La percezione si immerge nell’arte: analizziamo il cubismo analitico di Picasso

 

Uno dei fenomeni più interessanti della psicologia è la percezione. In questo articolo cercheremo di capire in che modo si articola la relazione tra percezione e arte.


La psicologia e l’arte sono due discipline fortemente differenti, tuttavia si può ammettere che presentano molteplici punti in comune. La percezione è un processo cognitivo, costruttivo e attivo attraverso cui andiamo oltre gli stimoli che ci si presentano per organizzarli in un’unità ricca di significato. L’aspetto decisivo della percezione è che l’informazione che percepiamo è parzialmente indeterminata; ciò significa che il soggetto può esperire la totalità di stimoli che si manifestano, ma può percepirne solo una piccola parte.

La percezione secondo la Gestalt

La Gestalt è la corrente psicologica più influente per ciò che concerne la descrizione di processi percettivi.

Le Leggi Gestalt dell’organizzazione rappresentano un punto di rottura funesto rispetto alle impostazioni teoriche percettive precedenti. L’idea di fondo è che l’unità percettiva non dipende dalle caratteristiche dei singoli elementi, bensì dall’organizzazione totale della configurazione iconica.

Gli studiosi della Gestalt sintetizzarono il lavoro di una vita in un semplice concetto: “il tutto è più della somma delle singole parti“. In particolare fu Wertheimer a stabilire alcuni principi validi per stimoli visivi e auditivi: vediamo insieme quali sono.

  • Secondo il principio di Vicinanza si unificano elementi prossimi.
  • Secondo il principio di Somiglianza si unificano elementi simili.
  • Secondo il principio di Chiusura le linee che delimitano una regione tendono a unificarsi.
  • Secondo il principio di Continuità si unificano le linee caratterizzate da continuità di orientamento spaziale.
  • Secondo il principio di Pregnanza vengono prediletti gli stimoli semplici e simmetrici.

L’infinita frammentazione delle componenti iconografiche: lo sguardo visionario di Picasso

Se ci basassimo solo sull’immagine retinica tutte le immagini dovrebbero esser percepite attraverso un’identità strutturale e programmatica tra figure e sfondo. Ciò non accade in quanto siamo in grado di distinguere figure e sfondo come entità iconografiche distinte.

Questi principi e criteri sono validi nella vita quotidiana, ma nell’affascinante mondo dell’arte questo non sempre accade. In questa sede dunque analizziamo qual è la corrente artistica in cui è difficile distinguere le diverse componenti soprammenzionate.

Picasso è stato uno tra i più rilevanti artisti del XX secolo che ha dato origine a una moltitudine di opere di varia natura, tra le quali ricordiamo “Guernica” e “Donna con Mandolino”. La fase artistica di Picasso che suscita maggiore curiosità è certamente quella del cubismo analitico, dove le immagini geometriche si convertono in una serie di piani di dimensioni differenti.

Il volume e la profondità degli oggetti rappresentati scompaiono davanti all’infinità di frammenti iconici che si decompongono. In Picasso siamo diretti testimoni di una forte dissociazione dall’elemento naturale, in favore di una atomistica, disciplinatissima e sistematica scissione delle figure nelle diverse parti infinitesimali.

Tale scomposizione non è per nulla casuale, è anzi intenzionale perchè permette la ricomposizione mentale delle figure. Gli elementi vicini e lontani si sovrappongono in piani contigui, i quali si mescolano e si invadono a vicenda creando una prospettiva che ci toglie il respiro.

Lo straordinario ruolo dell’osservatore

Picasso subordina la realtà rappresentata alla struttura intrinseca del quadro, sovrapponendo lo spazio per sfacettature, dando origine a una visione per trame.

L’artista non si interessa della rappresentazione figurativa del personaggio rappresentato, in quanto si focalizza sulla ricostruzione cognitiva dell’immagine effettuata dall’osservatore. L’osservatore svolge un ruolo fondamentale nel processo di creazione dell’opera: non si limita semplicemente a contemplarla, ma la ricostruisce attivamente nella sua mente per comprenderla ed attribuirle un significato.

 

 

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