantagione di tuberi. Per sopravvivere sul pianeta rosso usa solo le sue conoscenze da biologo. Il terreno marziano, tuttavia, non è adatto a una coltivazione del genere perché non esiste la parte organica, cioè quella che permette la nascita e la crescita di piante. La soluzione sono proprio i tuberi. Infatti, le patate come gli altri tuberi sono conosciuti proprio per la loro capacità di adattarsi a condizione estreme e qualsiasi tipo di terreno. Chiaramente ci sarà bisogno una copertura isolante, che protegga i tuberi dalle radiazioni. Per il momento si stanno compiendo esperimenti nel deserto del Perù, dove il terreno è molto avverso alla crescita di qualsiasi pianta. Questo, però, è lontano dal terreno marziano.

Scena presa dal film dove viene rappresentata la coltivazione di patate

Ma esiste della vita oltre al nostro pianeta?

Secondo una teoria dell’ormai defunto astrofisico Stephen Hawking, le possibilità di una vita oltre il nostro pianeta sono legate alla presenza di acqua. In ogni suo stato, l’acqua potrebbe essere la culla della vita, ma i pianeti che potrebbero ospitarla sono realmente pochi nel nostro Sistema Solare. Uno di questi è un satellite di Giove, chiamato Europa. Questo pianeta, composto da uno strato esterno di ghiaccio perenne e al suo interno un mantello di acqua, potrebbe fornire una base da studiare sulla ricerca di vita extraterrestre. Non aspettiamoci mostri simili ai film fantascientifici, ma forme acquatiche simili ai nostri molluschi e pesci. Queste forme di vita potrebbero resistere grazie al riscaldamento dell’acqua dovuto alle continue deformazioni gravitazionali del pianeta dovute alla sua rotazioni intorno a Giove. Tutto questo per ora è solo una teoria, ma si sta cercando sempre più di andare oltre ai confini terrestri.

Alberto Simula