Il Superuovo

La piaga dello spreco di cibo nel mondo: le biocompostiere sono il mezzo per contrastarla

La piaga dello spreco di cibo nel mondo: le biocompostiere sono il mezzo per contrastarla

Dai dati del 2019 del Food Waste Index Report emanati dalle Nazioni Uniti sono state sprecate più di 930 milioni di tonnellate di cibo.

Lo spreco di cibo risulta essere un punto importante da molto tempo e le statistiche non suggeriscono un miglioramento della situazione. Analizziamo meglio i dati e scopriamo le possibili soluzioni di questa problematica.

Come si fa sprecare tutto questo cibo?

L’analisi ha preso in considerazione tutto il cibo che viene buttato nella spazzatura per ogni abitazione, ma anche per le industrie adibite alla produzione e alla distribuzione dei generi alimentari in tutto il mondo. Uno degli obiettivi dell’ONU per l’agenda 2030 è quello di dimezzare totalmente gli sprechi di cibo, ma da questi dati non sembra che si stia andando verso la giusta direzione.

Precisazioni su questa indagine statistica

Risulta interessante considerare una media globale pro-capite, per ogni consumatore si vanno a sprecare ben 121 kg di cibo all’anno di cui 74 in casa. L’indice usato per fare questa analisi però considera sia la parte effettivamente edibile del cibo, sia quella non edibile, come le bucce della frutta o delle verdure. Cosa che può in qualche modo deviare la visione globale, nel senso che spesso paesi con un alto indice magari gettano solo componenti non edibili o la maggior parte di essi. Come, ad esempio, nei paesi più rurali, dove si mangiano molti prodotti della terra è normale che ci siano più scarti vegetali.

Possibili soluzioni per riconvertire gli sprechi di cibo

La compostiera, detta anche biocompostiera, è un contenitore specifico per contenere rifiuti solo di origine organica, i quali subiscono una decomposizione aerobica, ossia per ossidazione. La struttura della compostiera può essere in legno, metallo o plastica e deve essere progettata in maniera da ricevere un corretto apporto di ossigeno per permettere una decomposizione totale dei rifiuti. Il processo di degradazione di queste sostanze avviene grazie all’opera di una serie di batteri, sia termofili, che psicrofili, mesofili, ma anche invertebrati come gli oligocheti (lombrichi), che sono in grado di creare humus o terra fertile a partire dalle sostanze organiche.

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